Ottobre 2003: un’annoiata impiegata bolognese con la passione della scrittura, decide di prendere tutti i propri pensieri, riflessioni, raccontini vari e di metterli in rete a mo’ di valvola di sfogo. In quegli anni i blogger sono più che altro anonimi che pubblicano proprio materiale del genere e questa sorta di filtro attraverso cui far passare le proprie impressioni, senza il vincolo delle convenzioni e delle facciate, stuzzica il lato peggiore della nostra protagonista. Dieci anni dopo, che cosa è cambiato? Occupo lo spazio settimanale che mi è concesso da Net&TheCity per un post davvero personale, ma spero che vi divertiate con me a ricostruire gli ultimi anni di una parte importantissima della storia della Rete.

Ecco a voi le 10 cose che non può sapere chi non ha un blog da 10 anni.

1) Aprire un blog era semplice nel 2003, così come lo è nel 2013: la struttura è sempre stata la stessa e cioè facile, intuitiva. La messa in opera? Quasi a livello di banalità, tant’è che ad oggi i concetti su cui si basano sono rimasti pressoché invariati (parlo di community, tools, ecc…). Voi giovani non penserete mica che gli anziani qui presenti si siano messi improvvisamente a creare righe di codice dal nulla?

2) Un tempo c’erano Virgilio, Splinder, Clarence… sono nomi che, a risentirli, fanno tenerezza. Non ho citato i primi due a caso: il mio primo blog era su Virgilio, dove sono rimasta un paio d’anni e dove ho conosciuto persone che attualmente frequento in rete (LeVipere.com vi dice niente?). Poi ho fatto la valigia e sono passata su Splinder perché permetteva più funzioni (che oggi sinceramente non ricordo, ma allora mi sembravano avanzatissime). Purtroppo, come tutti ben sappiamo, Splinder ha chiuso la propria attività all’inizio del 2012 ma la sottoscritta era migrata su WordPress già da un po’ di tempo: in quest’ultimo caso, lo ricordo bene, la spinta è stata la possibilità di programmare i post – ognuno ha le sue priorità, no?

3) Oggi come allora: a guadagnarci sono sempre in pochissimi e, quasi sempre, i soliti. Quanto guadagna un blogger? Si va da zero a centinaia di migliaia di euro, specie da quando esistono i blog tematici specializzati (moda, cucina, lifestyle, politica, satira, ecc…) che provano a vivere di indotto. Se vi state chiedendo la Bortolotti sarà fra questi? La risposta è tragicamente no.

4) Ok, non sei diventata ricca grazie al tuo blog, ma sei riuscita nel sogno di (quasi) ogni blogger? Hai pubblicato un romanzo tratto dal tuo blog? Sì e no. Ho pubblicato un romanzo, questo è vero, nel 2011… ma sappiate che c’è tanta differenza fra scrivere dei post e scrivere un libro! Ne ho parlato qui.

5) Non so come la vedete voi sull’argomento: all’inizio per me il blog era un luogo dove rifugiarmi anonimamente ma, col passar del tempo, la situazione si è completamente ribaltata e oggi il blog è il luogo dove io pubblicamente parlo di me… che l’inversione di tendenza sia generale? Oggi la figura della blogstar viene ritenuta molto importante (a volte a torto, a volte a ragione) e la maggiore importanza non viene data al contenuto, bensì alla persona. Io sono molto critica su questi argomenti e quando sento definire certi personaggi “un blogger”, di solito mi stizzisco. In molti casi sarebbe meglio rispolverare termini come soubrette, opinionista, cose così.

6) Oggi come allora, bis: il blog non si scrive da solo, il blog va curato come una pianticella. Non c’è niente di più brutto di un blog lasciato lì, come lapide di sé stesso, a morire in Rete. Veramente, ve lo chiedo col cuore: se non vi va più di scrivere il blog non c’è problema, non vi giudichiamo, ma salvate i contenuti da qualche parte e cancellatelo. Peggio ancora quelli che scrivono un post ogni sei mesi annunciando o, ancor meglio, promettendo il proprio ritorno: guardate, non è obbligatorio. Eclissarsi con eleganza è l’unica soluzione.

