#GGDBologna13 si avvicina: ecco allora che vi presentiamo altre 2 protagoniste della serata, Serena e Giusy che al termine degli interventi offriranno “Orto Shot“,  shottini a moderata gradazione alcolica a base di ortaggi ed erbette aromatiche”. Serena e Giusy sono le fondatrici di Gramigna Map  la mappa invasiva del verde urbano bolognese.

Ma prima, se non vi siete ancora iscritte: è ora di farlo!

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Giusy/Serena – Presentatevi

Ciao. Beh ecco in realtà in passato ci avete intervistato per via del nostro orticello e in quell’occasione vi abbiamo parlato delle nostre vite. Oggi ci presentiamo direttamente come Ortigiane, anche dette Le Gramigne … i soprannomi attribuitici da chi ama parlare di autoproduzione e consumo critico. Pensieri pericolosi perché contagiano i cuori e le menti. Siamo semplicemente due cittadine fissate con l’orto e pensiamo che tutti potrebbero coltivare per piacere e diletto. Per sentirsi liberi e un po’ anarchici. Per rendere la città più bella e sana. Sono pensieri che piacciono e fanno simpatia. 😉

Cos’è Gramigna e perché una mappa delle aree verdi?

Gramignamap.it  è un progetto di crowdmapping di orti urbani, community garden, orti comunali e attacchi di guerrilla nato 1 anno fa con l’aiuto di amici specializzati nella progettazione e comunicazione online. Nel corso dei mesi abbiamo lavorato molto off line cercando di star dietro alle diverse direzioni che questo progetto invasivo ha preso “nostro malgrado”.

Per noi avrebbe dovuto essere un semplice hobby invece oggi  tutti parlano di orto (e ne vorrebbero uno), l’interesse è enorme. Siamo diventate uno snodo di contatti e informazioni sugli orti a Bologna. I nostri progetti sono a dir poco variegati: “Happy Orto – laboratorio per bambini. Costruisci il tuo orto e portatelo a casa”, Orto Shot, coltiva mangia e bevi, “Ortofrequenza, rubrica radiofonica mensile di sopravvivenza urbana”, Smart City in fiera presentando il nostro progetto all’interno dello stand dell’agenda digitale del comune; di recente un’interrogazione comunale, la nascita del Comitato Orti Prati di Caprara. Seguiamo attivamente il guerrilla gardening e il turismo responsabile con “Adotta un ortaggio” (ITACA 2012) e “Adotta un turista” (ITACA 2013).

Digitale e sostenibilità: in che modo l’uno valorizza hcg novarel l’altra?

La gente ha voglia di esprimere opinioni, d’incontrarsi, fare cose…
C’è fame di relazioni, voglia di condividere. I social networks sono intrisi di questo bisogno. I nuovi media rappresentano una evolutissima risposta della società alla solitudine e alle paure del terzo millennio. Così come il ritorno alla natura e al principio di sostenibilità che tanto invadono le nostre vite ma che sono percorribili soltanto attraverso progetti di gruppo. Un gruppo può essere composto da 2 persone o da 100.000 o da tutto il web. La nostra società sta solo indagando nuove idee di condivisione, forse di autogestione. Stiamo cercando di sperimentare nuovi modi di stare assieme perché abbiamo paura.
La paura è un fatto personale, i social media sono una risposta in coro. Gramigna è un progetto di socialità sul web (facebook, twitter, youtube e blog) e la linfa vitale arriva dalla vita reale…dalla terra. Ho risposto alla domanda?

Di cosa ci parlerete il 18 maggio?

Per questa occasione speciale abbiamo deciso di non parlare ma di farvi assaggiare i nostri shot di vodka e ortaggi con Orto Shot. E’ primavera e possiamo contare su verdure fresche e dissetanti. Ma non solo…abbiamo una sorpresa per voi!!! Vi aspettiamo da Senape, i nostri amici green molto urbani.

Il programma dell’evento:

Ore 20.00 Accredito dei partecipanti
Ore 20.15 “I risultati delle relazioni intessute fra Web, Guerrilla Gardening e Terra di nettuno” a cura di Viola Cavalca, attivista e cofondatrice di Terra di Nettuno community di Guerrilla Gardening bolognese.
Ore 20.45 “L’anima femminile di Grow The Planet” a cura di Giada Collauto, marketing specialist @ Grow The Planet: la piattaforma che assiste i suoi contadini 2.0 dalla semina al piatto.
Ore 21.00 “Web e filiera corta: l’esperimento Filo Corto” a cura di Lucia Costa fondatrice di Filo Corto la piattaforma bolognese che favorisce la bio diversità e l’alimentazione a km zero.
Ore 21.30 “Orto Shot” shottini a moderata gradazione alcolica a base di ortaggi ed erbette aromatche” a cura di Gramigna Map  la mappa invasiva del verde urbano bolognese.
Ore 22.00 Saluti e baci 🙂

 

 

In attesa di conoscerla di persona durante la #GGDBologna13 per raccontarci del suo progetto Filo corto, la piattaforma che mette in contatto i produttori agricoli locali con i consumatori, Lucia Costa ha accettato di rispondere alle nostre domande per raccontare com’è nata l’idea di Filo corto e come il web e il digitale stanno sostenendo il progetto. Ecco qua cosa ci ha raccontato!

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Lucia – Presentati

Lucia nasce a Bologna nel 1981, qui cresce, gioca e studia fino a laurearsi in ingegneria per l’ambiente e il territorio.

