NOTA

Questo articolo avrebbe dovuto essere pubblicato su l’Informazione di Bologna nella rubrica Net & The City. La testata, nonostante la strenua lotta dei dipendenti, è stata purtroppo messa in liquidazione lo scorso 2 febbraio. La rubrica continuerà comunque ad essere pubblicata regolarmente sul nostro blog e la solidarietà del Team GGDBologna va a tutti i giornalisti e lavoratori coinvolti.

Ben oltre ogni aspettativa degli esperti, al termine dei tre giorni della Merla si è presentata una delle più copiose nevicate degli ultimi tempi (la più grossa quantità di neve caduta in un solo giorno, hanno detto, dal 1956 – dati ARPA) nella nostra città. Strade, scuole, servizi pubblici, praticamente tutto bloccato in ogni angolo di Bologna e provincia.

Ma quando la città si ferma e i suoi cittadini non sanno più a chi rivolgersi, chi può venire in aiuto delle istituzioni, se non la Rete? Da geek girl, amante della tecnologia e di ogni nuova sperimentazione dell’utilizzo dei social network, dalla mia postazione privilegiata ho potuto osservare come Twitter e Facebook siano stati strumenti preziosi di diffusione delle informazioni su iniziative del Comune e dei singoli consiglieri o assessori, su recapiti utili, dati su cancellazione voli, ritardi di treni, ecc…

Personalmente ho segnalato allo staff di Iperbole il mancato passaggio dello spazzaneve nella mia zona, semplicemente inserendo l’hashtag #nevebo ed è stato grazie all’Aeroporto di Bologna che ho saputo che la nostra Linda Serra era rimasta bloccata a Lamezia. Lei stessa ha avuto uno scambio di informazioni con le Ferrovie per quanto riguardava il suo viaggio di ritorno e, sempre grazie alla Rete, abbiamo avuto la possibilità di avere sue notizie in tempo reale durante le quindici ore che ha impiegato a rientrare. A livello nazionale, invece, i passeggeri del treno Intercity Bologna-Taranto, rimasti fermi sette ore per problemi tecnici, hanno potuto comunicare con parenti, amici e anche media, in modo immediato e sicuro grazie all’hashtag #trenoforlicesena; perfino i volontari hanno potuto organizzarsi e segnalare situazioni di emergenza per gli animali in stato di disagio dovuto all’eccezionale nevicata. Noi stesse ci siamo avvalse dell’eco della Rete per comunicare ai nostri ospiti che il BarCamp di sabato scorso era annullato a causa del maltempo (sarà recuperato la mattina del prossimo 10 marzo).

L’evento climatico non è stato l’unico episodio che ha dimostrato quanto oggi i social network abbiano non dico soppiantato, ma di sicuro affiancato i canali standard di informazione, grazie a quell’immediatezza che solo il web 2.0 può garantire e grazie anche ormai alla capillare diffusione di smarthpone e tablet: alcuni giorni fa, in occasione del terremoto, appena sentita la scossa si è diffuso il panico in ufficio. “Controlliamo il sito dell’ANSA” ha suggerito qualcuno, ma la sottoscritta non ha fatto altro che controllare la propria TL di Twitter per avere una conferma, fra lo stupore generale di molti colleghi ancora così tremendamente 1.0.

Sono speranzosa che, in mezzo a tanti sconsiderati utilizzi e ai tanti modi in cui cercano di demonizzare la Rete, questo non sia che un primo efficace passo verso una condivisione di mezzi, conoscenze e aiuti che solo grazie ad uno strumento potente come Internet, saremo in grado di utilizzare tutti -presto o tardi- a vantaggio della nostra società civile.

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