Negli anni 60 a scuola le ragazze frequentavano economia domestica, i temi portanti erano come gestire la casa al meglio, ricamare ed essere mogli e madri perfette.0twgAewr
Oggi c’è un progetto che finalmente spazza via anche solo quel ricordo, si chiama Girls code it better.
Il progetto prevede la realizzazione di un corso di informatica e programmazione rivolto alle ragazze delle scuole secondarie di primo grado, quindi ad alunne che vanno dagli 11 ai 14 anni.
Le ragazze in età scolare che parteciperanno saranno introdotte ad un settore innovativo ed in continuo sviluppo in cui creatività e rigore coesistono e che al momento offre una prospettiva professionale e occupazionale.

Gli obiettivi del progetto sono: favorire l’orientamento e l’iscrizione delle ragazze partecipanti verso studi superiori di ambito scientifico, conoscere le basi delle principali tecnologie della fabbricazione digitale e della robotica. Sdoganando quindi una volta per tutte l’ancor famoso cliché che si traduce tout cour nella scelta universitaria per il quale le donne riescono meglio nelle materie letterarie.

Il progetto coinvolge 10 scuole italiane: 5 a Milano, 1 a Reggio Emilia, 1 a Modena e 3 a Bologna in cui verrà attivato a partire da novembre fino ad aprile un percorso extracurriculare pomeridiano di 45 ore.
Durante i corsi si parlerà del mondo digitale a 360 gradi dall’utilizzo della tecnologia (app, giochi…) fino alla vera e propria programmazione. Le partecipanti infatti si cimenteranno a programmare Scratch e Arduino, sperimenteranno i nuovi sistemi di fabbricazione digitale (lasercut, CNC, stampanti 3D) e di robotica di base.

Sull’onda dell’inclusione in un mercato del lavoro che è ancora appannaggio maschile c’è un altro progetto rivolto alle ragazze dai 14 ai 18 anni e a alle universitarie che è stato appena premiato da Smart city exhibition ( potete leggere tutti i progetti premiati qui ) è Le ragazze possono. Un’iniziativa che si basa sulla condivisione delle competenze femminili a vantaggio della società al quale è stata riconosciuta e premiata la capacità d’uso delle nuove tecnologie per una governance territoriale inclusiva ed attenta alle pari opportunità.Schermata 2014-10-30 alle 14.51.14

Il progetto ha lo scopo di incoraggiare le adolescenti nella scelta di percorsi di formazione STEM, acronimo inglese per Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica, incrementando la consapevolezza delle possibilità di carriera legate all’istruzione superiore tecnico-scientifica. Sostiene inoltre le iscritte alle lauree scientifiche e tecniche con un ciclo di incontri: ‘breakfast @ polimi’ che hanno come sede il politecnico di Milano. Oltre al networking in questi momenti vengono presentati modelli e percorsi professionali positivi. Sono infatti invitate a raccontare la loro esperienza donne che si sono affermate in settori tecnici cercando anche qui di abbattere lo stereotipo insito nell’immaginario collettivo dell’ingegnere e delle professioni tecniche. L’obbiettivo é accrescere la consapevolezza e incentivare le iscrizioni universitarie nelle discipline STEM e il conseguente futuro settore occupazionale.

Le ragazze possono” è un progetto realizzato nell’ambito dell’iniziativa regionale “Progettare la Parità in Lombardia – 2014″ e avrà una durata di 6 mesi. Il promotore è AIDIA, l’Associazione Nazionale Donne Ingegneri e Architetti ed è finanziato da Regione Lombardia.

Quindi ragazze ‘sporchiamoci le mani di codice’!

Chiara
GGDBologna team

coderdojo

Sabato 18 Ottobre presso Working Capital Bologna, ci sarà un nuovo appuntamento con il laboratorio CoderDojo dedicato ai giovani promettenti sviluppatori del futuro.

Il laboratorio di questo sabato forma parte della Google for Entrepreneurs Week e per l’occasione oltre al consueto appuntamento con Scratch e l’HTML, Google ha messo a disposizione anche dei kit con circuiti e MaKey MaKey con sarà possibile fare alcuni esperimenti – come ci fanno sapere gli stessi organizzatori sul loro sito di riferimento.

Ma facciamo un passo indietro: che cos’è CoderDojo?

I CoderDojo sono club gratuiti il cui obiettivo è l’insegnamento della programmazione informatica ai più piccoli. Le attività di formazione che vengono svolte ruotano tutte intorno al gioco, lo scambio reciproco ed il peer learning. Sono già migliaia i bambini che hanno partecipato agli incontri italiani del movimento, imparando ad utilizzare linguaggi di programmazione come HTML, Javascript e CSS; in particolare a Bologna il movimento è approdato nel maggio del 2013 dando vita ad una serie di incontri e di collaborazioni sul territorio.

