daniela-net&thecityNon giriamoci intorno: i dati sono preoccupanti. Ciò che emerge nella nostra città, per quanto riguarda il mercato del lavoro e dei dati sull’imprenditoria femminile diffusi da Provincia e Camera di Commercio di Bologna, è un campanello d’allarme da non sottovalutare.

Discriminazioni-tipologie

Con un totale di 126 segnalazioni gestite dall’Assessorato alle Pari Opportunità dal 2010 al 2013, che equivale ad un +67% di presunti casi di discriminazione sul luogo di lavoro, il 95% riguardava donne e l’84% donne con figli.

Durante la conferenza stampa, svoltasi lo scorso venerdì, l’Assessore provinciale Gabriella Montera, Donatella Dal Rio Minelli, presidente dell’Associazione Soroptimist di Bologna, Giorgia Campana, Consigliera di parità della provincia di Bologna, Daniela Maschio, imprenditrice e Past President AIDDA di Bologna e Benedetta Rasponi, responsabile imprenditoria femminile Camera di Commercio di Bologna, hanno evidenziato che la crisi sta colpendo maggiormente le fasce lavorative femminili: le donne iscritte ai CIP (centri per l’impiego) in quanto disoccupate, risultano essere ben 51.000 (su circa 93.000 iscritti totali) e un terzo di esse sono cittadine di origine straniera e con una drammatica incidenza della fascia d’età da 35 a 44 anni.

Iscritte-CIP-2013 Iscritte-CIP-2013-eta

Le intervenute hanno convenuto che “la creazione di una rete fra rappresentanti dell’industria, imprenditori, associazioni e istituzioni può rafforzare l’esigenza di avviare un processo di cambiamento, adeguamento e innovazione” e noi di GGDBologna non vediamo l’ora di poter dare una mano in modo pratico e attivo, soprattutto per quanto riguarda l’ultima voce, che riteniamo essere uno dei principali propulsori che serviranno colmare la défaillance in cui attualmente moltissime lavoratrici si trovano.

Ultima, ma non per ultima, la nota positiva: nel territorio provinciale le imprese femminili sono il 21,4% di quelle complessive e il dato è rimasto ben fermo, nonostante la flessione generale, soprattutto per quanto riguarda due settori: commercio e manifatturiero.

Se pensate di aver ricevuto una discriminazione sul lavoro, oppure necessitate di una consulenza preventiva in tal senso, vi ricordiamo che l’ufficio delle Consigliere di Parità Opportunità della provincia di Bologna è a vostra disposizione al nr. 051-6598845 oppure via e-­mail: consiglieradiparita@provincia.bologna.it.

Net_And_The_City_Linda Oggi ho il piacere di segnalarvi un evento che a parte i contenuti interessanti e attuali, ha destato il mio interesse per la composizione del panel.

Mentre scrivo sono infatti a Working Capital dove è in corso Bologna Web Project, progetto a cura di Giorgio Tave e del suo GT Master Club: una serie di eventi itineranti e gratuiti su SEO e indicizzazione.

 

Deborah del Cortona ci spiega che il format nascono da una esperienza professionale comune e condivisa nel corso degli anni in un network datato più di 10 anni. Ancora una volta abbiamo il piacere di parlare della potenza del network e di come condivisione di skills accresce e migliora l’esperienza, ma soprattutto abbiamo il piacere di segnalare un evento che non sia il nostro, in cui il panel è esclusivamente femminile.

Deborah del Cortona foto 2

Con questo non sostengo che avere panel di sole donne sia la risposta alla scarsa presenza delle donne nel mondo ITC; anzi sono fortemente d’accordo con Sheryl Sandberg quando afferma:

“In the future, there will be no female leaders. There will just be leaders.”

Sheryl Sandberg, Lean In: Women, Work, and the Will to Lead

Purtroppo però è una cosa talmente rara in Italia vedere una sala gremita di uomini e donne con un palnel di sole donne, che non potevamo fare a meno di segnalarvelo e di rifletterci su.

L’evento è sold out, ma potete seguire il live streaming su spreaker al canale di Working Capital

francesca-net&thecitySi chiama IctLadies ed è la nuova campagna europea per incoraggiare le donne a intraprendere studi e carriera nel settore tecnologico e digitale.

