Elena Appiani DWSCome abbiamo anticipato nei giorni scorsi, siamo molto fiere di avere fra i nostri ospiti ben due donne che lavorano in DWS: una delle aziende più innovative d’Italia, inserita da Wired fra le start-up italiane più promettenti. DWS produce stampanti 3D altamente innovative che sono state apprezzate e hanno destato molto interesse al CES di Las Vegas lo scorso Gennaio.

Oggi incontriamo Elena Appiani che sarà nostra ospite della GGDBO14 il 1 Marzo e che in DWS riveste il ruolo di Communication Project Manager.

Ciao Elena, presentati!

Sono una mamma una moglie e una professionista, che si occupa di marketing e comunicazione per le aziende.

Ho la fortuna di fare un lavoro che mi piace moltissimo, grazie al quale posso venire in contatto con realtà molto diverse tra loro e spaziare tra i più vari argomenti.
Il mio percorso professionale parte dal mondo di Confindustria, ho fondato e gestito l’area marketing e sviluppo associativo di Confindustria Vicenza per poi trovarmi a sviluppare un progetto nazionale sul marketing dei servizi insieme ad altri colleghi di altre confindustrie nazionali.
Circa 10 anni fa ho deciso di dedicarmi alla libera professione e di gestire e coordinare i progetti di marketing e comunicazione delle aziende mettendo a loro disposizione le mie competenze, la mia esperienza e le numerose relazioni maturate negli anni.
E’ iniziata un’interessante avventura attraverso molti settori: dall’alimentare, al sanitario, dalla metalmeccanica, ai servizi fino ad approdare all’innovazione tecnologica legata al mondo del 3D printing.
Oltre alla professione dedico attenzione anche società in cui viviamo impegnandomi attivamente nei mondi associativi. In particolare nel Lions Club International, grazie al quale ho potuto affrontare interessanti progetti di service nazionali ed internazionali e alla Fondazione Marisa Bellisario attraverso la quale sostengo la promozione dello sviluppo femminile nelle professioni.

DWS è stata più volte segnalata da Wired come una delle start-up più promettenti del panorama Italiano. Cosa vuol dire per una donna lavorare in una start-up tecnologica?

Sicuramente è una sfida. E’ l’azienda più innovativa con la quale ho lavorato negli anni. E’ un’opportunità di crescita professionale e culturale enorme, ma è anche una grande responsabilità in quanto suggerisco le strategie di marketing e comunicazione alla direzione generale e di conseguenza faccio conoscere la parte dell’azienda che fino ad oggi è rimasta più nell’ombra. E’ un mondo estremamente dinamico e ho l’incarico di captare le esigenze del mercato e trasformarle in risposte concrete con grande rapidità e professionalità. E’ un’azienda che sta evolvendo con grande rapidità e si confronta con importanti gruppi internazionali in un settore in cui la flessibilità e l’innovazione continua fanno davvero la differenza. Come donna non faccio mai distinzioni di temi di cui mi occupo, piuttosto mi chiedo se sono preparata ad affrontare il tema e, se serve, accresco le competenze.

La Stampa 3D è ormai da tutti connotata come la 4a rivoluzione industriale, in che modo questa rivoluzione sta interessando il mercato del lavoro e l’offerta di nuove professionalità?

La Stampa 3D farà la differenza nei prossimi 5 anni di sviluppo.
Sicuramente avrà un impatto decisamente importante nel mercato del lavoro creando nuove figure professionali, generando nuova domanda di servizi, aumentando la richiesta di performance dei prodotti. Si creerà un indotto lavorativo inaspettato. Le barriere della delocalizzazione saranno abbattute perché un file potrà essere progettato a New York e stampato a Tokyo.
La stampa 3D non genera solo prototipi ma anche prodotti finiti.

Oggi il livello di qualità e alta definizione che possiamo raggiungere permette di stampare qualunque tipo di oggetto finito: dai più sofisticati gioielli, ai componenti biomedicali, alle protesi dentali, ai componenti più precisi del mondo industriale, ai cinturini d’orologio con performance elevatissime, a parti delle nostre stesse stampanti (si producono da sole!) a modelli in alta definizione per gli architetti ed i designer.
DWS presta molta attenzione all’eccellenza italiana e internazionale: un’azienda è parte integrante del territorio sociale, culturale, economico che la ospita e può decidere se sottovalutarlo o valorizzarlo.
Le sinergie tra pubblico e privato, tra l’Università e l’azienda, tra l’azienda e il territorio, giocano un ruolo fondamentale nell’innalzamento del tasso di crescita culturale dell’intero Paese: azienda non vuol dire solo lavoro e profitto, ma anche crescita e sviluppo culturale e sociale. E oggi il 3D printing rappresenta una nuova realtà per l’economia internazionale. DWS ha attivato collaborazioni con il  Politecnico di Torino e di Milano, e con altre realtà di formazione specializzata.
Uno dei progetti di sviluppo per il 2014  è proprio rafforzare le sinergie con le Università e i Centri di Ricerca – attraverso un piano “educational” di ampio respiro, sviluppando prodotti, soluzioni, eventi e collaborazioni mirate alla divulgazione tecnologica e alla formazione professionale nel 3D printing.