Dopo la ripresa dei lavori in occasione del Robot Festival, ecco che i più piccoli si preparano per la #GFEWeek e il prossimo CoderDojo che si terrà dalle 15:00 alle 18:00 presso Working Capital, Bologna.

Questo il link per iscriversi all’evento.

Buon divertimento!

In partenza il 13 Ottobre a Bologna, nella splendida cornice di Cappella Farnese (al primo piano di Palazzo D’accursio) dalle 17.30 alle 19.30.

ISA Topic 2014“Potere, libertà e controllo nell’era di Internet: il ciclo di convegni e tavole rotonde sull’interazione fra potere politico, reti informatiche e partecipazione politica nella società dell’informazione.

Organizzato da Laura Sartori e Marco Prandini gli incontri vedranno avvicendarsi numerosi studiosi ed esperti di diverse discipline addentrarsi nei differenti aspetti delle tematiche che sono sempre di più tematiche legate al nostro quotidiano.

Fra i relatori abbiamo il piacere di notare la presenza di tante amiche e socie della nostra associazione.

Prima di lasciarvi al programma vi ricordiamo che la partecipazione agli incontri è gratuita fino ad esaurimento posti.
Speriamo di vedervi numerose!

Schermata 2014-10-06 alle 22.55.333/10/2014 DALLE 17:30 ALLE 19:30
Rappresentanza, delega e voto elettronico
Dove Cappella Farnese, Palazzo d’Accursio, Piazza Maggiore 6, Bologna
Ospiti
Fiorella De Cindio, professoressa di Informatica, Università di Milano
Anna Carola Freschi, ricercatrice in Sociologia Economica, Università di Bergamo
Filippo Tronconi, ricercatore in Scienza Politica, Università di Bologna

20/10/2014 DALLE 17:30 ALLE 19:30
Internet, comunicazione e istituzioni
Ospiti
Leda Guidi, responsabile Agenda Digitale, Comune di Bologna
Antonella Napolitano, giornalista e consulente della comunicazione
Antonella Pizzaleo, responsabile Agenda digitale, Regione Lazio

 

27 ottobre DALLE 17:30 ALLE 19:30
Sorveglianza e disobbedienza
Ospiti
Stefania Maurizi, giornalista d’inchiesta, L’espresso
Arturo Di Corinto, giornalista, La Repubblica
Umberto Rapetto, ex Ufficiale GdF, inventore, giornalista,

10 novembre DALLE 17:30 ALLE 19:30
Per una vita quotidiana Smart
Ospiti
Elisabetta Farella, direttrice dell’unità di – ricerca E3DA, FBK Trento
Guido Scorza, avvocato e giornalista
Michele Vianello, esperto in smart cities e scrittore

24 novembre DALLE 17:30 ALLE 19:30
Democrazia, partecipazione e Internet
Ospiti
Elena Pavan, ricercatrice, Università di Trento e NEXA Center, Torino
Fabio Chiusi, giornalista
Marco Trotta, sviluppatore informatico e giornalista

barbieri-eurobiochefE’ proprio il caso di dire che non di sola tecnologia vive la donna (e l’uomo!), bensì anche di buon cibo, meglio se legato ad un’iniziativa a scopo benefico.

Quando le colleghe del team GGDParma ci hanno parlato di Eubiochef, la sfida di ricette creative online che si è conclusa lo scorso 14 settembre, che vedrà una serata di premiazione con lo Chef Bruno Barbieri, e che il tutto è organizzato da ANT, l’associazione che fornisce assistenza ai malati di tumore e organizza attività di prevenzione oncologica, non abbiamo potuto che partecipare con entusiasmo alla promozione di questo speciale evento.

La partecipazione alla serata avrà un’offerta minima per il pubblico, che sarà interamente devoluta ai progetti gratuiti di assistenza domiciliare e prevenzione oncologica della fondazione e vorremmo davvero vedervi in tantissimi (noi ci saremo!).

L’appuntamento è per lunedì 29 settembre a Bologna, i posti si possono prenotare presso la sede centrale ANT di Bologna, in via Jacopo di Paolo, 36 e presso la sede ANT di via San Vitale, 39. Per maggiori informazioni visitate il sito ANT.

A presto e che vinca… il più buono!

Daniela
GGDBologna team

Schermata 2014-09-17 alle 11.48.03A Rimini lo scorso week end si è svolta quella che un tempo si chiamava BlogFest e ora è diventata la Festa della Rete, l’annuale appuntamento con alcuni tra i protagonisti del digitale in Italia, durante il quale vengono assegnati i Macchianera Italian Awards.

