Questa mattina alle ore 10:00 all’Urban Center di Bologna, è partita la prima fase del progetto Bologna Open Map, cofinanziato dall’Agenda Digitale che propone la visualizzazione interattiva di open data all’interno del territorio comunale.

Il laboratorio di oggi consiste in una giornata formativa ideata da Andrea Nelson Mauro , co-fondatore di dataninja.it e membro di Spaghetti Open Data, il quale ha proposto di sperimentare attività di data journalism che siano in linea con quelle che sono le politiche di OpenData del Comune di Bologna.

Ma cosa sono gli open data e cosa intendiamo per data journalism? Rinfreschiamoci la memoria per capire a fondo il tema del laboratorio di oggi.
OpenData: come suggerisce la parola in inglese, si tratta di dati aperti, accessibili a tutti, grazie ai quali i cittadini possono essere in grado di prendere parte ai processi decisionali, sia in termini di trasparenza che di partecipazione.
Data Journalism: è un approccio di ricerca e di inchiesta giornalistica che si basa su un uso intensivo di database, mappe digitali e software per analizzare, raccontare e visualizzare un fenomeno o una notizia.
I dati a disposizione dei partecipanti verranno analizzati, interpretati ed aggregati con altri dati che abbiamo caratteristiche omogenee, per poi essere successivamente raccontati. Queste, le fasi principali del workflow del laboratorio di data journalism che richiede specifiche competenze tali per cui i partecipanti saranno suddivisi in squadre, ognuna con professionalità diverse in modo da favorire lo scambio di skills e il lavoro in autonomia. Nella fase di post-analisi, si procederà poi al racconto di alcuni fenomeni riguardanti l’area di Bologna attraverso lo storytelling e gli strumenti di visualizzazione interattiva.

Tra le partecipanti al laboratorio anche Mara Cinquepalmi, giornalista e Ufficio Stampa del Comune di San Lazzaro di Savena e Paola Bacchiddu, giornalista freelance del gruppo L’Espresso e di Agendadigitale.eu. Ad entrambe abbiamo chiesto quali siano le aspettative nei confronti di un laboratorio del genere e il motivo per il quale partecipano.
Ecco cosa ci hanno risposto:
Mara Cinquepalmi
Cosa ti aspetti?
Mi aspetto di poter lavorare in squadra su dati utili per la comunità e per l’informazione, perché l’open data e tutto il lavoro che ne consegue (mappe, visualizzazioni, etc) non può che fare bene alla qualità dell’informazione.
Perché vai?

Perché non si finisce mai di imparare e perché con i dati più ti “sporchi” le mani, meglio è.

Paola Bacchiddu
Cosa ti aspetti?
Mi interessa rinfrescare il mio recente corso di metà ottobre, ma sono interessata, in particolar modo, al processo di estrazione e ripulitura dati per la costruzione dei dataset.

Perché vai?

Sono curiosa anche di sperimentare un lavoro di squadra con professionalità interne così differenti: sostanzialmente il mio sogno utopistico di una redazione italiana del futuro.

Non ci resta quindi che augurare un buon lavoro a tutti!

 

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