La campagna, sostenuta dalla VicePresidente alla Commissione europea Neelie Kroes, è stata lanciata da Monique Morrow, Lindsey Nefesh-Clarke e Sofia Svanteson che provengono da diversi Paesi europei e si occupano professionalmente di ICT.

L’idea è quella di raccontare le storie di tutte le donne che hanno colto le opportunità offerte da questo settore per realizzare progetti professionali o intraprendere carriere soddisfacenti, attraverso dei video.

Tutte noi possiamo partecipare al progetto realizzando un video che presenti la propria storia di successo, da condividere sulla pagina facebook Every Girl Digital. Tutte le storie sono raccontate sul canale youtube dell’iniziativa e balza subito all’occhio come – al momento – siano assenti storie italiane.

La campagna prende spunto da un recente studio della Commissione Europea “Women active in the ICT sector”. I dati della ricerca sono significativi, così come racconta anche il comunicato stampa di lancio:

appena 29 laureate su 1 000 conseguono un diploma universitario di primo livello nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (contro 95 uomini su 1 000) e solo 4 su 1 000 lavorano effettivamente nel comparto;

rispetto agli uomini, le donne tendono a abbandonare il settore a metà carriera e sono sottorappresentate nelle posizioni manageriali e di responsabilità (anche più che in altri settori); solo il 19,2% degli addetti del settore delle TIC ha un capo donna, contro il 45,2% in altri settori.

Nello studio viene suggerito che “con un’inversione di tendenza e una percentuale femminile nel comparto digitale pari a quella maschile, il PIL europeo registrerebbe un incremento di circa 9 miliardi di euro l’anno” e si sottolinea la percentuale maggiore di guadagno rispetto ad altre professioni, delle donne che lavorano nell’ICT.

In Europa sono poche anche le imprenditrici del digitale, coloro che decidono di investire in un progetto personale a livello professionale: rispetto ad altri settori, dove le imprenditrici si attestano al 31,3%, nel digitale siamo arrivati a un 19,2%.

Sono questi alcuni dei motivi che hanno spinto Neelie Kroes a intraprendere questa campagna e a valorizzarla al massimo in sede istituzionale: bisogna raccontare le storie di successo per invogliare chi ha voglia di mettersi in gioco a intraprendere una carriera digitale ed è necessario coinvolgere le persone più giovani perché scelgano relativi percorsi di studio.

In Italia, circa un anno fa Microsoft, insieme ad alcuni partner istituzionali, ha lanciato il progetto La Nuvola Rosa, una serie di eventi e convegni destinati sia a professioniste che a ragazze dell’ultimo anno delle superiori, e che si è tenuto a Firenze a maggio 2013.

Le iniziative stanno cominciando a moltiplicarsi e l’obiettivo sembra proprio quello di coinvolgere le giovani ragazze, per sensibilizzarle su una scelta tanto importante come quella della Facoltà universitaria.

A Napoli l’Università delle donne ha proposto un’indagine sull’iscrizione femminile a materie scientifiche che evidenzia un dato un po’ “strabiliante”:

In particolare nel dottorato di ricerca si registra una percentuale di donne significativamente più elevata in Italia che in Europa (+ 13 punti percentuali). Questa caratteristica accomuna il nostro paese ad altri quali Cipro, Portogallo, Latvia, Lituania, Estonia e Bulgaria.

Eppure “le donne laureate nelle facoltà scientifiche sono ancora meno numerose dei colleghi maschi” e il numero delle imprenditrici digitali è di gran lunga inferiore a quello dei colleghi maschi. Noi GGD crediamo molto nelle opportunità offerte dalle tecnologie alle donne e speriamo davvero che tante donne e soprattutto giovani ragazze se ne accorgano e ci auguriamo che si moltiplichino anche i casi di successo italiani, da raccontare non solo in video, ma anche attraverso la ripresa economica, favorita dall’accesso femminile all’ICT.

 

 

 

chiarap-netthecity2Negli ultimi anni sempre più spesso si parla di tipografia, tutti, anche i non addetti ai lavori, sono più sensibili alla forma dei caratteri che vedono o scelgono per un progetto.
Perché se ne parla così tanto? Non perché è uno dei tanti argomenti di moda, ma perché i caratteri tipografici sono ovunque. La comunicazione passa attraverso di loro, sono la chiave per una buona leggibilità, fluidità e armonia del prodotto finito, quindi, a tutti gli effetti, la tipografia è uno dei più importanti aspetti del design per ogni progetto web e offline. Ovviamente quando tra i nostri occhi e il carattere c’è anche un supporto multimediale che lo interpreta, diventa quanto più importante sceglierlo con cura, sopratutto ora in cui i contenuti web vengono fruiti su display più piccoli e in mobilità.

