La #GGDBO14 è ormai alle porte: ancora un solo giorno e poi ci vedremo tutti da Working Capital per dare vita a questo evento che speriamo vi appassioni, come succede a noi. Abbiamo il piacere oggi di presentarvi 3 Speaker che ci raggiungeranno da Bari e di questo siamo grate e fiere. Abbiamo letto di loro tempo fa su We 4 Italy, le abbiamo cercate, rintracciate e saranno con noi sabato per condividere con noi il loro grande sogno: digitalizzare l’artigianato Pugliese. A voi ADDLab

Foto 11-01-14 21 13 42Ci raccontate in breve chi siete?

Anna Lisa, Graziana e Nicoletta. Tre architetti impegnati “tra città e cucchiaio” che pongono al centro della propria ricerca l’uomo, lo spazio in cui si muove, gli oggetti con cui dialoga e si relaziona. Ci siamo conosciute alla Facoltà di Architettura di Bari e da allora le nostre strade si sono incrociate svariate volte, causa interessi e ricerche comuni nel campo della architettura, del design, della sostenibilità sociale ed ambientale, della fotografia, fino alla realizzazione insieme del nostro progetto più ambizioso, ADDLab.

Cos’è e come nasce ADDLab?

Per deformazione professionale siamo appassionate di design e di comunicazione, da sempre interessate alle nuove tecnologie e all’innovazione. Per questo motivo abbiamo deciso di investire le nostre risorse ed energie in un’idea di impresa innovativa legata ad un nuovo modo di concepire e fare design. È l’idea di rigenerare il modo di produrre oggetti di design, massima espressione della manualità dell’uomo e la necessità di andare incontro alle esigenze di creare forme complesse ma con processi di progettazione e produzione più snelli che ha portato alla nascita di ADDLab. Si tratta di una startup innovativa che avvalendosi dell’uso di nuove tecnologie digitali, in particolare il 3D printing, vuole riportare il design italiano alla ribalta nel panorama nazionale, in primo luogo, e poi anche europeo ed internazionale, riducendo il gap tecnologico e culturale tra chi progetta e chi produce.
La nostra startup nasce sull’onda favorevole che l’artigianato digitale sta attraversando: c’è sempre più fermento e nuove iniziative nascono intorno a questo tema conquistando l’interesse di creativi, addetti al settore o semplici appassionati. Questo clima di cambiamento e innovazione ha rappresentato un’opportunità per la nascita del nostro progetto che punta alla diffusione dell’uso di tecnologie ad un numero sempre più alto di persone coinvolgendo anche chi fino a questo momento ha guardato questo fenomeno definito ‘Terza Rivoluzione Industriale’ come semplice spettatore perché in zone più periferiche e lontane dai tradizionali centri di sviluppo della filosofia maker (Torino, Milano, Roma).

Perché tre donne pugliesi intraprendono la strada dell’e-making?

Perché in questo periodo di crisi economica, di cui si parla tanto, siamo consapevoli che i settori tradizionali di nostra competenza sono ormai saturi e in stallo. Allora ci siamo chieste come poter superare questa situazione pur rimanendo radicate a quelle che sono le nostre capacità e le nostre passioni. La risposta l’abbiamo trovata dando uno sguardo a quello che avveniva a livello europeo e che si stava pian piano diffondendo anche da noi in Italia coinvolgendo dapprima i grandi centri culturali: la diffusione del fenomeno dei makers!
Il nostro contributo sarà quello di dimostrare come tradizione e innovazione sono due facce della stessa medaglia e come l’una non implica l’esclusione dell’altra. Veniamo dalla Puglia, dove siamo abituati a ‘mettere le mani in pasta’, dove il valore aggiunto del prodotto è la centralità dell’uomo, del suo saper fare che viene tramandato da una generazione all’altra, una terra che però non si chiude a guscio nel suo passato ma spalanca le porte all’innovazione rappresentata dalla forza e spirito di iniziativa dei più giovani.
Perché 3 donne intraprendono la strada dell’e-making? Perché prima della nostra appartenenza al genere femminile viene il fatto chesiamo 3 amiche, con interessi comuni e con la voglia di cambiare il modo di concepire il progetto e la produzione di un oggetto. È stato solo in seguito, dopo l’uscita di alcuni articoli in cui si parlava della nostra storia, che ci siamo rese conto di come il focus era rivolto non tanto sulla nostra idea di business ma sul fatto che veniva realizzata una startup sul tema del 3D printing da un gruppo di sole donne. In effetti, se ci riflettiamo un po’ su, notiamo come questo settore è di prerogativa maschile, dove le donne occupano una porzione ridotta. Ma questo non ci spaventa: è una delle tante sfide che siamo disposte a intraprendere perché siamo certe che il successo non dipende dal fatto che sei uomo o sei donna ma dalle proprie capacità!

