Chi era presente alla #GGD2 Bologna non può non ricordare il suo interessantissimo speech che tenne la sala col fiato sopeso fino all’ultima slide. Oggi Simona ci racconta del suo ultimo progetto che si terrà a Bologna Giovedì 19.05.2011. Per maggiori info e iscrizioni @

cliccate sui link 🙂

A voi l’intervista.



Simona, raccontaci dell’evento che stai organizzando al Museo della Musica di Bologna, dell’avventura ICOM e di cosa intendiamo per Salvaguardia delle Memorie Virtuali?


Da quando fui chiamata a far parte della giuria del Premio Fi@mp, nel 2009 a Torino, iniziai a lavorare all’idea di costituire una Commissione Tematica di ICOM Italia sullo musei e tecnologia, ed eccoci oggi ad organizzare il primo evento pubblico di una certa portata sull’argomento.
Nella mia visione la Commissione Tematica Audio-Visivi e Nuove Tecnologie di ICOM Italia si deve porre in un’ottica di servizio per i musei aderenti ad ICOM, per fungere da supporto per i piccoli musei che approcciano le nuove tecnologie, ma anche con autorevoli approfondimenti come la giornata di studi che faremo il 19 al Museo della Musica.
Si tratta di un argomento di nicchia, oserei dire quasi “snob”, ma estremamente attuale per i musei (le tematiche degli archivi e della gestione del catalogo sono molto importanti, perché è noto che il database è il fulcro di qualunque campagna di comunicazione museale).
Questo “tema snob” però sta dando i suoi frutti in termini di adesione di pubblico.
Durante la Giornata Internazionale dei Musei in tutto il mondo si organizzano migliaia di eventi, ed essere riusciti ad avere così tanto interesse ed adesioni è stato per noi un grande risultato.
Speriamo di poter continuare su questa strada in futuro anche per le prossime iniziative.


La tua professionalità avvicina due mondi complessi: cultura e tecnologia.

Quanto è difficile per una donna affermarsi in questi due ambiti?


Nell’ambito culturale italiano ed internazionale esistono moltissime donne di successo.
Pensando così su due piedi, nell’ambito sia culturale che tecnologico penso a Marie Françoise Delval, ex presidentessa di AVICOM, e che ha fatto moltissimo a promuovere il premio internazionale FI@MP per i migliori prodotti audio visivi e multimediali in ambito museale. Penso anche e soprattutto a Manon Blanchette, Direttrice dei Musei di Montreal, ed attuale presidentessa di AVICOM, nonché Presidentessa di ICOM-Canada.
In Italia abbiamo l’esempio dell’OTEBAC, che è l’Osservatorio Tecnologico del MIBAC, il Ministero dei Beni e le Attività Culturali, che ha alcuni progetti come Minerva e ATHENA in cui si distinguono numerose donne: a partire da Rossella Caffo, Direttrice dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico del MIBAC, Maria Teresa Natale e Marzia Piccinino, che curano anche il blog Musei Digitali .

Dal punto di vista di “donne tecnologiche, per fare un esempio dell’Emilia Romagna il mio punto di riferimento è Sandra Lotti, che coordina il Piano Telematico della Regione, oppure Leda Guidi, la “madre” di Iperbole, la prima Rete Civica italiana, ma nella mia carriera (non così lunga forse in termini di tempo, ma piuttosto per tutti i luoghi lavorativi che ho frequentato)

ho visto che esistono in generale donne bravissime, ma che si “fermano” ad una posizione proprio sotto l’apice, dirigendo progetti e funzioni specialistiche, ma è raro trovare in Italia il corrispettivo di Carly Fiorina, o Jane McGonigal, o Kara Pernice.

Forse la maggiore differenza fra i due ambiti lavorativi (culturale e tecnologico) in Italia è che per le figure di spicco che ho citato la carriera è cominciata in un altro contesto lavorativo, differente da quello attuale di oggi, in Italia.

Per arrivare a dirigere un museo “basta” aver vinto un concorso per un posto pubblico, ed affermarsi in quel settore dove il contratto di lavoro garantisce orari fissi, una settimana lavorativa in cui si può anche stare a casa coi bimbi il sabato e la domenica, malattia, maternità, ed altri vari benefit “antichi”.

Le donne che fanno oggi in Italia carriera nell’ambito tecnologico hanno contratti precari, o partita IVA, non hanno maternità, malattia o congedi di vario tipo…
Vi posso garantire che qualcuna arriva a 40 anni come se fossero 60, e l’entusiasmo e la forza rischiano di declinare, così come le ipotesi di carriera, visto che non si è tutelate da nulla e da nessuno, e c’è sempre qualcuna più giovane o più sveglia (anche del tuo capo maschio) che è lì dietro a te a far la fila per il tuo posto.


Che ruolo ricopre oggi la tecnologia digitale in ambito culturale e come descriveresti lo scenario italiano?


Lo scenario italiano in questo momento è frizzante, nonostante i tagli alla Cultura imposti dalla legge ora in vigore. Esistono varie sperimentazioni di ogni tipo: i codici QR.
Merita un discorso particolare il Museo Torino, voluto da Daniele Jallà, che vede il museo come la stessa città do Torino ed il suo sito web, un progetto raffinatissimo.
Oppure penso a vari progetti che conosco ma di cui non posso parlare (perché in fase di “lancio”) sulla Realtà Aumentata, penso allo sforzo per creare allestimenti interattivi per mostre, oppure ai musei virtuali.
Ma i progetti che sono meno “vistosi”, ma più ambiziosi, sono per me Europeana, l’aggregatore europeo degli archivi, solo per fare un esempio. E si ritorna al tema della mia giornata: quello che è nel back-office, e difficilmente ha visibilità sui giornali, è in realtà quello che fa la differenza fra un’applicazione che funziona e qualcosa fatto “tanto per fare”, per avere il titolo sul giornale.


Progetti in progress?


Fare una giornata sugli audiovisivi in ambito museale nell’ambito dell’Asolo Art Film Festival alla fine di Agosto a cui sto già lavorando. Ma soprattutto vorrei promuovere il mio libro, che spero di riuscire a fare uscire quest’estate o a Settembre al massimo. Si intitolerà “generazione web 2.0”, e cercherà di dare uno spaccato del rapporto di giovani e giovanissimi (scuole medie e superiori) con le nuove tecnologie, e essere anche una guida per le persone che gravitano intorno a loro (genitori ed insegnanti)

Chiudiamo con un grandissimo in bocca al lupo a Simona e ad ICOM

Ci vediamo al Museo Della Musica Giovedì
Cheers
GGDBologna Team

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