ImmagineLinkedinIn attesa della #GGDBO14 che, vi ricordiamo si terrà il 1 Marzo presso Working Capital Bologna, conosciamo meglio le speaker che si susseguiranno durante la serata.

Oggi vi presentiamo Alessia Edifizi che lavora i DWS Systems e si occupa di proprietà industriale e brevetti.

Ciao Alessia, chi sei e cosa fai in DWS?

 

 

Sono Alessia Edifizi, fisica, e in DWS mi occupo di Proprietà IndustrialePI (brevetti, marchi, design, copyright…) e innovazione.

Me ne sono occupata per molti anni dando informazioni alle aziende e formando numerose persone sui vari temi della PI e dei metodi per l’innovazione aziendale. Sono approdata in DWS, dove sto dando concretezza alla mia esperienza e al mio know-how.

PI e Innovazione sono temi di cui spesso si parla in modo approssimato e per questo molto temuti: e a chi è convinto che non siano adatti al tessuto industriale italiano perché basato sulle micro e PMI, chiedo di lanciare uno sguardo curioso nei piccoli Paesi dell’est asiatico, dove la proprietà industriale dà forza a piccolissime aziende che si sono lasciate affascinare dall’innovazione sistematica.

La diffusione della stampa 3D deve la sua fortuna e la sua esplosione grazie ad un brevetto scaduto nel 2009 e a febbraio 2014 con lo scadere dei diritti su laser sintering”ci sarà una ulteriore innovazione tecnologica nel settore, come il tuo lavoro convive con questi presupposti?

Il termine “stampa 3D” coinvolge una tale quantità di tecnologie da far perdere un po’ il senso dell’orientamento.

Possiamo chiamare 3D printing sia la sinterizzazione, che la tecnica “jet” oppure la stereolitografia, e molto altro.

Tutte queste tecnologie hanno un comune denominatore: il desiderio di trovare tecniche nuove e sempre più efficaci per la realizzazione di oggetti.

Questa tensione verso il nuovo è propriola filosofia che sta alla base del brevetto.

Il brevetto nasce per essere superato, dunque è uno strumento che tutela gli investimenti in innovazione, e deve essere sentito come una leva che sollevi nuovi quesiti, nuove soluzioni.

I brevetti scaduti, qualsiasi sia il motivo, possono lasciare aperte le porte a chi ha forza commerciale e non può investire in innovazione: a volte la giusta idea in mani giuste può creare opportunità commerciali notevoli.

Possono dare anche fiato all’innovazione incrementale, cioè un’innovazione che “migliora” processi e prodotti già brevettati o comunque già in uso. Il concetto di ruota, nel trasporto su terra, sopravvive dopo millenni. Ma ci sono multinazionali che depositano numerosi brevetti su pneumatici per automobili.

Le aziende più innovation-addicted hanno però la tendenza addirittura a superare i propri brevetti, innovando continuamente e lasciando le vecchie idee velocemente alla storia …

L’azienda innovativa non teme lo scadere dei diritti di un proprio brevetto, e non teme che lo scadere di monopoli altrui faccia esplodere il mercato per altre vie sottraendolo alle proprie.

Spesso nel corso dell’ultimo secolo la tecnologia si trovò di fronte a bivi importanti: il VHS, il DOS e molti altri sistemi dilagarono nel mercato a scapito di altri, magari altrettanto validi, ma che furono introdotti in tempi o modi diversi. Fa parte del gioco, ed è compito della Competitive Intelligence tentare di fiutare la strada giusta. E’ importante saper prendere le decisioni giuste sulla base di analisi e dati.

Le  varie tecnologie 3D hanno intrinsecamente mercati di riferimento diversi, dunque c’è spazio per il nuovo. Sempre e comunque!

Come è cambiato l’approccio ai brevetti industriali da quando Internet ha velocizzato la produzione/circolazione di idee?

Con Internet l’approccio ai brevetti si è avvicinato al loro significato intrinseco. Il brevetto nasce come un patto tra le aziende e la società civile: io azienda investo molto in ricerca e sviluppo e pretendo per questo un monopolio (limitato nel tempo e nel territorio). In cambio, dopo un breve periodo pensato per difendere le piccolissime aziende, divulgo tutto ciò che so in un testo su cui tutti al mondo possono studiare per capire le mie soluzioni e… superarle!

