Come vi avevamo anticipato la settimana scorsa, sabato 8 settembre siamo state a Mantova (nello specifico Enza e Giulia) per partecipare ad uno degli incontri del ciclo “Scrittori nella Rete” di Festivaletteratura 2012 curati e promossi da Telecom Italia, main partner dell’evento: “L’educazione umana” dove sono intervenuti il sociologo Zygmunt Bauman, Riccardo Mazzeo, coautore insieme a Bauman del libro Conversazioni sull’educazione e Luigina Mortari, esperta di pedagogia.

Anche quest’anno Mantova si è fatta palcoscenico di cultura, arte, attualità, condivisione del sapere, tecnologia, nuove tendenze. Dopo aver partecipato a Festivaleteratura si torna sempre a casa con nuove riflessioni, voglia di approfondire e condividere, e di leggere naturalmente.

Questo non vuol dire che tutto ciò che viene presentato a Festivaletteratura sia di qualità ma ogni anno ci sono degli interventi che difficilmente possono deludere. E’ il caso di Zygmunt Bauman che con la sua formazione, sensibilità e capacità di linguaggio è riuscito a trasmettere ad una platea numerosissima la grandezza dei suoi studi sociologici e l’importanza delle sue tesi “sull’educazione umana”, che toccano da vicino la vita di ognuno di noi.

Arrivate a Mantova verso le 14.30 abbiamo raggiunto lo staff Telecom alla Tenda Sordello, dove si sono tenute le “Tracce”, una serie di incontri firmati Telecom Italia. Dopo aver ritirato i pass per partecipare all’incontro con Bauman, durante l’attesa abbiamo seguito una delle Tracce sotto l’affollata Tenda Sordello delle 15.30: Loretta Napoleoni ha parlato di “Crisi economica e democrazia”. L’intervento non ci ha entusiasmate e subito dopo siamo partite alla volta di Piazza Castello con 45 minuti di anticipo (così come richiesto) per immetterci nella già kilometrica fila di persone che non avrebbe perso Bauman per nessuna ragione al mondo.

L’attesa è durata anche più di 45 minuti ma alla fine ce l’abbiamo fatta e abbiamo seguito un intervento unico, tenuto da uno dei più grandi sociologi contemporanei.

L’intervento di Bauman è partito dall’analisi del saggio Conversazioni sull’educazione, di cui Riccardo Mazzeo è coautore. Dopo la brillante introduzione di Luigina Mortari, esperta di pedagogia, Bauman ha rapito la platea parlando dell’arte del vivere.

L’arte del vivere è un’arte antica, che nasce ancor prima della scrittura. Alcune testimonianze raccontano storie di persone che erano alla continua ricerca della felicità.

Una delle conclusioni che è possibile dedurre da questa ricerca è che “Tutti noi siamo artisti della vita. C’è in noi qualcosa che creiamo senza seguire delle ricette”.

Analizzando nello specifico il caso di Socrate, condannato dagli ateniesi per aver adottato un suo proprio stile di vita, che però non ha mai cercato di far adottare agli altri, Bauman afferma che “non c’è una formula di vita unica che possa valere per tutti“.

“Con ogni persona che muore, muore un mondo”: Bauman cita Derrida per sottolineare il concetto dell’unicità di ogni individuo.

L’individualità è prodotta da due fattori: dal fato (che presenta una serie di opzioni disponibili, come il contesto sociale in cui si vive, la famiglia, etc.) e dal carattere (determinato dalle opzioni date dal fato). Oggi non esistono più solo questi due fattori perchè abbiamo a che fare con un’evoluzione logaritmica delle informazioni, che si perdono in una massa di concetti e stimoli e che giocano un ruolo sulla nostra individualità. Oltre alla quantità di informazioni che quotidianamente ci passa sotto gli occhi si va ad aggiungere la velocità con cui queste invecchiano.

Nell’epoca contemporanea siamo passati da una società dei produttori ad una società dei consumatori. Se prima esisteva una fabbrica della solidarietà umana, secondo la quale lavorando insieme tutti ne avrebbero tratto beneficio, oggi abbiamo una fabbrica sociale che crea sospetto reciproco. Nel mercato del lavoro moderno conviene non dare la propria lealtà a nessuno finchè questi promuove i nostri interessi, “si fa in modo che siano gli altri ad essere cacciati via prima di me”. Bauman cita l’esempio eclatante dei reality show e si chiede “perchè queste trasmissioni, che sono strutturate con personaggi e produzione scarsi, hanno tanto successo?”. Perchè gli spettatori trovano una spiegazione della propria esperienza. “Le questioni della convivenza nella nostra società sono alla base dell’impatto con la vita quotidiana.”

“Entrare nella cooperazione per insegnare e imparare allo stesso tempo” conclude Bauman “solo in questo modo tutti ne verranno arricchiti e non ci saranno perdenti”.

Un incontro che ci ha fatto riflettere sulla nostra quotidianità e sui rapporti sociali. Insegnare agli altri e imparare dagli altri per essere tutti vincenti: gli strumenti che abbiamo oggi a disposizione per poter concretizzare questo concetto sono davvero tanti. Bisogna fare uno sforzo colettivo per imparare a riconoscersi e educarci a vicenda.

Complimenti anche al traduttore, impeccabile fino alla fine di questo lungo e importante incontro.

E’ possibile seguire l’intervento di Bauman on demand a questo link.

Dopo Bauman abbiamo avuto tempo di bere solo un caffè per poi riprendere il treno verso Bologna. Purtroppo non abbiamo potuto seguire altri incontri a cui avremmo volentieri preso parte, ma l’invito era per uno degli incontri firmati “Scrittori nella rete” e seguire Bauman per noi è stato davvero importante.

Per l’occasione abbiamo creato un piccolo storify della giornata. Enjoy!

Alla prossima.

GGD Bologna team

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