francesca-net&thecitySi chiama IctLadies ed è la nuova campagna europea per incoraggiare le donne a intraprendere studi e carriera nel settore tecnologico e digitale.

La campagna, sostenuta dalla VicePresidente alla Commissione europea Neelie Kroes, è stata lanciata da Monique Morrow, Lindsey Nefesh-Clarke e Sofia Svanteson che provengono da diversi Paesi europei e si occupano professionalmente di ICT.

L’idea è quella di raccontare le storie di tutte le donne che hanno colto le opportunità offerte da questo settore per realizzare progetti professionali o intraprendere carriere soddisfacenti, attraverso dei video.

Tutte noi possiamo partecipare al progetto realizzando un video che presenti la propria storia di successo, da condividere sulla pagina facebook Every Girl Digital. Tutte le storie sono raccontate sul canale youtube dell’iniziativa e balza subito all’occhio come – al momento – siano assenti storie italiane.

La campagna prende spunto da un recente studio della Commissione Europea “Women active in the ICT sector”. I dati della ricerca sono significativi, così come racconta anche il comunicato stampa di lancio:

appena 29 laureate su 1 000 conseguono un diploma universitario di primo livello nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (contro 95 uomini su 1 000) e solo 4 su 1 000 lavorano effettivamente nel comparto;

rispetto agli uomini, le donne tendono a abbandonare il settore a metà carriera e sono sottorappresentate nelle posizioni manageriali e di responsabilità (anche più che in altri settori); solo il 19,2% degli addetti del settore delle TIC ha un capo donna, contro il 45,2% in altri settori.

Nello studio viene suggerito che “con un’inversione di tendenza e una percentuale femminile nel comparto digitale pari a quella maschile, il PIL europeo registrerebbe un incremento di circa 9 miliardi di euro l’anno” e si sottolinea la percentuale maggiore di guadagno rispetto ad altre professioni, delle donne che lavorano nell’ICT.

In Europa sono poche anche le imprenditrici del digitale, coloro che decidono di investire in un progetto personale a livello professionale: rispetto ad altri settori, dove le imprenditrici si attestano al 31,3%, nel digitale siamo arrivati a un 19,2%.

Sono questi alcuni dei motivi che hanno spinto Neelie Kroes a intraprendere questa campagna e a valorizzarla al massimo in sede istituzionale: bisogna raccontare le storie di successo per invogliare chi ha voglia di mettersi in gioco a intraprendere una carriera digitale ed è necessario coinvolgere le persone più giovani perché scelgano relativi percorsi di studio.

In Italia, circa un anno fa Microsoft, insieme ad alcuni partner istituzionali, ha lanciato il progetto La Nuvola Rosa, una serie di eventi e convegni destinati sia a professioniste che a ragazze dell’ultimo anno delle superiori, e che si è tenuto a Firenze a maggio 2013.

Le iniziative stanno cominciando a moltiplicarsi e l’obiettivo sembra proprio quello di coinvolgere le giovani ragazze, per sensibilizzarle su una scelta tanto importante come quella della Facoltà universitaria.

A Napoli l’Università delle donne ha proposto un’indagine sull’iscrizione femminile a materie scientifiche che evidenzia un dato un po’ “strabiliante”:

In particolare nel dottorato di ricerca si registra una percentuale di donne significativamente più elevata in Italia che in Europa (+ 13 punti percentuali). Questa caratteristica accomuna il nostro paese ad altri quali Cipro, Portogallo, Latvia, Lituania, Estonia e Bulgaria.

Eppure “le donne laureate nelle facoltà scientifiche sono ancora meno numerose dei colleghi maschi” e il numero delle imprenditrici digitali è di gran lunga inferiore a quello dei colleghi maschi. Noi GGD crediamo molto nelle opportunità offerte dalle tecnologie alle donne e speriamo davvero che tante donne e soprattutto giovani ragazze se ne accorgano e ci auguriamo che si moltiplichino anche i casi di successo italiani, da raccontare non solo in video, ma anche attraverso la ripresa economica, favorita dall’accesso femminile all’ICT.

 

 

 

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