È scientificamente testato infatti che quando si legge in un monitor l’occhio ha bisogno di ancore visive per non affaticarsi e, che l’equilibrio tra spazi vuoti e pieni, grandezza del carattere e scelta dell’interlinea, sono caratteristiche fondamentali per far si che il nostro utente legga il contenuto con piacere.

Attraverso la scelta di una font ( ebbene si la font è femmina!) si può scegliere il tono della conversazione, per esempio, se sto realizzando un sito che parla di tecnologia difficilmente utilizzerò una tipografia graziata che solitamente è più adatta a contenuti letterari.

Quindi prima di scegliere una font perché “ci piace” chiediamoci sempre se rispetta il mood del nostro progetto e della nostra comunicazione.

Tornando solo a parlare del web, nel 2010 è stata introdotta la proprietà @font-face, per la quale è possibile caricare all’interno di un sito font non standard, salvati all’interno della directory specifica.
Senza dilungarmi in aspetti tecnici, aggiungo che questa novità ha ampliato di molto la scelta delle possibili font, inoltre la sensibilizzazione al tema ha fatto sì che aumentasse a dismisura anche il numero di font web safe, cioè studiati appositamente per il web. Questa tipologia di font garantisce una renderizzazione omogenea, su tutti i browser aaaa( vi sembrerà banale, ma non è così infatti ogni browser interpreta una forma in modo differente sia essa immagine o testo, quindi niente è scontato e tutto va testato, al lato un esempio di Proxima nova “a” renderizzato da tre browser differenti. Fonte blog.typekit.com/2010/10/05/type-rendering-on-the-web ).

behancevollnwdnet_profiles_53318_projects_92669_533181210951137Per approfondire il tema a Faenza per il secondo anno ci sarà la Kerning conference il 5 e il 6 giugno prossimo. Per chi non lo sapesse il Kerning è la riduzione o l’aumento dello spazio fra coppie di caratteri, al fine di dare un aspetto più omogeneo e armonico al testo. L’hashtag ufficiale della scorsa edizione che ironizzava sul tema era #keming anziché #kerning proprio perchè a volte una font disegnata, o utilizzata male crea problemi di lettura simili a questo.
Il resoconto dettagliato dell’anno scorso potete trovarlo qui.
Anche quest’anno gli ospiti saranno nomi noti in tutto il mondo della tipografia. Si passa da Vincent Connare papà del Comic Sans carattere tanto odiato negli ultimi anni, a Elliot Jay Stocks il direttore creativo di Adobe Typekit, Frank Chimero autore di The Shape of Design, Erik van Blokland un type designer che nel 1990 ha creato Beowolf il primo carattere random, l’italianissimo Francesco Franchi art director di IL, the monthly magazine of Il Sole 24 ORE e autore di Designing News: Changing the World of Editorial Design and Information Graphics, Jan Middendorp insegnante al Weißensee Art College di Berlino e al Plantin Institute of Typography di Antwerp.
Last but not least tre signore della tipografia mondiale: Ellen Lupton la scrittrice del famosissimo Thinking with type, Jessica Hische illustratrice e type designer famosa per il suo progetto Daily Drop Cap e Simone Angelica Wolf che dopo anni di lavoro a Linotype fonderia di caratteri digitali, oggi gestisce Type*s a Reggio Emilia.

La cattiva tipografia è ovunque (la buona tipografia è invisibile) come dice Craig Ward, un graphic designer londinese nonchè autore del poster in alto, il Kerning è la conferenza che fa al caso nostro.

ceci-net&thecitySbarca in città per la sua 51° Edizione Bologna Children’s Book Fair, riconosciuta in tutto il mondo come l’evento da non perdere per tutti coloro che si occupano di contenuti culturali per ragazzi, e al quale sono ammessi unicamente gli operatori del settore.

