chiarap-netthecity2Negli ultimi anni sempre più spesso si parla di tipografia, tutti, anche i non addetti ai lavori, sono più sensibili alla forma dei caratteri che vedono o scelgono per un progetto.
Perché se ne parla così tanto? Non perché è uno dei tanti argomenti di moda, ma perché i caratteri tipografici sono ovunque. La comunicazione passa attraverso di loro, sono la chiave per una buona leggibilità, fluidità e armonia del prodotto finito, quindi, a tutti gli effetti, la tipografia è uno dei più importanti aspetti del design per ogni progetto web e offline. Ovviamente quando tra i nostri occhi e il carattere c’è anche un supporto multimediale che lo interpreta, diventa quanto più importante sceglierlo con cura, sopratutto ora in cui i contenuti web vengono fruiti su display più piccoli e in mobilità.

È scientificamente testato infatti che quando si legge in un monitor l’occhio ha bisogno di ancore visive per non affaticarsi e, che l’equilibrio tra spazi vuoti e pieni, grandezza del carattere e scelta dell’interlinea, sono caratteristiche fondamentali per far si che il nostro utente legga il contenuto con piacere.

Attraverso la scelta di una font ( ebbene si la font è femmina!) si può scegliere il tono della conversazione, per esempio, se sto realizzando un sito che parla di tecnologia difficilmente utilizzerò una tipografia graziata che solitamente è più adatta a contenuti letterari.

Quindi prima di scegliere una font perché “ci piace” chiediamoci sempre se rispetta il mood del nostro progetto e della nostra comunicazione.

Tornando solo a parlare del web, nel 2010 è stata introdotta la proprietà @font-face, per la quale è possibile caricare all’interno di un sito font non standard, salvati all’interno della directory specifica.
Senza dilungarmi in aspetti tecnici, aggiungo che questa novità ha ampliato di molto la scelta delle possibili font, inoltre la sensibilizzazione al tema ha fatto sì che aumentasse a dismisura anche il numero di font web safe, cioè studiati appositamente per il web. Questa tipologia di font garantisce una renderizzazione omogenea, su tutti i browser aaaa( vi sembrerà banale, ma non è così infatti ogni browser interpreta una forma in modo differente sia essa immagine o testo, quindi niente è scontato e tutto va testato, al lato un esempio di Proxima nova “a” renderizzato da tre browser differenti. Fonte blog.typekit.com/2010/10/05/type-rendering-on-the-web ).

behancevollnwdnet_profiles_53318_projects_92669_533181210951137Per approfondire il tema a Faenza per il secondo anno ci sarà la Kerning conference il 5 e il 6 giugno prossimo. Per chi non lo sapesse il Kerning è la riduzione o l’aumento dello spazio fra coppie di caratteri, al fine di dare un aspetto più omogeneo e armonico al testo. L’hashtag ufficiale della scorsa edizione che ironizzava sul tema era #keming anziché #kerning proprio perchè a volte una font disegnata, o utilizzata male crea problemi di lettura simili a questo.
Il resoconto dettagliato dell’anno scorso potete trovarlo qui.
Anche quest’anno gli ospiti saranno nomi noti in tutto il mondo della tipografia. Si passa da Vincent Connare papà del Comic Sans carattere tanto odiato negli ultimi anni, a Elliot Jay Stocks il direttore creativo di Adobe Typekit, Frank Chimero autore di The Shape of Design, Erik van Blokland un type designer che nel 1990 ha creato Beowolf il primo carattere random, l’italianissimo Francesco Franchi art director di IL, the monthly magazine of Il Sole 24 ORE e autore di Designing News: Changing the World of Editorial Design and Information Graphics, Jan Middendorp insegnante al Weißensee Art College di Berlino e al Plantin Institute of Typography di Antwerp.
Last but not least tre signore della tipografia mondiale: Ellen Lupton la scrittrice del famosissimo Thinking with type, Jessica Hische illustratrice e type designer famosa per il suo progetto Daily Drop Cap e Simone Angelica Wolf che dopo anni di lavoro a Linotype fonderia di caratteri digitali, oggi gestisce Type*s a Reggio Emilia.

La cattiva tipografia è ovunque (la buona tipografia è invisibile) come dice Craig Ward, un graphic designer londinese nonchè autore del poster in alto, il Kerning è la conferenza che fa al caso nostro.

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