L’esperienza dell’evento green a cura di GGDBologna è ancora fresca e noto che l’attenzione per l’ambiente sta crescendo sempre più attorno a noi.  Un po’ per “deformazione professionale” e un po’ per curiosità, nello spazio che periodicamente mi è concesso, mi sono voluta porre questa domanda: le aziende del territorio sono consapevoli che oggigiorno, il problema principale dei datacenter è l’emissione di consumi smisurati, un’enorme produzione di calore da contenere e smaltire, con un impatto ambientale complessivo determinante?

La risposta è, purtroppo, no.

Avrete senz’altro sentito parlare delle “aziende energivore“: un’azienda viene classificata come tale, quando supera una certa soglia di consumi in base a quanto spende per l’energia elettrica per svolgere le proprie attività. Quasi nessuno si rende conto del fatto che il costo del consumo di corrente di un server durante il suo ciclo di vita è pari al triplo del costo stesso del server (inteso come server collocato in un’azienda strutturata e condizionato). Nell’immaginario collettivo si pensa ancora che si tratti solo di un problema di spazio… Pensate, perfino Facebook ha dei problemi!

Ma non sarà per sempre così, almeno in provincia di Bologna: è infatti iniziata la costruzione di una nuova server farm green 100%, cioè una struttura adibita ad attività produttiva di servizi in hosting, housing e outsourcing, che terrà conto dell’impatto ambientale e del consumo energetico che questa tipologia di servizi prevede. La nuova struttura, che sorgerà nella zona industriale di Castel San Pietro Terme (BO), sarà costruita interamente in legno e sarà progettata secondo i principi dell’edilizia ecologica, inoltre sarà dotata di impianti con pannelli fotovoltaici, di riscaldamento e raffrescamento mediante geotermia e pompe di calore: in sostanza provvederà autonomamente al riciclo organizzato, consentendo una definitiva riduzione del  consumo energetico.

Render grafico del progetto

Abbiamo moltissimi esempi di offerte commerciali con il marchio “green” ma siamo veramente sicuri che si tratti di datacenter intrinsecamente a emissioni zero? Questa piccola azienda bolognese, ben lontana dai colossi come Eni, Yahoo e altri grossi nomi che stanno implementando progetti simili in Europa, sostiene che sia possibile “senza scambio di certificati verdi, senza piantumazioni di alberi in numero corrispondente a… e altre meccaniche simili” come dichiara il responsabile di progetto, Geom. Francesco Dalto.

Un progetto rivoluzionario sul territorio della provincia bolognese che ha ottenuto già il positivo riscontro dell’amministrazione locale.
Per quanto mi riguarda: non vedo l’ora di poterla vedere nella realtà.

Stay tuned!

2 Thoughts on “#Net&TheCity – Aziende energivore e green server farm in provincia di #Bologna

  1. Marta on 20 novembre 2013 at 18:21 said:

    Bella idea…ma mi ricorda qualcosa!

    A Ravenna un ragazzo ha lanciato 2 anni fa un datacenter (ovviamente anche il suo non è un dc da colosso) alimentato da energia solare e che rispetta principi di ottimizzazione energetica – ed etica: http://www.hostingsostenibile.it

    Tra l’altro sulla homepage c’è scritto proprio “…alimentandola direttamente con energia solare.
    non facciamo compensazione energetica, riforestazione o acquisto crediti di co2.”

    Sono gli stessi o…no? 🙂

  2. Ciao, la società di cui ho parlato (che è anche quella per cui lavoro), ha sede in Bologna. I punti in comune con Hosting Sostenibile sono vari, è vero, ma il progetto è differente.

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