LdC al Salotto Precario

agosto 26, 2010 at 09:57 , by ggdbologna

Ciao girls, ben ritrovate dopo le vacanze!

Ringrazio  innanzitutto le amiche GGD che mi lasciano spazio sul blog per parlarvi di un’iniziativa che mi vede direttamente coinvolta, il Salotto Precario.
Salotto Precario è un laboratorio politico nato a Bologna nel 2008 e costituito da lavoratori precari e creativi, principalmente attivi nei settori informatico e culturale.

Alcuni di voi forse avranno sentito parlare delle riunioni periodiche che, durante tutto l’anno scorso, si sono svolte in vari punti della città per parlare di lavoro, di precariato… ma anche di donne e lavoro, argomento che mi è particolarmente caro, al fine di trovare assieme strategie di welfare da proporre a Comune e Regione.

Sul blog di Salotto Precario mi occuperò della rubrica Parliamone in salotto, dove cercherò di raccogliere testimonianze (ammetto che ne stanno già arrivando, oserei dire copiosamente), che divulgherò e sottoporrò all’ascolto di chi vorrà aiutarci in questo tentativo di circolo virtuoso che vorremmo innescare per tutti noi lavoratori, precari e non.

Nel frattempo, se vorrete, vi aspetto allo Stand 85 della Festa de l’Unità di Bologna, con eventi e iniziative che spazieranno dal dibattito politico e sociale al cineforum, passando per approfondimenti, performances teatrali e tutto ciò che uscirà dalle nostre fervide menti (il 10 settembre avremo come ospite Francesca Sanzo e il network Donne Pensanti!).
Si comincia giovedì 26 alle 19.30 con l’aperitivo inaugurale, qui invece il resto del programma.

Vi aspetto online, ma anche offline!
LdC (Daniela)

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Panzallaria @ GGD Bologna “Donne pensanti in rete e fuori”.

agosto 25, 2010 at 09:53 , by ggdbologna

E’ con immenso piacere che ospitiamo il post di una delle nostre speaker.
Francesca Sanzo, meglio consociuta in rete come Panzallaria, ci ha onorato della sua presenza alla #GGD7 e, con la disponibilità che la distingue, ha accettato di raccontare sul nostro blog  il progetto Donne Pensanti e la sua esperienza @ GGD.

“Donne pensanti in rete e fuori”

di Francesca Sanzo

Che il Web fosse un po’ donna io l’ho sempre pensato. Da quando, a cavallo del nuovo Millennio, ne sono stata folgorata e ho deciso che ne avrei fatto la mia professione. La struttura associativa, la divagazione che è possibilità di approfondimento, il serbatoio di narrazioni: tutte qualità che accomunano la Rete a un modo molto femminile di costruire la propria storia intellettuale.

Quando mi hanno invitata “alla cena delle ragazze smanettone di Bologna”, come chiamo io le Girl Geek Dinners mi sono sentita davvero lusingata: in passato avevo sbirciato foto su Flickr, letto qualche intervista ad altre ospiti e spiato gli eventi in programma, sentendomi sempre come la secchiona con gli occhiali che non potrà mai partecipare al ballo della scuola (anche questo, molto femminile) ;-) .

Mi hanno invitata, in una sera molto piovosa, a parlare di mamme e tecnologia perché io sono una mamma che – anche grazie al proprio blog – ha trovato una valvola di sfogo dove far sfiatare le tante paure, dilemmi, dubbi che assalgono quasi ogni mamma primipara e un po’ attempata. Temevo di dire banalità, di usare termini troppo poco “geek” (solo per capire come si pronuncia ho dovuto fare uno stage a Londra!) e di non essere abbastanza ADEGUATA.

Panzallaria@ GGD7Bologna

Buffo: il focus del mio intervento era proprio sul senso di inadeguatezza e su come è inutile ambire a una perfezione patinata quando si diventa genitore perché l’unico modello che ha davvero senso è la madre che sei e non quella che vorresti essere.

Ogni timidezza si è subito sciolta: le GGD bolognesi hanno sorrisi larghi e ti fanno sentire immediatamente a tuo agio. La condivisione di una passione, in molti casi lavoro, e la dimestichezza con la socializzazione tipica della rete hanno fatto il resto e ho cominciato a seguire con maggiore attenzione “le ragazze smanettone” e le loro iniziative.

Da circa un anno è cresciuta notevolmente l’attenzione che ho nei confronti dei progetti, delle associazioni “al femminile”. Ne abbiamo un gran bisogno. Come persone, come donne, come Paese.

Non è un bel momento per noi donne: l’immaginario italiano è continuamente bombardato da stereotipi che ci sviliscono o – nel migliore dei casi – cristallizzano. Televisione, pubblicità, giornali e perfino politica offrono della donna un’immagine fortemente stereotipata e i “modelli” disponibili sono pochi: mamma tutto fare, donna in carriera, pseudo velina o proto escort.

