Schermata 2014-09-17 alle 11.48.03A Rimini lo scorso week end si è svolta quella che un tempo si chiamava BlogFest e ora è diventata la Festa della Rete, l’annuale appuntamento con alcuni tra i protagonisti del digitale in Italia, durante il quale vengono assegnati i Macchianera Italian Awards.

Quest’anno per la prima volta c’ero anche io, invitata a parlare durante un panel dedicato ai blog che si occupano di comunicazione di genere e cittadinanza attiva digitale per il contrasto degli stereotipi dal titolo: “Un altro genere di blog: la rivoluzione parte dal web“. L’invito, arrivato dalla Casa delle donne del Comune di Rimini, coinvolgeva me e Giorgia Vezzoli  per il nostro progetto – datato 2010 – Zerostereotipi in cui abbiamo cercato di tracciare un decalogo di consigli utili alle agenzie di comunicazione per un marketing sostenibile che valorizzi al massimo il ruolo delle donne e il loro corpo, senza strumentalizzarlo.

Il decalogo nasceva dopo tante esperienze di femminismo online, sia mie che di Giorgia.

Dal 2008 eravamo entrambe molto attive su questi fronti (io in quell’anno fondai la community Donne Pensanti che per molto tempo ebbe largo seguito e che aveva l’obiettivo di coinvolgere e sensibilizzare le persone su un tema ancora poco sentito, ovvero l’utilizzo del corpo come mezzo pubblicitario “venduto a tranci” e che voleva promuovere un’immagine non stereotipata delle donne). Insieme a tantissime altre blogger – cito tra tutte ma solo per brevità Un altro genere di comunicazione – abbiamo intrapreso, nel tempo, un percorso di coinvolgimento delle persone affinché la Rete potesse diventare uno strumento attivo di discussione, riflessione ma anche denuncia delle pubblicità offensive e della strumentalizzazione della donna e del suo corpo.

Il decalogo arrivò come conseguenza diretta del nostro attivismo e della nostra voglia di fare emergere questioni per troppo tempo ritenute secondarie e che invece avevano a che fare con il retroterra culturale del nostro Paese:  l’humus sul quale fiorivano e fioriscono discriminazioni sul lavoro e nella società civile.

Il tempo è passato e molte cose sono – per fortuna – cambiate. Almeno un po’. Oggi questi temi sono diventati riflessione collettiva, molte Istituzioni si sono fatte carico di promuovere una comunicazione sostenibile (vedi per esempio il progetto del Comune di Rimini di cui si parla anche nel video del nostro panel) e le agenzie pubblicitarie si stanno adeguando anche grazie al lavoro dell’ADCI e in particolare al Manifesto deontologico dell’Art Directors Club italiano.

C’è stato il video di Lorella Zanardo, il Corpo delle donne e i suoi corsi nelle scuole: una educazione allo sguardo e alle immagini che ha contribuito a formare nuova consapevolezza e spirito critico nelle donne e uomini più giovani.

E a Rimini, Giorgia, Lorella ed io ci siamo incontrate proprio per riflettere su questi temi, su come si è evoluta la consapevolezza delle persone e sul ruolo – importante – della Rete per fare cittadinanza attiva.

Io ho raccontato soprattutto dell’impegno di GGD Bologna: quando ho deciso di candidarmi per fare parte di questo team il mio obiettivo era mettere a disposizione di altre donne la mia esperienza di persona che grazie alla Rete fa cittadinanza ma che si è anche creata una propria professionalità, adeguata al proprio stile di vita e in linea con la sua filosofia.

Credo infatti che sia fondamentale condividere i propri saperi “tecnici” con altre donne perché il digitale è e resta una grande occasione per valorizzare passioni, professioni, mestieri e storie. E oggi – più che mai – abbiamo bisogno di storie positive che attraverso una nuova narrazione modellino una società equa, sostenibile e a zero stereotipi.

Inaspettatamente Giorgia ed io siamo state premiate a Rimini, proprio per il nostro impegno. E la mia parte di Premio la dedico a tutte le donne e gli uomini (perché ci sono anche loro, ad esempio Lorenzo Gasparrini) che in questi anni e tuttora contribuiscono a rendere il nostro mondo meno omologato e che aggiungono punti di vista divergenti e costruttivi sull’immagine della donna e sui tanti paletti che la Società ci ha costruito intorno.

Questo Premio lo dedico in particolare a questa associazione, alle altre componenti del team con cui cerchiamo di dare il nostro meglio, malgrado lavoro, impegni personali e vita, per diffondere un uso consapevole del digitale tra tutte le donne.

E se avete voglia di ascoltare me, Lorella Zanardo, Giorgia Vezzoli e il Comune di Rimini raccontare le nostre esperienze, ecco qua il video della Festa della Rete.

Francesca Sanzo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Post Navigation