Giusy e Serena hanno dato vita ad un orto urbano a Bologna e grazie ad esso hanno realizzato un blog, Orto47, che ha permesso loro di creare un vero e proprio network di appassionati, esperti, e fruitori del “coltivare la terra e i contatti in rete” condividendo saperi, passioni, conoscenze.

Da poco è partito Gramigna, il loro nuovo interessante progetto di geo-localizzazione di giardini e orti e aree verdi degradate.

A Bologna, Orto47 rappresenta una delle realtà maggiormente attive nel panorama “orti urbani”. Grazie a Serena e Giusy sappiamo che non è difficile ritrovare un contatto con la natura anche in città e noi, da sempre convinte che la rete è il luogo migliore per condividere e crescere insieme, appoggiamo la loro causa e ci auguriamo che Bologna e tutte le città italiane e del mondo intero possano crescere in questo senso.

Abbiamo intervistato Serena e Giusy per il nostro blog.

Ciao Serena, ciao Giusy. Presentatevi

Giusy Aloe, 36 anni. Mi occupo di marketing e comunicazione.

Da un anno circa ho un blog, un i-phone e un orto.

Sulle prime 2 new entry della mia vita ha avuto influenza l’incontro con le GGD Bologna,

la terza avrà a che fare con la luna o forse con il mio cognome!

Serena Conti, sono una “contadina metropolitana”

per una esigenza innata di occuparmi di “verde urbano”, quasi

fosse per me un bisogno viscerale, primario…

Parlateci del vostro progetto: com’è nata l’idea di dedicarvi alla cura di un orto urbano e di raccontarlo attraverso un blog?

Il blog Orto47 è nato per caso e su suggerimento. Le GGD e vari amici ci hanno letteralmente lanciato nei social. E’ successo che Francesca Sanzo e Giorgia Olivieri, rispettivamente de Il Fatto Quotidiano e Repubblica sono entrate in contatto con il blog e hanno parlato di noi. Così ci è successo di diventare “contadine metropolitane”.

Giusy: Ad essere sincera a parte balconi e davanzali, frigorifero e pentola, non ho mai avuto a che fare con gli ortaggi. Non sono cresciuta a contatto con la campagna, ma la flora mi affascina. Orto e blog sono nati per caso. Più ci penso però, più scopro che l’Orto47 è un progetto di relazione perché nasce dalla volontà di coltivare l’amicizia tra me e Serena. Quello relazionale è il punto di partenza che ci ha permesso di condividere e trasmettere l’entusiasmo. Il blog coniuga la volontà di raccontare da una parte e dall’altra, lo sperimentare le modalità di comunicazione a nostra disposizione.

Serena: Dopo anni passati a prendermi cura di qualsiasi tipo di pianta, anche di quelle gettate nei cassonetti ancora vive, aver fatto la giardiniera e garden design sono sempre più convinta dell’importanza del verde (sotto ogni forma!) nelle grige città di cemento! Reduce da un periodo di scarsa terra dove mettere le mani, un giorno, per caso, ho letto sul web di un bando per l’assegnazione di orti del comune di Bologna… ed è stato ORTO 47!

Cosa significa per voi poter condividere un orto e condividere, insieme alla community online, i suoi frutti?

Raccontarci in rete si è rivelato un’esperienza affascinante, democratica, divertente, fonte di molte informazioni utili e perfetta per coltivare ed esplorare le relazioni.

Giusy: i frutti sono pochi da condividere materialmente. Certo i cetrioli li abbiamo un po’ distribuiti e l’anno prossimo faremo meglio. La community on e off line ci sostiene con suggerimenti e riflessioni interessanti sulla sostenibilità ed il ritorno alla natura. Chiede interessata “Come va l’orto?” dice “lo vorrei anche io” e gli crediamo. Noi raccontiamo di zappa e zucca, dei vicini di orto, di nuove esperienze.