Fin qui, direte, nulla di nuovo, vista la fama internazionale di cui gode la manifestazione, ma la vera novità è che quest’anno in contemporanea si svolgerà la Settimana del Libro e della Cultura per Ragazzi con un padiglione, il 33, che ospiterà da sabato 22 a giovedì 27 marzo la prima edizione di questa nuova iniziativa targata Bologna Fiere, dal titolo Non Ditelo Ai Grandi - un classico di una delle più famose autrici Alison Lurie tutto dedicato al “Subversive Power of Children’s Literature”.

All’interno di entrambe le manifestazioni ci saranno tantissimi eventi e iniziative oltre a premi dedicati, e un focus in costante crescita sul mondo dell’editoria digitale, delle applicazioni per i più piccoli, e in generale delle nuove tecnologie e del loro utilizzo nel mondo dell’editoria per ragazzi.

Tra le punte di orgoglio di quest’anno va certamente segnalato il fatto che le APP del BolognaRagazzi Digital Award – il giovane Premio della Fiera del Libro per Ragazzi nato nel 2011 con l’obiettivo di valorizzare le produzioni più innovative nell’ambito delle “app” derivate da libri – sono inserite tra le quelle consigliate dalla redazione Itunes Store la celebre piattaforma di casa Apple

Il Premio è suddiviso in due categorie (Fiction e Non-Fiction) viene attribuito da una giuria internazionale presieduta da Warren Buckleitner (Children’s Tech Revue, USA) e composta da Cristina Mussinelli, Chris Meade e Klaas Verplanke.

Qui potete trovare tutte le applicazioni premiate, e il link diretto alla relativa pagina sullo store. Da segnalare tra le tante Jack and the Beanstalk e Double Double

Noi di GGDBologna abbiamo cercato di fare una selezione delle iniziative più interessanti, destinate al pubblico non professioanle, per orientarvi all’interno delle tantissime proposte del prossimo week end e della settimana successiva.

Sabato 22/03
Ore 15:00 – SPAZIO UNIBO

Scienza e tecnologia nei romanzi per ragazzi
William Grandi, Ph.D.
A cura del Centro di Ricerca in Letteratura per l’infanzia (CRLI), Dipartimento di Scienze dell’Educazione, Alma Mater Studiorum – Università degli Studi di Bologna

Non è necessaria la prenotazione.

Domenica 23/03
Ore 16:30 – SALA B
La tecnologia a piccoli passi – Le app per i più piccoli

Pierre et le loup, Camera lucida (Francia) vincitore del Digital Award della Fiera del Libro per Ragazzi sezione “Non Fiction”. Il libro bianco, Minibombo, Italia. Incontro per famiglie con bambini di 3-5 anni.
Con Silvia Borando, Minibombo

Non è necessaria la prenotazione.

Martedì 25/03
Ore 14:00 – SPAZIO UNIBO
Musei 2.0. La costruzione dei musei virtuali sull’infanzia e l’educazione
Con Chiara Panciroli – Università di Bologna.
A cura di MoDE – Museo Officina dell’Educazione.

Non è necessaria la prenotazione.

Ore 15:30 – SALA B
Guarda che Face…book! Nati per Leggere e la promozione della lettura in famiglia sui social network

Intervengono
Alessandra Farabegoli, community manager ed esperta di social network
Tiziana Cristiani, membro del Coordinamento nazionale Nati per Leggere e responsabile per la comunicazione sui social network
Barbara Frinolli, componente della redazione Nati per Leggere.

Modera Fabio Bazzoli, membro del coordinamento nazionale Nati per Leggere.

L’iniziativa è organizzata In collaborazione con la Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi di Bologna, la Sezione Emilia Romagna dell’Associazione Italiana Biblioteche e LiBeR.

Nati per Leggere si interroga sul ruolo dei social network nella diffusione della lettura in famiglia a partire dalla propria pagina facebook che ha raggiunto gli oltre 90 mila fan.

Non è necessaria la prenotazione.

Ore 16:00 – LIBRERIA – SPAZIO ARTIVITY
Presentazione del libro e app Io sono un supereroe, Electa Kids Mondadori

Incontro con Fausto Montanari e Koo Koo Books.
A seguire laboratorio Costruisci la tua maschera da supereroe

Per bambini da 5 anni e genitori.
Non è necessaria la prenotazione

Non resta che dirvi, godetevi questo concentrato di cultura e colori, ma #NonDiteloAiGrandi

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