Quest’anno per la prima volta c’ero anche io, invitata a parlare durante un panel dedicato ai blog che si occupano di comunicazione di genere e cittadinanza attiva digitale per il contrasto degli stereotipi dal titolo: “Un altro genere di blog: la rivoluzione parte dal web“. L’invito, arrivato dalla Casa delle donne del Comune di Rimini, coinvolgeva me e Giorgia Vezzoli per il nostro progetto – datato 2010 – Zerostereotipi in cui abbiamo cercato di tracciare un decalogo di consigli utili alle agenzie di comunicazione per un marketing sostenibile che valorizzi al massimo il ruolo delle donne e il loro corpo, senza strumentalizzarlo.

Il decalogo nasceva dopo tante esperienze di femminismo online, sia mie che di Giorgia.

Dal 2008 eravamo entrambe molto attive su questi fronti (io in quell’anno fondai la community Donne Pensanti che per molto tempo ebbe largo seguito e che aveva l’obiettivo di coinvolgere e sensibilizzare le persone su un tema ancora poco sentito, ovvero l’utilizzo del corpo come mezzo pubblicitario “venduto a tranci” e che voleva promuovere un’immagine non stereotipata delle donne). Insieme a tantissime altre blogger – cito tra tutte ma solo per brevità Un altro genere di comunicazione - abbiamo intrapreso, nel tempo, un percorso di coinvolgimento delle persone affinché la Rete potesse diventare uno strumento attivo di discussione, riflessione ma anche denuncia delle pubblicità offensive e della strumentalizzazione della donna e del suo corpo.

Il decalogo arrivò come conseguenza diretta del nostro attivismo e della nostra voglia di fare emergere questioni per troppo tempo ritenute secondarie e che invece avevano a che fare con il retroterra culturale del nostro Paese: l’humus sul quale fiorivano e fioriscono discriminazioni sul lavoro e nella società civile.

Il tempo è passato e molte cose sono – per fortuna – cambiate. Almeno un po’. Oggi questi temi sono diventati riflessione collettiva, molte Istituzioni si sono fatte carico di promuovere una comunicazione sostenibile (vedi per esempio il progetto del Comune di Rimini di cui si parla anche nel video del nostro panel) e le agenzie pubblicitarie si stanno adeguando anche grazie al lavoro dell’ADCI e in particolare al Manifesto deontologico dell’Art Directors Club italiano.

C’è stato il video di Lorella Zanardo, il Corpo delle donne e i suoi corsi nelle scuole: una educazione allo sguardo e alle immagini che ha contribuito a formare nuova consapevolezza e spirito critico nelle donne e uomini più giovani.

E a Rimini, Giorgia, Lorella ed io ci siamo incontrate proprio per riflettere su questi temi, su come si è evoluta la consapevolezza delle persone e sul ruolo – importante – della Rete per fare cittadinanza attiva.

Io ho raccontato soprattutto dell’impegno di GGD Bologna: quando ho deciso di candidarmi per fare parte di questo team il mio obiettivo era mettere a disposizione di altre donne la mia esperienza di persona che grazie alla Rete fa cittadinanza ma che si è anche creata una propria professionalità, adeguata al proprio stile di vita e in linea con la sua filosofia.

Credo infatti che sia fondamentale condividere i propri saperi “tecnici” con altre donne perché il digitale è e resta una grande occasione per valorizzare passioni, professioni, mestieri e storie. E oggi – più che mai – abbiamo bisogno di storie positive che attraverso una nuova narrazione modellino una società equa, sostenibile e a zero stereotipi.

Inaspettatamente Giorgia ed io siamo state premiate a Rimini, proprio per il nostro impegno. E la mia parte di Premio la dedico a tutte le donne e gli uomini (perché ci sono anche loro, ad esempio Lorenzo Gasparrini) che in questi anni e tuttora contribuiscono a rendere il nostro mondo meno omologato e che aggiungono punti di vista divergenti e costruttivi sull’immagine della donna e sui tanti paletti che la Società ci ha costruito intorno.

Questo Premio lo dedico in particolare a questa associazione, alle altre componenti del team con cui cerchiamo di dare il nostro meglio, malgrado lavoro, impegni personali e vita, per diffondere un uso consapevole del digitale tra tutte le donne.

E se avete voglia di ascoltare me, Lorella Zanardo, Giorgia Vezzoli e il Comune di Rimini raccontare le nostre esperienze, ecco qua il video della Festa della Rete.

Francesca Sanzo

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