francesca-net&thecityForse se uno strumento come Redooc fosse esistito quando a scuola ci andavo anche io, ora non avrei per i numeri un timore reverenziale che si trasforma in terrore panico ogni volta che devo fare un calcolo.

Ci hanno insegnato che per la matematica bisogna avere la vocazione, che spesso ce l’hanno di più i maschi e che è meglio lasciare perdere se i numeri non “chiamano”.

Ma siamo proprio sicuri che sia così?

Redooc è un progetto di education, come ci tengono a dire i due fondatori Chiara e Nicolò, nato per approfondire le materie (in particolare la matematica) con arte.

Secondo loro (e io ci credo!) la matematica è una grandissima opportunità per i ragazzi delle superiori, per crearsi quelle competenze necessarie per un futuro che potrebbe anche non essere in Italia.

Attraverso le proposte video, i giovani possono ripassare argomenti legati a questa materia. Si può per esempio imparare come funziona la scomposizione in polinomi o l’elevamento in potenza a N. Alcune lezioni sono disponibili free, per altre occorre iscriversi alla community .

Oltre alle lezioni, grazie alla registrazione, si può accedere anche agli esercizi, presentati con logiche di gioco. L’approccio didattico di Redooc viene chiarito sul blog del progetto dove si riflette anche sull’importanza di un cambio di ruolo da parte dei professori:

Cosa significa portare in classe una piattaforma interattiva che fa le domande, ti mette a disposizione un numero di tentativi per rispondere e valuta immediatamente le tue risposte? Come cambia il ruolo del prof?

In matematica, come nelle altre materie, questo cambiamento significa che il professore smette di insegnare e si concentra ad aiutare nella scoperta; agli occhi degli studenti si trasforma da sorgente di sapere a guida, che li porta al confronto, alla scoperta, al tentativo. È la macchina che “valuta” e il prof che commenta.

Queste nuove interazioni trasformano il ruolo del professore che cessa di caratterizzare il confronto in classe con un “uno-a-molti” e comincia ad assistere, stimolare e disciplinare il confronto tra ragazzi “molti-a-molti”.

I professori, smettendo di dare le risposte, di erogare sapere e trasformandosi in guida, devono conoscere molto bene la mappa del territorio e sapere come muoversi. Noi crediamo che sia meglio guidare con le domande che con le risposte, anche se molto più difficile.

Occupandomi di formazione e di come le tecnologie modificano i processi di apprendimento, sono ovviamente entusiasta di esperimenti come questo. Ancora di più mi fa piacere sapere che la co-founder è una donna. Si chiama Chiara Burberi e dalle interviste che ha rilasciato online e dal suo profilo sembra davvero “chiara” una cosa: è una persona che coltiva la curiosità e crede nel potere creativo delle persone per acquisire competenze.

Un progetto che terremo senz’altro d’occhio e che vi invitiamo (anche se la matematica sembra non fare per voi) a conoscere.

2 Thoughts on “La matematica con arte: Redooc e la sua cofounder Chiara.

  1. Francesca
    un vero onore per noi il tuo articolo… proprio oggi!!!
    Chiara

  2. Grazie Chiara: ci piace molto valorizzare i contenuti che fanno bello il web e ne sottolineano le opportunità in termini di crescita personale. Poi quando sono donne in gamba che contribuiscono a rendere belli i progetti, ne siamo ancora più contente 😉 buon lavoro e speriamo di poterti incontrare di persona. Francesca – Team GGD Bologna

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