Net_And_The_City_Linda
La notizia è arrivata qualche settimana fa e ci ha piacevolmente sorprese!

Working Capital: l’accelleratore d’impresa di Telecom Italia approda a Bologna e lo fa in grande stile , scommettendo su 40  nuove start-up che saranno incubate in città nei prossimi mesi attraverso un grant da 25.000 euro ciascuno  e offrendo alla città uno spazio di 650 metri quadri di cui gli start-upper, gli innovatori in città potranno fruire per portare avanti i propri progetti e le proprie visioni.

Leggiamo nella nota stampa:

Scoprire e valorizzare i giovani talenti dell’innovazione digitale e le startup più promettenti dello scenario locale. Con questo obiettivo Telecom Italia ha inaugura oggi a Bologna il nuovo acceleratore d’impresa di Working Capital.

BfOP818IEAADej-
Ci sembra un ottimo inizio, ma per saperne di più abbiamo rivolto qualche domanda a Ulderico Pacchiarotti – responsabile operativo Working Capital, Telecom Italia

Working Capital è per gli addetti ai lavori un progetto molto famoso, ma potresti spiegare ai neofiti come nasce e in cosa consiste questo progetto?

Il progetto nasce oltre 5 anni fa, per iniziativa di Salvo Mizzi, con un duplice obiettivo:

da un lato sostenere i nostri talenti e supportare il grande potenziale d’innovazione del nostro Paese. Dall’altro diffondere la cultura dell’innovazione “dal basso” sia all’esterno che all’interno della nostra azienda. Lo sviluppo più interessante di questi ultimi anni è forse proprio l’aver compreso, come Telecom Italia, che dobbiamo cambiare il modo di pensare e concepire servizi innovativi all’interno dell’Azienda. Proprio dalle startup, proprio dai giovani imprenditori stiamo acquisendo un nuovo fattore di produzione. Alcuni degli ultimi servizi da noi lanciati, come wiMAN per il wifi free, hanno dimostrato che in molti casi è molto più veloce, efficiente ed efficace far crescere le idee in un terreno fertile come quello dei nostri ragazzi che concepire, progettare e poi realizzare un servizio completamente al nostro interno.

-Milano, Roma, Catania: quali le differenze in termini di approccio al territorio?

Dal vissuto dei primi tre acceleratori che abbiamo aperto nel 2012 abbiamo imparato molte cose sulle diversità dei territori, che ci ha richiesto approcci diversi.

Milano è forse la piazza più difficile, quella, dove sono già presenti importanti realtà di supporto ai giovani imprenditori digitali, con cui peraltro stiamo già collaborando con ottimi frutti.

Roma è lo snodo decisionale del Paese, ma anche uno straordinario collettore d’idee da ogni parte d’Italia, e forse quindi la città dove dobbiamo essere più  “laici” rispetto alle necessità peculiari della realtà locale.

Catania ci ha stupito in termini di inventiva ed entusiasmo: è una città che vive sempre fino alle tre di notte, nelle strade e negli uffici, dove si lavora in casa, in spiaggia, nei caffè. In pochi mesi l’acceleratore è diventato il centro di questo incredibile fermento, con eventi, seminari e workshop gratuiti ogni settimana.Vogliamo esportare questo modello negli altri acceleratori, compresa Bologna, per renderli luoghi dove accade ogni giorno qualcosa di interessante e fruibile al pubblico indipendentemente dai programmi di accelerazione.

Oggi  30 gennaio Working Capital approda a Bologna, quali sono le aspettative?

Bologna è il cuore di un distretto innovativo di straordinaria importanza per il Paese, ben integrato con una delle più importanti università del mondo e che riflette perfettamente lo spirito di iniziativa e le buone pratiche di una Regione tradizionalmente virtuosa per la nostra economia. Per questo, ci aspettiamo anzitutto noi di imparare molto dalle persone che lavoreranno in questo spazio, forse il più grande ed accogliente che siamo riusciti per ora a realizzare. Siamo in centro, a due passi dall’ateneo, con grandi spazi per il co-working che saranno presto frequentati dai più esperti mentor del nostro network. La logica sarà quindi quella dello scambio: asset e competenze da parte nostra, idee e buone pratiche da un territorio ricco e rigoroso.

Bologna è una città molto attenta all’innovazione tecnologica e spesso al centro del dibattito non solo nazionale ma anche europeo in tema di startup. L’apertura di Working Capital in Emilia Romagna può definirsi strategica?

Bologna è la città di Guglielmo Marconi, il padre di quasi tutte le tecnologie che usiamo tutti i giorni, e non solo nelle telecomunicazioni. E’ un punto di riferimento fondamentale anche per la grande industria italiana, che intendiamo coinvolgere a 360 gradi nelle nostre iniziative. Si colloca al centro della “metropolitana d’Italia”, la rete ad alta velocità che la colloca a mezz’ora da Milano e Firenze, e a due ore da Roma. Penso che ci siano tutti gli elementi per definirla una scelta strategica.

Sono molti i progetti di startup finanziati da Working Capital, qualcuno nato a Bologna che ricordi con piacere?
MR TYP– piattaforma web per gestire dati di geolocalizzazione – Reggio Emilia a cura di Laura Ferrari

Ci sono progetti presentati da team a maggioranza femminile?

Si qui alcuni esempi di una folta lista.

Flora Amato– progetto per un motore di ricerca semantico

Elisabetta Spano – ADDAPP: una piattaforma unica per dispositivi differenti

Roberta Presta B.A.C.O.N. piattaforma gestione contenuti su rete content-centric

Emanuela Zaccone -progetto di ricerca -sulla fruizione contenuti audiovisivi nei social networks

e tante altre.

Ovviamente noi di Girl Geek Dinners Bologna ci auguriamo che all’interno di WCAP di Bologna siano presenti tanti progetti innovati femminili.

Intanto vi diamo appuntamento in via Oberdan 22 dalle 16.30 in poi.

Con molto Orgoglio vi annunciamo che nel panel di stasera sarà presente anche la nostra Tonia Maffeo che parlerà di Spreaker una start-up eccellente made in Bo di cui abbiamo spesso parlato.

In bocca al lupo WCAP e in bocca  al lupo Tonia !

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Post Navigation