Nuove tecnologie, artigianato e made in italy, come questi tre elementi si coniugano in un progetto vincente per il sud e per il futuro del paese?

Durante gli anni sessanta, gli anni d’oro dell’economia italiana, all’interno di ogni azienda vi era sempre il settore sviluppo nel quale le idee, prima solamente immaginate, prendevano forma attraverso le mani sapienti e creative dei produttori di prototipi. In questi ambiti è nato il grande design che tutto il mondo ha imparato ad amare e che oggi riconosciamo come prodotto del ‘Made in Italy’.
Quando ci sediamo a tavola, spesso lo facciamo per assaporare pure creazioni di sapere artigianale che si lascia consumare senza alcun rumore. E anche quello è un prodotto del ‘Made in Italy’.
Nell’ammirare una piazza, siamo rapiti dalla giustezza delle sue proporzioni, dall’esattezza della luce, dall’atmosfera piacevole e rassicurante paragonabile ad un rifugio domestico. Un altro prodotto del ’Made in Italy’.
Quello che accomuna tutti questi esempi di grande fascino italiano, dalle orecchiette alla Ferrari è questa capacità nel saper comporre le cose, nell’usare la tecnologia e l’arte e la storia in una fusione sempre nuova ed incredibile: si pensi alle opere di Mendini o di Sottssas.
Il nostro è un saper fare silenzioso, a volte dolce, a volte ruvido.
Che ti sa conquistare con la sua innata verità. È un vanto, un orgoglio sopito, che emerge solo quando ti manca o solo quando viene sminuito. Vogliamo difenderlo, vogliamo proteggerlo, perché abbiamo paura che la sua fine sia anche la nostra fine. È un’attitudine trasversale, con diversificazioni regionali (addirittura cittadine), ma che ci collega in ogni parte d’Italia. La questione non è il sud.
Non ci siamo non perché vorremmo esserci, ma perché ci siamo già dentro, da sempre.
Stiamo solo provando ad interpretare lo spirito nuovo della gente che fa, con sapienza.

Cosa vi distingue da altre realtà simili che stanno nascendo?

L’offerta di servizi propria di una start-up impiegata nell’ambito della prototipazione sarà completata e potenziata con la ricerca inerente i temi del design e della forma. Vogliamo studiare in maniera approfondita le possibilità scaturite dal potenziamento di un modo di fare tradizionale con tecniche digitali.
Vorremmo diventare un punto di riferimento per i giovani makers della terra di Bari per riuscire a diventare una fabbrica di creatività che speriamo possa scaturire in un futuro prossimo in un vero e proprio Fablab grazie alla voglia di fare rete e di condividere le proprie esperienze e saper fare.

Di cosa parlerete a GGDB014?

Parleremo della nostra storia giovane, dei nostri progetti, delle opportunità che vogliamo cogliere, delle sfide che si presentano ogni volta che si intraprende una nuova idea e di come intendiamo affrontarle. Proveremo a raccontarvi la nostra voglia di imparare da chi, come voi, si sta impegnando per raggiungere un obiettivo ambizioso.

Ragazze grazie per la grinta e l’energia che ci avete trasmesso con questa intervista. Siamo sicure che conoscervi e ascoltarvi dal vivo sarà ancora più travolgente. Se volete sapere di più su ADDLab venite alla GGDBO14 sabato 1 Marzo, l’appuntamento è per le 19.30 in via Oberdan 22 presso Working Capital.

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