Ci hanno abituati che la matematica è difficile, che bisogna essere dotati, che non è cosa da tutti.

Non è un caso che molte ragazze fatichino ancora a iscriversi a Facoltà scientifiche: dura anche oggi lo stereotipo che questo tipo di attività siano tradizionalmente maschili.

E invece…

Invece la matematica ha a che fare anche con la filosofia, con il pensiero laterale e con tutto ciò che è creativo ed è frutto della specializzazione di età moderna il fatto che si divida il sapere in “umanistico” e “scientifico”: i grandi poeti medievali (Dante Alighieri in primis) erano anche dei grandi appassionati di matematica (e non dobbiamo stupirci se pensiamo, per esempio, alla metrica dei versi).

Potrà la tecnologia riportare alla ribalta la matematica tra le giovani generazioni?

È presto per dirlo, ma sicuramente giocano un ruolo fondamentale le APP per tablet e smartphone che si stanno diffondendo.

Ecco allora Contabosco, dedicata ai bambini dai 3 ai 6 anni. Si tratta di un’applicazione sviluppata dalla rivista Focus che si basa sui più recenti studi cognitivi e mette in campo visualizzazioni e fantasia, doti spiccate durante la prima infanzia. Contabosco non si rivolge solo ai bambini ma anche ai loro genitori, per fare in modo che possano seguire i progressi e approfondire temi legati all’apprendimento di questo scienza.

Per i bambini in età scolare e gli adolescenti l’offerta di applicazioni dedicate aumenta esponenzialmente e non è un caso se proprio una di queste ha vinto lo SMAU Mob App Awards 2013. Si chiama Aritmeticando ed è dedicata a tutti ma pensata in particolare per bambini con disturbi cognitivi che offre un supporto (esercizi, didattica, giochi) all’attività scolastica.

Anche se siamo abituati ad associare l’uso del tablet ai più piccoli solo quando si parla di divertimento e c’è chi lo demonizza, pensando che possa crescere persone “alienate” e poco inclini alla socialità reale, è indubbio che la tecnologia, quando usata bene, diventa anche un’opportunità di sviluppo cognitivo, formazione e didattica personalizzata e in alcuni casi – ad esempio a fronte di disturbi come l’autismo – può rappresentare quella svolta che rende possibile un apprendimento equilibrato e una comunicazione tra persone, spesso inibita da questo tipo di malattia.

Chissà, magari proprio grazie a qualche APP, anche la sottoscritta – poco incline alla matematica ma molto geek – riuscirà a recuperare il tempo perduto? 😉

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