Dopo la nostra parentesi cinematografica ed il piacevole incontro con Rocco Papaleo, oggi ci affacciamo su un’altra delle nostre grandi passioni: la letteratura.

Uno dei festival italiani più apprezzati, che da anni apre le porte alla letteratura, ad incontri tra pubblico e autori, proponendo letture, performances teatrali e musicali, presentati in suggestive piazze o teatri, è il Festivaletteratura di Mantova, che quest’anno siamo riuscite a seguire (seppur solo durante il week-end) con estremo interesse grazie all’invito di Telecom, sposor ufficiale del festival.

Un week-end ricco di eventi, di romanzi, racconti, letture e innovazioni tecnologiche (parliamo degli eBook naturalmente) accompagnato da piacevoli incontri.

Dopo aver girovagato tra libri e librerie incontrati lungo il tragitto verso piazza Sordello, alle 17.15 l’inviata Girl Geek Dinners Bologna ha assistito alla prima “traccia” presso la Tenda Sordello: Sandrone Dazieri e i suoi Passeggeri Oscuri

L’autore di La cura del Gorilla ha introdotto il suo intervento invitando il pubblico ad immaginare un viaggio in autobus, un autobus che inaspettatamente ci accompagna in un luogo sconosciuto ma che in realtà è molto vicino a casa nostra poichè, svoltato l’angolo, è proprio lì in realtà.

Attraverso le sue metafore, Dazieri parla della sua scrittura: i suoi romanzi accompagnano il lettore in luoghi sconosciuti ma che in realtà sono ad esso vicini, portandolo ad osservare cose e persone che normalmente non guarda. Per raccontare le sue storie, Dazieri narra con gli occhi della follia: gli occhi del passeggero oscuro.

Dopo aver analizzato alcuni passeggeri oscuri della letteratura moderna e contemporanea (Hannibal Lecter, il famoso serial killer nato dalla mente di Thomas Harris, o August Dupain, nato dall’immaginazione di Edgar Allan Poe) Dazieri ci parla dei suoi personaggi, nati dal bisogno di raccontare una società che molti non guardano o non vogliono guardare, restituendo le sensazioni vissute in prima persona dall’autore. E’ il caso del Gorilla, personaggio che vede le cose in due modi diversi poichè ha una doppia personalità, che riesce a spostarsi dalla normale visione del mondo per far vedere al lettore qualcosa di differente. E la stessa cosa (seppur rappresentata in maniera differente) avviene con Santo Trafficante, un altro interessante personaggio creato da Dazieri, crede di vivere negli anni ’90 a causa di un incidente (una scossa elettrica) e non si capacita della realtà che lo circonda: una riflessione importante sul cambiamento della nostra società, sulla nostra idea di futuro. Il noir diventa un genere capace di far perdere il lettore lungo confini che presuppongono uno sforzo per trovare la via di casa.

Al termine dell’incontro con Dazieri, l’attenzione si è spostata sui libri elettronici appoggiati sui tavolini dello stand Telecom. Parliamo naturalmente degli eBook. I temi legati all’eBook sono senz’altro a noi molto vicini, tant’è che per la nostra quarta cena, il topic della serata è stato proprio: “eBook: nascita ed evoluzione in Italia“. In un’occasione in cui era possibile testare diversi modelli (per chi avesse voluto erano presenti anche dei tecnici disponibili a chiarire funzionamenti e modalità di utilizzo) non abbiamo certo rinunciato a vari test.

Dai modelli basic a quelli più avanzati, l’impressione avuta tenendo sotto mano i vari modelli disponibili è stata quella di chi è certo che questo strumento è destinato ad essere sempre più utilizzato, a rivoluzionare le abitudini dei lettori e dell’industria editoriale.

Immaginiamo solo quanta carta sarà possibile risparmiare e quanti libri potremo portare sempre con noi! Il nostro approccio alla lettura, alla consultazione di documenti, all’informazione, si sta spostando verso la creazione e trasmissione di contenuti digitali.

L’utilizzo e diffusione degli eBook sono destinati a crescere in un futuro fatto di tradizione letteraria e innovazione tecnologica e quest’idea è stata messa a fuoco ancor meglio quando su un eBook Samsung si “sfogliavano” le pagine di Lewis Carroll e della sua Alice in Wonderland.

Ed è proprio sul tema eBook che Armando Massarenti, filosofo ed epistemologo, ha introdotto un’interessante analisi sullo strumento e sulle sue potenzialità.