Prima dell’avvento di Internet i documenti brevettuali erano però di difficile reperimento, e solo poche persone specializzate ne sapevano trarre informazioni tecniche.

La rete ha reso davvero pubbliche le banche dati, e gli Enti più lungimiranti hanno fatto molto di più creando banche dati online ad accesso gratuito, che raccolgono non solo i dati già posseduti, ma provenienti anche da altre banche dati di altri Enti. In questo modo l’azienda accorta ha la possibilità di capire per ogni settore tecnologico a che punto si è nel mondo.

E’ possibile addirittura creare dei trend per capire le evoluzioni della tecnica nel tempo. Basta essere sufficientemente curiosi per ottenere da un set di dati accurate analisi su cui costruire le proprie decisioni.

L’informazione tecnica di altissimo livello diventa disponibile a chiunque abbia una connessione internet, non serve nemmeno registrarsi. E su di essa, sulla conoscenza, si può costruire innovazione.

E’ importante proteggere i prototipi?

E’ importante non lasciare nulla al caso: sia l’aspetto esteriore, qualora sia nuovo, che le novità tecniche introdotte con la propria macchina sono la concrezione del sapere e degli investimenti aziendali (anche del singolo inventore), per cui una sana difesa della propria storia è un fatto positivo. L’entusiasmo di mostrare al mondo il proprio ritrovato deve essere sostenuto in modo appropriato, per consentire all’innovazione di trovare sempre terreno fertile.

Come rispondi a chi dice che i brevetti sono “innovation-killer”?

Rispondo che solo la pigrizia è il vero temibile “innovation-killer“. L’entusiasmo per il futuro e la fiducia nelle proprie capacità e competenze è la chiave di volta su cui costruire il nuovo. Molto è stato detto e scritto al riguardo, dunque lancio solo qualche provocazione che possa far riflettere, e sperare. Intanto consideriamo una definizioni di innovazione: pragmaticamente è quell’invenzione che produce ricavi, che entra nel mercato e lo trasforma. I superconduttori sono stati una grande scoperta, ma non hanno portato nel mercato il medesimo terremoto dell’avvento dei microchip.

Come si innova? Studiando tanto, approfondendo e allargando le proprie competenze, non tralasciando nulla al caso e accettando la sfida delle trasversalità (quanti sorrisi quando si diffuse il termine meccatronica!) con curiosità e passione per il  nuovo mai sminuita.

E facendo tanti test: persino Galileo fece prove su prove per trovare la legge matematica che stava sotto ai risultati. E dunque investendo tanto tempo e denaro. Non possiamo nascondere che un qualsiasi esperimento che coinvolga tecnologie avanzate costa davvero molto. In certi settori l’impegno economico di un anno di lavoro è impressionante, pensiamo alla sola strumentazione di misura.

Tutto questo è un impegno che una piccola azienda ha bisogno di proteggere: è un investimento intangibile, non ha né ruote né mattoni né circuiti. E’ know-how. E così nasce il concetto di brevetto, che ha radici antiche, nella Repubblica della Serenissima: è un patto con la società e come ogni patto ha molti aspetti. E’ un terreno a volte duro ma che può dare molta energia all’azienda innovatrice. Teniamo presente che i brevetti diventano pubblici dopo 18 mesi, e da essi possiamo imparare moltissimo. I brevettisono testi che descrivono le soluzioni adottate per superare un ostacolo tecnico. Sono libri di testo che raccontano tutte le tecnologie che si diffondono nel mercato e anche quelle rimaste nel cassetto. Idee che possono essere valorizzate e –si spera- superate!

Di cosa parlerai alla GGDBO14?

Mi piacerebbe essere sommersa di domande: per chi si occupa di innovazione è la più entusiasmante delle melodie.

Partirò parlando di cosa sia la PI  in generale e la PI nel 3D printing, ma spero di non poter seguire le slide e di perdere presto il filo del discorso.

Se come noi non vedete l’ora di ascoltare dal vivo Alessia Edifizi correte ad iscrivervi alla GGDBO14 a questo link sono rimasti pochi posti!

 

 

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