Da circa un anno ho creato un progetto che nel tempo è cresciuto (fino a costituirsi in associazione, grazie all’aiuto di alcune persone che ci stanno credendo con me) e che si chiama “Donne Pensanti: resistenza attiva ai modelli stereotipati di femminile”.

Donne Pensanti nasce con la volontà di proporre alternative a quei modelli e ha scelto un nome provocatorio: tutte le donne sono pensanti, solo che alcune non lo sanno o alcuni preferiscono non saperlo.

Fin da subito l’iniziativa ha avuto un seguito per me inaspettato: il social network che abbiamo aperto conta oggi quasi 1000 iscritti, di cui ce ne sono tantissimi attivi. L’idea è di proporre alternative attraverso racconti, video e di smontare quell’immaginario che fa da sfondo alle nostre vite per sviluppare anticorpi a una comunicazione che impoverisce tutti e che spesso è declinata in modo estremamente sessista.

Ma Donne Pensanti è anche un luogo dove le persone si confrontano, i diversi femminili si incontrano e si narrano cercando di sradicare quel senso di inadeguatezza che ci fa rimanere nell’angolo e non ci permette di unirci, attivamente, per creare reali alternative.  Qualche mese fa, grazie ad un’idea di Silvia Cavalieri, la mia socia nell’impresa, abbiamo creato un topic sul forum: “Collezione di inadeguatezze” in cui centinaia di persone hanno fatto outing e ci siamo ritrovate a ridere una delle paure dell’altra, capendo che erano proprio quelle paure il principale scoglio da superare per agire attivamente su quello che è attorno a noi.

Come tutti i progetti in rete, Donne Pensanti si è evoluto ed ha preso la strada “naturale” che doveva prendere e se all’inizio l’obiettivo era quello di lanciare una campagna di sensibilizzazione provocatoria, su almeno un quotidiano, per promuovere un rispetto maggiore della donna (a fronte dei tanti cattivi esempi che arrivano da ogni parte), poi le idee si sono moltiplicate e ora abbiamo moltissimi progetti.

A settembre diventeremo ufficialmente associazione e abbiamo in cantiere alcune proposte per le quali speriamo di ricevere il sostegno delle Amministrazioni bolognesi. Vogliamo entrare nelle scuole superiori, creare momenti modulari di approfondimento sulle pubblicità, sulla comunicazione per una riflessione collettiva insieme a coloro che maggiormente subiscono il modello univoco di femminile.

A settembre lanceremo anche la pubblicazione tratta dal progetto “Testimonia il femminile” e che è una raccolta di testi scritti da molte donne (e alcuni uomini) che testimoniano modi alternativi di vivere al femminile.

Le idee sono numerose e anche l’impegno si sta moltiplicando: auspichiamo che i tanti sostenitori virtuali e frequentatori del social network abbiano voglia di associarsi a donne pensanti, collaborando attivamente ai progetti che hanno come sede ufficiale Bologna ma contano numerosi circoli territoriali in Italia che vogliamo potenziare.

Nel giugno del 2009 non avrei pensato che un’idea discussa in un post sul mio blog Panzallaria potesse prendere così tanto spazio nella mia vita,

ora so che questa è una strada che voglio intraprendere decisamente e sono felice del fatto che si stiano concretizzando tante cose: sono partita con una forte volontà di “fare qualcosa”, di non rimanere in silenzio di fronte a quello che stava succedendo nel nostro Paese e di cui la questione femminile non è che la cartina di tornasole e ora osservo con piacere che ci sono tantissime persone che hanno voglia di prendere la parola.

Non è più tempo di demandare ad altri e ognuno di noi deve capire che abbiamo una responsabilità sociale, civile e culturale che ci rende tutti partecipi della vita italiana.

Credo di sentirmi a mio agio con le GGD perché loro, come me, sanno che (parafraso un passo del libro di Caterina Soffici “Ma le donne no: come vivere nel paese più maschilista d’Europa”) le donne non sono un PERICOLO, sono una RISORSA.

Ecco gli spazi di Donne Pensanti:

www.donnepensanti.net

http://donnepensanti.ning.com

http://donnepensanti.wordpress.com

Il mio blog

www.panzallaria.com

Panzallaria

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Book review: Rossella Rasulo, “Ti voglio vivere”

luglio 19, 2010 at 15:00 , by ggdbologna

Come promesso ecco la prima intervista!

Avrete sentito parlare senz’altro Rossella Rasulo, conosciuta online come Ninna: blogger e mamma, ha appena pubblicato il suo romanzo con Mondadori. Ha accettato di rispondere alle nostre domande via e-mail, data la distanza che ci separa, e ovviamente… siamo partite a raffica!