Durante il suo intervento “Per una filosofia della letteratura digitale“, Massarenti ha analizzato i grandi cambiamenti epocali che si sono avuti nella storia del pensiero filosofico e della letteratura. Il primo grande passaggio che ha rivoluzionato il modo di intendere la letteratura è stato quello che ha visto il passaggio dall’oralità alla scrittura. Prima della scrittura infatti non esisteva il concetto di lettura, nè di lettura intima, personale. Interessante l’aneddoto che ha raccontato su Aristotele che, a quanto pare, veniva preso in giro se visto leggere e addirittura canzonato “il lettore”.

Il grande passaggio contemporaneo è quello che vede lo spostamento dal cartaceo al digitale con l’avvento degli eBook. Si tratta di una rivoluzione cognitiva molto forte, afferma il filosofo, che sta guadagnando tantissimo a livello qualitativo (ipertestualità). Riferendosi nello specifico all’iPad, è stato interessante riflettere sull’ utilizzo del computer rispetto all’iPad: si è passati da un focus dell’attenzione rivolto alla produttività a modalità di utilizzo che sono più vicine a noi, che ci somigliano, divenendo anche oggetto di intrattenimento culturale.

In che modo questa nuova tecnologia potrà differenziarsi realmente dalla tradizionale versione del libro? Massarenti risponde a questa domanda parlando delle potenzialità delle applicazioni che, agendo sul testo, permettono di potenziare un messaggio già presente nel libro come, ad esempio, gli effetti sulla gravità in Alice in Wonderland (testati personalmente;)

Messaggio pienamente condiviso con il filosofo: “non usiamo le tecnologie come dei feticci, non fermiamoci al fattore estetizzante legato a questi strumenti, ma facciamo tesoro di quanto ci stanno dando e continueranno a darci!”.

Cena a base di tortelli alla zucca, piacevole soggiorno presso il B&B Rosina e nuovamente in cammino alla volta del secondo giorno al Festivaletteratura.

Alle 10.30 incontro con Paul Torday, scrittore inglese, autore di diversi romanzi tra cui The Irresistible Inheritance of Wilberforce, tema del suo intervento.

L’argomento affrontato dall’autore (nella foto a sinistra, accanto al traduttore) è stato presentato attraverso Wilberforse, il protagonista del libro, un ubriacone, per presentare la dipendenza da vino e l’eredità che esercita questa dipendenza nella sua vita: possiamo controllare il nostro destino o il nostro destino è già scritto dentro di noi?

Il vino diventa quindi metafora del sangue che trasporta con sè il nostro futuro.

Bisognerà sicuramente leggere il suo testo per cogliere tutti i dettagli presentati dall’autore legati al presente e al passato del suo personaggio, alla sua felicità e alla sua improvvisa dipendenza da vino, ma questo non ha impedito di parlare con il pubblico di vini e di preferenze enologiche a termine incontro:)

L’ultimo incontro di domenica che è stato possibile per noi seguire è stato quello con Francesco Abate e Valerio Mastandrea, che ha richiamato un vasto pubblico, ha emozionato e fatto sorridere. Tratto da una storia vera: tenda Sordello pullulante di gente!

Abate ha presentato il suo ultimo libro Chiedo scusa, in cui Mastandrea ha avuto un ruolo importante per la stesura e realizzazione del testo.

Chiedo scusa è una storia toccante, autobiografica, difficile ma felice, dove la sofferenza cede il posto alla guarigione. E’ la storia dell’autore che è riuscito a guarire, a superare un intervento difficile come un trapianto di fegato, ed il suo libro vuole “chiedere scusa” agli altri per conto del cielo, che non lo farà mai.

Un argomento crudo, difficile, importante, affrontato con delicatezza e ironia dallo scrittore e giornalista e dall’attore romano.

L’inizio della loro collaborazione è partita con l’intento di realizzare un film ma “conoscendo i tempi del cinema italiano” (leitmotif dell’incontro:) è stato scelto di collaborare per scrivere questo testo.

Ottima interpretazione di Mastandrea nel leggere alcuni passi del testo e grande ammirazione per Francesco Abate che ha affrontato la sua storia e la sua malattia con coraggio e forza.

Al termine di quest’incontro purtroppo il tempo a disposizione per presenziare al festival era ormai terminato ma prima di andare via l’inviata geek bolognese ha estorto una foto a Mastandrea, dilaniato dai tanti fan che lo acclamavano:

Se volete seguire gli interventi presentati in questo post, più le altre “tracce” Telecom, potete farlo collegandovi a questo link. Tutte le “tracce” sono state trasmesse in streaming e registrate per offrire la possibilità di seguirle fino alla fine dell’anno.

In attesa della prossima edizione del festival ringraziamo Telecom per averci invitato e per l’accoglienza e gli autori che hanno condiviso con noi le loro storie!

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