Per la tua esperienza il settore dei nuovi makers è popolato da donne o è un settore maschile?

Per quello che ho potuto constatare le barriere di genere vengono abbattute. I nuovi makers sono mossi dalla passione di essere protagonisti del proprio mondo che è fatto di creatività, arte, design, tecnologia e tutto questo non ha genere maschile o femminile. Tendenzialmente riguarda un pubblico mediamente giovane e anche questo influisce ad abbattere le differenze di genere. Sono convinta che in un prossimo futuro si potrà evitare di dipingere il mondo in rosa o in azzurro ma le competenze faranno la differenza, le idee, la professionalità. Sono un’idealista.

logo_DWSNuove frontiere tecnologiche e made in Italy, DWS coniuga questa insolita alchimia su quali equilibri si basa la vostra filosofia?

Abbiamo iniziato ad operare nel settore della stampa 3D già dagli inizi degli anni 90 in mercati europei e medio orientali.
Parallelamente è maturata la volontà di impostare un progetto completamente Made in Italy che ha portato alla realizzazione della prima macchina Digital Wax da cui deriva il nome dell’azienda: DWS – Digital Wax Systems.
Per scelta e, soprattutto per mantenere la focalizzazione, abbiamo deciso di affrontare per primo il settore della gioielleria e oreficeria,questo ci ha permesso di confrontarci con aziende di ampio calibro stimolandoci a competere e ad eccellere sulla tecnologia, fino a che, raggiunta una determinata dimensione aziendale, sono stati abbracciati altri settori tipo medicale e industrial design.
Le stampanti 3D DWS hanno un’altissima definizione di stampa e quindi si adattano perfettamente ad un settore come quello orafo che necessità di massima precisione, alta definizione e spessori a volte anche veramente minimi.
Lo sviluppo di nuove competenze e l’utilizzo di nuove tecnologie in un settore che, mai come prima d’ora ha subito fortissimi cambiamenti, sono in grado di generare professionalità innovative e all’avanguardia.
La nuovissima e versatile figura “dell’artigiano orafo digitale” ne è un esempio.
Nasce dalla commistione dell’antica arte orafa italiana, le cui tecniche sono conosciute e apprezzate da millenni, con la conoscenza delle nuove tecnologie di additive manufacturing, di cui oggi DWS è l’esempio più rilevante a livello internazionale.
DWS è un’azienda integrata verticalmente contiene competenze che vanno dalla fisica, alla chimica, all’elettronica alla meccatronica che consentono lo sviluppo di prodotti di altissima qualità in grado di competere a livello globale.
Qualità e innovazione continua sono le parole chiave. I prodotti DWS stanno riscontrando un grande successo laddove siano necessari risultati eccellenti in termini di qualità del prodotto finito e di affidabilità dei macchinari. Un alto tasso d’innovazione richiede grande attenzione e protezione della proprietà intellettuale.

Di cosa ci parlerai alla GGD14?

Vorrei raccontarvi l’avventura di Maurizio Costabeber, general manager di DWS e ideatore del sistema DWS.

DWS applica la stereolitografia che è una delle tecniche di stampa 3D oggi disponibili sul mercato.

La più sofisticata.Vorrei raccontarvi, attraverso le immagini, come si crea un oggetto con l’additive manufacturing.
Vorrei illustrarvi il sogno di DWS di avviare un grande progetto educational a livello nazionale per avvicinare i giovani a queste nuove tecnologie e creare nuove professionalità.
Vorrei appassionare il pubblico su questo tema perché rappresenta un’opportunità che non possiamo perdere

Vorrei lanciare un messaggio a chi sta cercando nuove opportunità per il mondo del lavoro di non guardare troppo distante ma di cavalcare quest’onda che sta salendo prima che arrivi su lidi più lontani.

Noi non vediamo l’ora di ascoltarti Elena, il tuo entusiasmo è contagioso e come te siamo convinte che l’innovazione sia una risorsa inestimabile per il futuro di questo paese.

Per ascoltare Elena del vivo e conoscerla, iscrivetevi alla GGDBO14 cliccando questo link

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