- perchè ninna?
E’ il soprannome che avevo alle medie, scelto di comune accordo con la mia migliore amica.
Sono passati 20 anni e me lo porto ancora dietro. Immortalarlo nel blog forse non è stata una brillante mossa per farlo dimenticare a chi mi conosce.

- ci parli del tuo libro?
E’ un libro che racconta prime volte, intese come scelte di vita. Non vorrei dire nulla sulla sua trama, per non svelare i vari intrecci, ma è un libro in cui i sentimenti e le emozioni si susseguono quasi senza sosta. E’un libro in cui amicizia e amore si scontrano.

- Mamma e blogger – come è nato il tuo blog?
Il mio blog è nato nel 2004 in un periodo in cui avrei voluto cambiare tutto. Ero una ventiquattrenne come tante, iscritta all’università, che cercava di capire cosa fare della sua vita. All’epoca scrivere mi è sembrata la via migliore per sfogarmi e per capirmi.
Dopo sei anni, durante i quali sono arrivati l’amore, la famiglia e nuove prospettive, posso dire di aver cambiato tutto anche grazie al blog.

- L’eredità che lasci a tuo figlia in rete?
L’esperienza, solo questa. Non so come sarà la rete e cosa ci sarà quando mia figlia inizierà ad usarla. Non mi rimane che consigliarla nel modo migliore.

- una mamma dove trova il tempo di scrivere?
Una mamma trova il tempo di scrivere tra i vari impegni, come tutti. Si usano i ritagli di tempo, non ci sono altre soluzioni.

- come il blog ha cambiato la tua vita?
L’ha cambiata prima facendomi conoscere mio marito e poi offrendomi la possibilità di sperimentare quella follia che altri chiamano “scrivere un libro”

- raccontaci in breve la tua esperienza
E’ stata una grande sfida accettare la proposta di scrivere un romanzo. Non credo mai nelle mie capacità ma esortata da persone che se ne intendono ho seguito l’istinto, lo stesso che da anni mi porta a scrivere tutti i giorni e ho provato a raccontare una storia sincera e onesta, una storia che spero porti a riflettere.,

- chi è QueenBee e cosa c’è di lei in Rossella?
Queen Bee è quel lato scomodo di noi che non mostriamo al mondo per non avere problemi. Nel blog la protagonista usa Queen Bee per sfogarsi sulle sue disavventure amorose senza far rimanere male nessuno.
Queen Bee di me non ha nulla se non lo stile che usavo nello scrivere quando ho aperto il blog. Devo dire però che buttare giù i suoi post è stato molto divertente. Lamentarci degli uomini e dei loro difetti è sempre liberatorio. Suppongo che loro facciano lo stesso con noi.

- com’è per una donna raccontarsi in rete?
E’ un’arma a doppio taglio, come lo è esporsi in generale. E’ una dichiarazione di emancipazione e una condanna allo stesso tempo, anche se l’ago per me pende dalla parte di ciò che si guadagna osando un po’ di più.

- consiglieresti alle altre mamme di aprire un blog?
Dipende. Se lo fanno solo per parlare del loro essere mamme allora no. Per la mia personale esperienza una mamma non dovrebbe indentificarsi solo con quel ruolo. Forse consiglierei loro di aprire un blog per focalizzarsi di più sul resto.

Grazie Rossella!
Per chi volesse assaggiare il romanzo, a questo indirizzo il primo capitolo.

Alla prossima :)
Team GGDBologna

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  • About GGD

    Non per pigrizia ma per coerenza (!), prendiamo in prestito le parole delle GGD Milano, che hanno spiegato ben prima di noi in cosa consistono gli incontri Girl Geek Dinners.

    Le Girl Geek Dinners (o GGD) nascono da un’idea di Sarah Blow.

    Le GGD sono cene o incontri destinate a donne appassionate di tecnologia, Internet e nuovi media. Sono delle opportunità speciali per incontrare e socializzare con donne interessanti durante una cena. Vengono organizzate in tutto il mondo e sono eventi unici e assolutamente divertenti.

    Sono cene senza scopro di lucro e organizzate da un gruppo di volontarie.

    Lo scopo di queste cene è far conoscere e unire le donne che lavorano in questo settore, quello dell’hi-tech, trasformandolo in una comunità, in cui chiaramente anche gli uomini sono benvenuti. La speranza è di vedere questi incontri moltiplicarsi in giro per il mondo.

    Le cene sono Girls only.

    In realtà, ci si incontrano anche uomini, ma ammessi a partecipare solo come invitati speciali di una donna e in numero limitato ad alcuni eventi.
    Come sono nate le GGD?

    Sarah Blow, una software engineer inglese, stanca di ritrovarsi in nettissima minoranza alle conferenze tecniche e di essere scambiata per una persona del reparto marketing o qualsiasi altra cosa tranne che per un tecnico decide di organizzare una cena per donne che lavorano nell’IT.

    Era la Londra dell’agosto del 2005.
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