Sabato 18 e domenica 19 settembre si è tenuto a Porto Recanati l’ebookcamp. Ovviamente il nostro team non poteva mancare.
Sul blog dell’evento è possibile leggere: “vorremmo che tutti alla fine siano contenti di aver partecipato a una sorta di comunità sociale nella quale hanno imparato che cos’è un eBook o un libro digitale, come funziona e quali sono le novità e le anteprime che in quei giorni vi mosteremo”.
E’ proprio quello che è successo. Quello che più colpisce di questa edizione del camp è la varietà e la qualità degli interventi, che ha permesso a tutti gli ascoltatori, pezzo dopo pezzo, di costruire nella propria mente un’idea chiara e dettagliata di cosa davvero rappresenta un eBook, per le case editrici, per gli autori e per i lettori. Ma andiamo con ordine.

Un concetto che è emerso chiaro e forte da ogni intervento è che i contenuti editoriali digitali non possono assolutamente ridursi ad essere un semplice pdf sfogliabile, consultabile da qualsiasi tipo di dispositivo.

Paolo Marasca, ha messo in evidenza come la forza della lettura tradizionale sia il fatto che il lettore partecipa attivamente con la propria fantasia, “il libro è al tempo stesso di tutti e di una persona sola”. L’editoria digitale dovrebbe permettere di raccontare le storie in maniera diversa, di poter utilizzare immagini o applicazioni che permettono di visualizzare il percorso dei personaggi, per esempio. L’editoria digitale dovrebbe, in altre parole, costruire un nuovo modo di lettura che si aggiunge, ma non sostituisce la letteratura.

Omar Cafini per primo ha sottilineato che, in realtà, i mezzi per produrre dei contenuti non solo di qualità, ma anche multimediali o persino interattivi, ci sono. Indubbiamente, sotto questo punto di vista, le applicazioni possono rappresentare certamente un valore aggiunto sia per la linea editoriale delle case editrici, sia per l’esperienza dell’utilizzatore finale. Chi non rimarrebbe incantato, per esempio, di fronte alle grandi potenzialità che sembra offrire l’applicazione Inkling gratuita per iPad?

Un ebook inoltre, dovrebbe avere come altra caratteristica fondamentale la riconoscibilità. Matteo Balocco mette in evidenza come Kindle abbia fatto dei grossi passi in avanti in tal senso, grazie soprattutto all’utilizzo del font PNM Caecilia, che riporta in ambito digitale quella che è una peculiarità del libro: riconoscere una pagina anche solo guardandola. Ovviamente una riorganizzazione tipografica di questo genere non può non partire dal contenuto, dalla sua struttura e dalla lingua in cui è scritto.

Lo stesso criterio di riconoscibilità appare nella presentazione di Francesco Rigoli “Varia ed eventuale: editoria digitale e libri diversamente leggibili”: un buon prodotto deve avere un marchio che aiuti a creare un rapporto fiduciario con l’utente finale. Caratteristiche come un oculato utilizzo dei tag, un menù organizzato, che consente di comprare i contenuti singolarmente, e prodotti suddivisi in livelli differenti per adeguarsi alle esigenze di diversi utenti, contribuiscono al passaggio, e qui citiamo testualmente, “da contenitori di prodotti a produttori di contenuti”

E’ alla luce di queste tematiche che si delinea quello che dovrebbe essere il nuovo compito dell’editore, chiaramente descritto da Gabriele Alese. La casa editrice non può essere intesa come un produttrice di libri, ma come un creatrice di prodotti culturali che vanno curati sotto ogni punto di vista, primo fra tutti quello della conversione dei contenuti, che, se eseguita dalla casa editrice stessa, può favorire nuovi stimoli, nuove idee e la capacità di anticipare le novità, nonchè di preservarne lo stile.

Gli sforzi che gli editori dovrebbero compiere per una migliore e più efficiente diffusione dei contenuti digitali sulle piattaforme di distribuzione, è stato invece messo in evidenza da Mattia Quilici.

Non è mancata un’analisi del punto di vista degli autori e dei lettori, sviluppata da Luca Lorenzetti che ha presentato i risultati di un sondaggio diffuso sui blog scrittura creativa, libri su libri, promesse d’autore e sul forum di galassia arte. Il quadro riassuntivo mostra come il prezzo basso non sia un criterio sufficiente per preferire un ebook ad un libro cartaceo. Si è ancora legati all’idea tradizionale di libro, soprattutto quando si parla di testi di romanzi, racconti e narrativa in genere; la situazione si ribalta, invece, quando si parla di libri di saggistica o di testi tecnici, dove l’aspetto emozionale è marginale rispetto all’idea di scrittura. In generale è riscontrabile una generale apertura verso gli ebook, che vengono visti come opportunità di lettura e, soprattutto, di scrittura.

Chiudiamo la rassegna degli interventi parlando di un’anteprima presentata da Antonio Tombolini: Narcissus, un sistema di autopubblicazione, curato da Simplicissimus, che permette di convertire un file di testo in formato epub. Le potenzialità di Narcissus non si fermano certo qui, è possibile richiedere una rilettura e una correzione della propria opera e una serie di servizi opzionali fino ad arrivare alla diffusione tramite Stealth, così da far entrare chiunque abbia un libro nel cassetto, nei circuiti tramite cui vengono pubblicati i grandi autori.

Il prossimo evento italiano per parlare di ebook, così come ci ricorda Marco Barulli, sarà l‘Ebook lab Italia, la fiera che si terrà a Rimini dal 3 al 5 marzo 2011.

One Thought on “Il team GGDBologna all’ebookcamp

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