Serena: ingenuamente all’inizio ero convinta che avere un orto avrebbe prodotto frutti tra me e Giusy, semplicemente… Invece poi mi si è aperto un mondo. Essere ortista di un orto urbano significa far parte di una vera e propria community gardens, quindi prima è nata una condivisione offline fatta di consigli più o meno richiesti, appuntamenti e, cosa che mi ha entusiasmata, di relazioni tra persone di ogni età e percorso.

In che modo riuscite a coordinare la cura dell’orto e la cura del blog?

In realtà noi proviamo a coordinare (non tutto ma qualcosa). E’ un esperimento!
Importante è fare una foto quando sei lì, una volta che hai quella viene spontaneo commentarla. Abbiamo molto da raccontare, aneddoti, pensieri, idee, riflessioni, scoperte, teorie… Più di quanto non si riesca a dire sul blog! Il “fil rouge” è la spontaneità, capita d’innaffiare in pantaloni di seta e filo di perle, magari di super corsa prima di andare in ufficio, facendo slalom e staffette tra gli impegni metropolitani.

Quanto è importante per voi la condivisione dell’orto e quanto la condivisione in rete di ciò che state costruendo?

Il blog nasce come archivio, un diario di foto. La rete ha letteralmente preso il sopravvento. La pagina più visitata è quella dove spieghiamo come abbiamo fatto ad averne uno. E’ l’informazione più richiesta. Mentre su Facebook facciamo ricerca, moltissimi libri, altri blog e gruppi come International Tulip che sta organizzando il guerrilla gardening day. Come mancare 😉

Serena:per un po’ ho guardato il web con diffidenza, come un generatore di rapporti virtuali. Poi sono stata travolta dalle sue potenzialità. Off e online sono in connessione e si potenziano a vicenda. Attraverso la community online ho scoperto e sono entrata in contatto col sottobosco attivo nel generare “trameverdiurbane” (trameurbane, Terra di Nettuno), da qui si è tornati all’offline, per l’incontro reale, un aperitivo sulla panchina davanti a ORTO47.

Bologna, donne, tecnologia: quali i punti di eccellenza e quali ancora da migliorare?

Noi vorremmo più orti e più community. Per questo stiamo sviluppando un progetto di mappatura delle aree verdi della città di Bologna: Gramigna una mappa online.
Grazie a “Coltivare RappOrti”, organizzato da Trame Urbane, siamo entrate in contatto con realtà nazionali ed europee e abbiamo imparato che con l’orto ci si può divertire ancora di più! Da Siviglia a Parigi, da Milano a Bari passando per Roma, esistono vere e proprie comunità urbane di cittadini di tutte le età e tradizioni che coltivano spazi condivisi.

Gramigna è un progetto tutto bolognese che geo-localizza giardini e orti pubblici e privati ma anche aree verdi degradate. Crediamo che si debba dare identità alle realtà esistenti in città, prendendo coscienza del potenziale e creando relazione. Gramigna si costruirà partendo dalle aree ortive comunali e soprattutto dai singoli orti che le popolano, come Orto47. Si autoalimenterà con attivazioni spontanee di spazi verdi “inediti” come il giardino del condominio di Massimo, lo spicchio di orto sul terrazzo di Stefano, le vasche di terra di Elen….

Saranno i bolognesi stessi a dare risposta al bisogno collettivo di riappropriazione dello spazio urbano, di razionalizzazione delle risorse, dello stare insieme, del condividere cose belle e semplici.
Abbiamo presentato Gramigna domenica 6 novembre a Cosa Bolle in Pentola?, il pranzo domenicale, vegetariano e sostenibile attraverso il quale i cittadini possono sostenere progetti artistici e culturali da sviluppare a Bologna. Tra 5 progetti in gara, i commensali hanno scelto Gramigna e noi non potevamo crederci! Realizzeremo la mappa e poi toccherà anche alla pubblica amministrazione prendere coscienza del fatto che esistono bisogni palesi a cui è giusto dare spazio.

2 Thoughts on “Intervista a Giusy Aloe e Serena Conti per Orto47: frutti “off e online”

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