Quando qualcuno ci scrive per raccontarci le cose belle che sono successe dopo uno dei nostri eventi, quando qualcuno sa cogliere le opportunità del networking che speriamo sempre di attivare tra progetti e persone, ci piace documentarlo. Dopo l’ultima GGD, dedicata al lato verde del web e che si è svolta a Senape Vivaio Urbano di Bologna, Denise di Grim&Marius ci ha scritto per ringraziarci perché era stata un’occasione interessante per il suo progetto creativo. Le abbiamo voluto chiedere come. Ecco qua una breve intervista a un’artigiana contemporanea, attiva anche dal punto di vista digitale.

Chi sei e che cos’è Grim&Marius?

Mi chiamo Denise Ciccardi e sono la creatrice di Grim&Marius…se “mi” penso faccio fatica a farmi calzare un’unica definizione.

Non nasco come artigiana: provengo da un’esperienza decennale nella comunicazione e organizzazione eventi.

Ma ad un certo punto del mio cammino ho capito che era arrivato il momento di uno stop, di ripensare con calma a cosa volevo fare del mio lavoro. Questa pausa ha corrisposto con la ristrutturazione della nostra casa a cui mi sono dedicata pienamente. In questo clima di rinnovamento totale nasce il progetto Grim&Marius. Mi sono tornate in mente delle gocce di ceramica realizzate negli anni ’70 da mio nonno, pittore e ceramista, e ho pensato che sarebbero state perfette per sostituire le vecchie gocce di cristallo di un vecchio chandelier. Così ne ho acquistato uno in un mercatino, dipinto di un colore brillante, decorato con le pastiglie di ceramica e la magia è cominciata!!!! Dopo quel lampadario “numero zero” ne sono venuti tanti altri. Ora la ceramica del nonno è affiancata da quella realizzata da me, questo mi dà la possibilità di sperimentare nuovi colori e nuove soluzioni.

Un allestimento dei lavori di GrimandMarius a Senape – vivaio urbano: ci racconti come è nata questa collaborazione e come funziona?

Devo dire che è stata veramente una bella novità estiva!!! Tutto nasce dalla serata organizzata da GGD Bologna, Il lato verde del web, a cui ho partecipato come spettatrice.

Avevo sentito parlare di e molto spudoratamente mi sono presentata illustrando le mie creazioni, prendendo spunto soprattutto da una delle mie linee, Les Pots à Lumière, lampadari realizzati partendo da comuni vasi da fiore, e quelle di Anna Grandi di Pl2a1design, mia compagna di eventi e allestimenti ( lei dona nuova vita a vecchie sedute e poltrone utilizzando tessuti magnifici e particolari).

Dopo qualche giorno i ragazzi di Senape ci hanno ricontattate per proporci di esporre e vendere i nostri pezzi unici all’interno del vivaio. Abbiamo studiato insieme l’allestimento e devo dire che siamo veramente soddisfatti!! I Lampadari e le poltrone si fondono meravigliosamente con i colori e le fantasie dei fiori di Senape.

Artigianato e Rete sul territorio: quale opportunità possono offrire progetti associativi tra digitale e urbano come GGD Bologna a donne imprenditrici e creative come te?

Provenendo dal mondo della comunicazione mi risulterebbe difficile pensare la mia attività disgiunta dalle rete, elemento essenziale per Grim&Marius. Ma l’animale sociale che è in me chiaramente mi porta anche a volermi mettere in contatto con gli altri vis à vis e progetti come quello delle GGD Bologna sono fondamentali, per raccontare i miei chandeliers, per illustrare come nascono e naturalmente per incrementare e oliare questo stupendo meccanismo delle relazioni e degli scambi tra persone che hanno la stessa visione del lavoro e del futuro.

Artigianato, Sostenibilità e digitale: in quale relazione sono secondo te?

Questa domanda arriva proprio dopo un seminario a cui ho partecipato che vedeva la presenza del Prof. Stefano Micelli autore del libro “Futuro Artigiano” , il testo guida di noi makers, dove questi tre concetti sono assolutamente fondamentali e imprescindibili.

In questo libro si parla non di opposizione ma di osmosi tra quello che è tradizione con tutto ciò che è innovazione, si parla della dignità del “saper fare”.

Trovo tutto questo eccezionale, di una forza unica! La chiave è proprio questa… Le nostre mani, le idee, la rete e anche un’intento definiamolo ” educativo”, per far capire a sempre più persone il valore di un oggetto unico, non omologato ma che racconta tanto di chi l’ha realizzato ma ci dice infondo anche qualcosa di chi l’ha comprato!

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