In molte città d’Europa – quali Amsterdam, Monaco di Baviera, Barcellona, Dublino e tante altre ancora – le zone industriali abbandonate sono state destinate a essere spazi di produzione e ospitalità per i giovani artisti, per i lavoratori della creatività e della conoscenza. A Bologna, dove molte aree dismesse attendono una nuova destinazione d’uso, sarebbe possibile fare altrettanto. È importante che la pubblica amministrazione, a livello sia cittadino che regionale, si faccia interprete delle richieste provenienti da associazioni culturali e lavoratori precari della città.

Questo auspicava un progetto che ho presentato circa un paio d’anni fa alla nostra Pubblica Amministrazione ma che, purtroppo, non ha mai visto la luce. Evidentemente i tempi non erano ancora maturi, oppure doveva capitare ciò che è capitato e cioè il terremoto che ha coinvolto la nostra regione, per portare alla luce una tangibile e urgente necessità (il bisogno di nuovi luoghi dove accogliere le persone) e riaccendere le coscienze; per prendere in mano -in modo decisamente più approfondito e 2.0- il sempre attuale argomento del riutilizzo degli spazi urbani in disuso.

Sono infatti molto contenta di parlarvi, questa settimana, di Map 4 Emilia, la mappatura Wiki degli edifici inutilizzati in Emilia Romagna per la riqualificazione del patrimonio esistente. “Purtroppo moltissime amministrazioni non dispongono di un elenco completo di tali strutture sul proprio territorio, per cui occorre nel più breve tempo possibile costruire una mappatura dal basso, ovvero un’attività che se svolta da migliaia di persone richiede ad ognuno un piccolissimo sforzo, ma che nel complesso può portare ad un grande risultato” ci spiegano sul blog del progetto, attraverso il quale si possono inviare segnalazioni e contributi (ma non dimenticate che c’è anche una comodissima app). [im]possible living è una start up web dedicata agli edifici abbandonati di tutto il mondo. Fornisce servizi a scala locale per sollevare, discutere e, potenzialmente, risolvere in maniera creativa problemi di riattivazione di questi spazi inutilizzati.

Assieme al team di Hubbol, in cerca di una location dove sviluppare la propria attività, e allo Studio Ciclostile Architettura, si è svolto sabato scorso l’[im]possible tour -un vero e proprio giro in sella alla scoperta di luoghi adatti per la nascita di questo primo “incubatore”, ma ci auguriamo che sia solo la prima di una serie di biciclettate cittadine con lo scopo di mappare le zone magari meno conosciute ma non per questo meno nobili o utilizzabili, andando a scovare proprio quell’angolino a cui nessuno penserebbe e che invece potrebbe essere riportato ad antichi splendori, a nuovi utilizzi, riqualificando ovviamente tutto ciò che vi sta intorno.

L’energia di tutti permetterà di creare una mappatura, non solo degli edifici, ma anche delle sensazioni, dei problemi, delle questioni legate a quel luogo.

One Thought on “Net & The City: il progetto Map 4 Emilia

  1. claudio rizzoli on 28 aprile 2013 at 13:53 said:

    Complimenti! era ora che qualcuno affrontasse con competenza questo argomento.. Ci penso da tempo e operando nel sociale autofinanziato credo che il riutilizzo di spazi ed il riuso più in generale siano tra le poche possibilità che possono contribuire allo sviluppo di una economia sociale di servizio e aiuto alla gente… Sto discutendo con il quartiere navile la possibilità di trasformare un ex centro sociale in osteria sociale e centro del riuso ove fare lavorare persone svantaggiate e sto anche pensando, con una Associazione bolognese sulla disabilità, di proporre al Comune la apertura del sottopasso delle Gocce di Via Rizzoli per lanciare una grande libreria dell’usato, alimentata dagli stessi cittadini con libri ad offerta libera o ad un euro per sostenere due progetti sociali e anche, con un terzo degli utili, anche i progetti del Comune… Senza i costi iniziali della logistica ce la si potrebbe fare…siete interessabili a parlarne? Grazie . Claudio

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