chiarap-netthecity2-300x173Un progetto che collega i giorni nostri al 1984, una piattaforma aperta e in evoluzione, opere murali di dimensioni monumentali, l’avvicinamento della periferia al centro, azioni performative in uno spazio pubblico in cui il gli abitanti della città sono spettatori e testimoni.
Questo e molto altro ancora è Frontier la linea dello stile progetto del Comune di Bologna curato da Fabiola Naldi e Claudio Musso che con la collaborazione della Regione Emilia Romagna intende valorizzare il Writing e la Street art.
Frontier è nato nel 2012 è responsabile di aver reso unici edifici che sarebbero passati alla storia come anonimi cubi di cemento e di aver creato un continuum storico con la mostra “Arte di Frontiera. New York Graffiti”, organizzata nel 1984 alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna e tra le prime in Europa ad analizzare il fenomeno nato negli Stati Uniti.

Quest’anno ci sono delle novità sia sul piano stilistico che su quello del coinvolgimento dell’utente. La prima è un approccio ancora più social di quello di due anni fa.
Lo scorso anno le visite guidate con uno dei curatori, organizzate dalla provincia di Bologna raccoglievano folti gruppi eterogenei: dagli universitari appassionati d’arte, ai fotografi fino agli abitanti del quartiere che hanno condiviso i loro scatti su Instagram. Quest’anno Frontier proporrà un photo-blog partecipato.

Tutti i cittadini bolognesi, i visitatori e gli appassionati potranno essere testimoni raccontando Frontier dal loro punto di vista. Saranno così documentate tutte le fasi dell’operazione anche il work in progress.

Tutte le foto e i video condivisi su Instagram con l’hashtag ufficiale #frontierbo, saranno infatti raccolti automaticamente all’interno di frontierbo.tumblr.com.

La seconda novità è la partecipazione femminile al progetto. Infatti Nuria Mora dipingerà in via Gianni Palmieri dal 1 al 7 agosto.

Abbiamo intervistato Fabiola Naldi la curatrice.
Quest’anno per la prima volta una donna in un mondo in cui gli uomini la fanno da padroni. Parlaci un po’ della figura della donna in questo ambiente

Per quanto riguarda le donne il motivo per cui non si sono affermate a partire dall’inizio, cioè dagli anni ’70 è semplicemente la sicurezza.
Infatti sia il Writing che la Street art ai primordi operavano di notte, nell’illegalità, in zone periferiche, spesso malfamate. Gli artisti si muovevano in gruppo con un ‘palo’ che faceva la guardia, ma resta il fatto che le donne, in una situazione simile in cui gli scontri erano probabili sarebbero sicuramente state vittime.
Lady Pink, l’unica della prima generazione che si è affermata diventando successivamente un’icona, era la fidanzata di uno dei writer quindi godeva di una protezione maggiore.
In ogni caso di esponenti femminili ce ne sono sopratutto nelle generazioni più vicine a noi. Dafne per esempio al secolo Dafne Boggeri che dopo un inizio come writer è diventata un artista.
Tornando a Nuria Mora inizia a lavorare verso la fine degli anni ’90 e si distingue dagli altri a livello stilistico per un fitomorfismo spiccato, caratterizzato da stilemi astratti che richiamano quasi l’Art nouveau e i colori pastello che non sono comuni da vedere in questa forma d’arte. Di solito lei realizza interventi di piccole-medie dimensioni e orizzontali a contorno dei muri, quest’anno gli abbiamo dedicato una parete di 25 metri in verticale quindi sarà anche bello vedere come si confronterà con quella che per lei è una sfida.

Promuovete anche un racconto collettivo attraverso i social con un hasthtag #frontierbo

Si vogliamo che il pubblico sia testimone attivo degli interventi. Ci piace che il racconto del cantiere, che è la parte più bella ed emozionante del progetto, venisse raccontata dagli occhi dei passanti, di chi la città la vive. Siamo convinti di poter creare viralità aiutando la diffusione dell’azione che è un vero e proprio marchio sul territorio.

Ci piace anche l’idea che il social sia di veloce comprensione e utilizzo tanto come il graffitismo è di veloce fruizione.
Organizzeremo con la partecipazione delle Igers anche un challenge che premierà lo scatto più bello con una copia del libro scritto in occasione della scorsa edizione.

Le azioni prenderanno vita dal 30 giugno fino al 7 agosto e coinvolgeranno i quartieri Saragozza, San Donato e San Vitale quindi l’immediata periferia perché quello è il luogo d’azione privilegiato da molti degli artisti, là infatti si trovano i supporti di grandi dimensioni e di forte visibilità.
Ci saranno delle sorprese a settembre ma non vi anticipo nulla…

Smartphone in mano quindi siamo pronti a documentare insieme al lavoro di Nuria anche quello di Lokiss, Poesia, RAE Martini, Peeta, Seikon.

Potete seguire Frontier su Facebook, Twitter, Tumblr e utilizzando #frontierbo.

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