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Il 30 Ottobre a mezzanotte, rientrando dalla mia prima Girl Geek Dinner a Bologna, pesavo esattamente 150 grammi in più.
Il peso che portavo con me quella sera, al rientro verso Padova, non era dovuto a tartine ed assaggini con cui ci avevano coccolato ma al premio che avevo avuto la fortuna (sì, proprio  quella del principiante) di vincere.
I 150 grammi erano quelli del Cybook Opus della Booken, l’eBook Reader che il motto geek “Life is in Beta” mi aveva permesso di portare a casa.

A due mesi dal primo utilizzo posso dire che è stato impossibile non innamorarmene: il colore bianco, la leggerezza e le sue curve hanno prodotto all’inizio una confusa e frivola infatuazione, per poi trasformarsi nel giro di una settimana in pieno amore.
Non abituata prima alla tecnologia E-Ink, devo confessare che vivo ancora oggi con lieve stupore ed incredulità il passaggio da una pagina all’altra.

Possibile che subcapsule ed un campo magnetico siano in grado di riprodurre immagini e testo così leggibili e definiti, utilizzando una scala di soli 4 grigi (gli ultimi reader arrivano fino a 16)?

La risposta è sì.
Se, ad una prima analisi, il display a 5″ può sembrare piccolo, esso risulta essere invece un ottimo compromesso.

Lo schermo a 5″ garantisce infatti una buona leggibilità dei contenuti e, allo stesso tempo, mantiene ridotte le dimensioni del Reader preservandone così la maneggevolezza. Uno dei vantaggi di questi apparecchi è la possibilità di portarli via con noi in borsetta.

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Perchè dunque privarsi di tale comodità?
L’acceleratore integrato orienta il display in modo automatico e risulta comodo anche se, ad un rapido confronto con gli ultimi modelli lanciati sul mercato, la velocità di ricarica della pagina è buona, anche se non eccelsa.
Il Cybook Opus è buon punto di partenza per chi vuole avvicinarsi al mondo dei Reader perchè ha un’interfaccia semplice ed intuitiva e permette di caricare file senza dovere installare software aggiuntivi nel pc (per comodità sto usando Adobe Digital Edition come libreria dei file scaricati).

Definito l’iPod degli eBook Reader per il suo design minimal, il Cybook Opus si è rivelato per me un fedele e discreto compagno di viaggio; e non solo: grazie al Reader leggo dove e come voglio tutte le riviste elettroniche che prima mi inchiodavano al monitor, diminuendo le diottrie della mia vista ed aumentando lo spessore delle lenti degli occhiali.
Sale d’attesa, launch-break e percorrenze in treno non sono più interminabili e mi permettono di lavorare o tenermi aggiornata con i magazine ed i libri che preferisco.
Una piccola rivoluzione sta avvenendo nelle mie abitudini: grazie alla memoria (espandibile) di 1 Gyga del Cybook Opus, posso decidere cosa leggere nel momento in cui voglio leggere accedendo alle mie letture preferite dove, come e quando voglio, senza dovere “fare la conta” per decidere quale libro o magazine portare via con me prima di uscire.
Così, dopo il guerilla marketing e il guerilla gardening, ecco il guerilla reading, per cui è possibile leggere veramente ciò che si vuole nei luoghi e nei momenti più impensati.

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Tante piccole abitudini stanno mutando ma una cosa non è cambiata e dubito cambierà in futuro: il mio vezzo di immergere il naso tra le pagine di un libro fresco di stampa per cogliere il suo aroma “plasticoso”.
Quest’ultimo i ricercatori del MIT di Boston – dove è stata sviluppata la tecnologia E-ink – non sono ancora riusciti a ricrearlo artificialmente.

Ps: Un grazie al fantastico team delle GGD di Bologna per avere reso così divertente e piacevole il battesimo alla prima cena geek, Simplicissimus Book Farm che – in qualità di sponsor della serata – ha fatto dono del Reader e l’amico Francesco Mancusi che ha messo a disposizione il suo talento e tempo per realizzare gli scatti che accompagnano il post.

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Laura Sicolo Aka FruttaInPezzi

4 Thoughts on “BIDIBI, BODIBI, eBOOK

  1. Grazie, Laura!
    Un post davvero carino, e anche le foto!

  2. Pingback: La magia degli eBook « Life is in Beta (and also this Blog)

  3. Complimenti a Laura per il post molto carino!!!
    Approvo molto questo tuo pensiero:

    “Tante piccole abitudini stanno mutando ma una cosa non è cambiata e dubito cambierà in futuro: il mio vezzo di immergere il naso tra le pagine di un libro fresco di stampa per cogliere il suo aroma “plasticoso”

    In più volevo segnare un articolo collegato a questo tema e che riguarda proprio il futuro delle news e dei tablet (http://www.dindo.biz/web/other/il-futuro-delle-news-e-tablet/) molto collegato al tuo tema e che rappresenta una mia visione del futuro delle notizie.

  4. Grazie ragazzi! Spero che il post possa essere di aiuto per chi si sta avvicinando al mondo/giungla degli e-Book Reder. Il susseguirsi di lanci di prodotto ed i continui aggiornamenti di quelli già presenti sul mercato hanno generato un alto turn-over tecnologico (forse, anche, complice la prossimità con il Ces). Questo può creare a volte un po’ di confusione e rischia di disorientare, invece, che aiutare le scelte d’acquisto.
    Oltre al bel post di Stefano, vi consiglio anche questo articolo (http://www.wired.com/reviews/product/giftguide_ebook), apparso poco tempo fa sul portale di Wired.

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