7) Col blog non si rimorchia facilmente, almeno non io, ma potete stare sicuri che se siete ben predisposti vi farete degli amici. Non sto scherzando: ci sono alcune persone con le quali sono rimasta in contatto, con le quali ci commentiamo ancora oggi, oppure ci scriviamo sui social network (argomento spinoso che andrò a trattare fra poco) e con le quali, appena si è potuto, abbiamo cercato di ampliare anche alla real life. Posso dire, troll a parte, che per me l’esperienza del blog è stata positiva sotto ogni aspetto, anche quando ci sono state piccole ombre che hanno offuscato (o tentato di offuscare) la preponderanza di luci.

8) Social network killed the blog star? Secondo me sì! Anche se in realtà non tanto quanto sostengo quando mi diverto a lagnarmi, perché ci sono due facce della stessa medaglia: mentre è drammaticamente vero che il lettore medio si è impigrito e quindi ritiene che un like o un tweet equivalgano a scrivere Sono d’accordo con te e quindi non si prendono più la briga di scriverlo, c’è anche da dire che i social network hanno messo il turbo ai nostri post. Il limite di ogni pagina in Rete è sempre stato quello di essere trovata e vai quindi con le indicizzazioni, ottimizzazioni, ecc… Di sicuro i social network danno una marcia in più alla condivisione dei nostri post e alcuni vengono portati a livelli di viralità che mai avremmo pensato di raggiungere (esempio recente: la Lettera della musicista al ministro della cultura)… dall’altra, sono dell’idea che debbano vincere ancora i contenuti e ritengo più dignitoso uno scritto condiviso quattro volte, di un’adolescente con l’outfit del giorno e diecimila like.

9) Gossip: sapete che la blogstar di uno dei blog più quotati da BlogBabel, dieci anni fa si rifiutava categoricamente di avere un blog? Non vi dirò il suo nome nemmeno sotto tortura, questo è poco ma sicuro! Amo le grandi dicotomie: stranamente, quando i blog hanno preso piede, eccome che ci è salito sul carro dei vincitori.

10) Non fidatevi di chi vi dice il contrario: essere blogger è bellissimo. Ma non per i regali, gli inviti, le marchette, la fama, i soldi… fa tutto parte di un mondo che dieci anni fa non c’era neanche e campavamo tutti benissimo. Diventare blogger era bello perché si esprimevano opinioni, al vento, senza avere la certezza di ricevere qualche visita, o commento. Ma ci si sentiva liberi: di commentare, di sfogarsi, di raccontare qualcosa che non si sarebbe mai detto a patto di non trovarsi davanti a uno sconosciuto… e la Rete era il luogo naturalmente ideale per farlo. Per diventare anche qualcuno che si temeva di essere, per rivelare cose che non si riuscivano a rivelare, a volte nemmeno a sé stessi.

E voi?
Siete o siete mai stati blogger?
Ci sono dei blog che seguite da tanto tempo?

Mi piacerebbe leggere le vostre esperienze fra i commenti e… ovviamente, vi aspetto anche da me.

Daniela aka LdC

2 Thoughts on “#NetandTheCity: Ladra di Caramelle, i miei primi dieci anni di blog

  1. Ciao e auguri! Per i vostri 10 anni…. Si i tuoi e quelli del tuo blog! Io sono dentro al mondo blog da 8 ( mesi ) , una pivella insomma… Ma una cosa in comune l’ abbiamo …. La soddisfazione di sentirsi libere di scrivere, (a Bologna). Non sono bolognese ma vivo qui da sempre.
    Ciao

  2. Ciao Francesca! Otto mesi non sono comunque pochi se ti ci dedichi quasi quotidianamente (come ho visto dalla cadenza dei tuoi post).. persevera, mi raccomando!

    Un abbraccio e a presto
    (magari a un evento GGD, che ne dici?)
    Daniela

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