La formazione scolastica e accademica è stata accompagnata da attività di volontariato e formazione al servizio educativo nell’ambito dello scoutismo. Motore delle sue azioni sono la curiosità e la voglia di mettersi in gioco con e per gli altri, stimoli che ha la fortuna di far fruttare anche con esperienze di studio e di volontariato rispettivamente negli Stati Uniti e in alcuni paesi dell’Africa. Da viaggi e vacanze lontane nel mondo è sempre ritornata a Bologna, dove lavora nel settore dell’ingegneria idraulica e vive con il marito Luca ed i piccoli Gaia e Pietro. Da sempre interessata ai temi della sostenibilità e dell’approccio naturale alla vita, spera nel contagio delle buone pratiche, convinta che se saremo tutti un po’ più rispettosi, la Terra sarà più generosa con tutti e che il contributo di ognuno sia davvero importante.

Filo corto: perché? quante adesioni domanda e offerta avete circa?

Il progetto Filo corto nasce da un’idea, una chiacchierata e tanta curiosità. C’è molto fermento intorno a temi come salute, alimentazione, sostenibilità, verde ed una crescente consapevolezza e voglia di mettersi in gioco. Ma c’è anche diffidenza, fatica a sperimentare il nuovo e poco tempo! Filo corto vuole suggerire – con umiltà e tenacia – una strada che tutti possano percorrere, per spargere germi di miglioramento per il gusto, la salute, la riduzione dell’inquinamento, la salvaguardia del territorio e della biodiversità, il potenziamento dell’economia locale, la socializzazione e la conoscenza. Un piccolo passo dopo l’altro. Attualmente ci stiamo sperimentando nell’area di Bologna con le consegne vere e proprie, distribuendo a circa 30-35 famiglie ogni settimana. Ci sono poi circa 150 persone iscritte al sito ed un centinaio ci seguono su Facebook. I punti di raccolta attualmente
attivati sono 7, una decina le aziende agricole (direttamente o indirettamente) coinvolte.

Web e filiera corta: in che modo una rete globale valorizza i prodotti locali?

Il web offre risorse estremamente potenti per potenziale comunicativo, rapidità di trasferimento di Cialis 10mg informazioni e idee, semplificazione dei processi. Tuttavia non è semplice riuscire a catturare questa
emotività sfuggente e trasformarla in benessere concreto, che resta l’obiettivo ultimo per non perdersi nei suoi meandri. Ecco perchè il contatto con la terra, l’agricoltura, il mangiare – necessità primordiale e forte distintivo culturale – non crea una contraddizione ma anzi chiude perfettamente il cerchio, facendoci restare, appunto, con i piedi per terra.
Trattori e computer non rappresentano immagini distanti tra un bucolico passato ed un frettoloso e distaccato futuro, ma semplicemente due strumenti nelle nostre mani per far conoscere quanto di buono e prezioso la terra può donarci; come tutti gli strumenti sta a noi farne buon uso. Quindi il primo modo di valorizzazione dei prodotti locali è il farli conoscere, con un racconto autentico, vissuto, diretto, senza l’intermediazione di marchi, etichette, sponsorizzazioni e interessi altri. L’altro aspetto di conoscenza e aggiunta di valore risiede certamente nella possibilità di confrontarsi con le esperienze degli altri, in tutto il mondo. Cercare di vedere mondo attraverso gli occhi di un’altra persona è un esercizio di grande fatica e arricchimento. Cambiando continente, poi, si può toccare la diversità nelle attitudini più profonde rispetto ai temi importanti della vita: la salute e la malattia, l’alimentazione, la famiglia, la vita e la morte, il rapporto con la Terra… e raccogliere spunti interessanti su come rileggere e proporre la propria realtà.

Di che cosa ci parlerai il 18 maggio?

Mi piacerebbe mostrarvi la cornice all’interno della quale è nato e si muove il progetto Filo corto, i principali obiettivi ed il funzionamento operativo e… per il resto venite a trovarci!

Il programma dell’evento:

Ore 20.00 Accredito dei partecipanti
Ore 20.15 “I risultati delle relazioni intessute fra Web, Guerrilla Gardening e Terra di nettuno” a cura di Viola Cavalca, attivista e cofondatrice di Terra di Nettuno community di Guerrilla Gardening bolognese.
Ore 20.45 “L’anima femminile di Grow The Planet” a cura di Giada Collauto, marketing specialist @ Grow The Planet: la piattaforma che assiste i suoi contadini 2.0 dalla semina al piatto.
Ore 21.00 “Web e filiera corta: l’esperimento Filo Corto” a cura di Lucia Costa fondatrice di Filo Corto la piattaforma bolognese che favorisce la bio diversità e l’alimentazione a km zero.
Ore 21.30 “Orto Shot” shottini a moderata gradazione alcolica a base di ortaggi ed erbette aromatiche” a cura di Gramigna Map  la mappa invasiva del verde urbano bolognese.
Ore 22.00 Saluti e baci 🙂

Oggi vi presentiamo Giada Collauto, Marketing Specialist di Grow The Planet, la community dove puoi condividere le tue competenze di orticoltore e entrare in contatto con altri appassionati di agricoltura urbana. Giada parteciperà a GGDBologna13, il 18 maggio 2013 a Senape Vivaio Urbano. Le abbiamo fatto qualche domanda sul suo progetto, in attesa di ascoltarla in quell’occasione!

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Chi è Giada?

Nasce e vive nella nebbiosa campagna veneta fino alla tenera età di 19 anni, per poi trasferirsi nella culla del Rinascimento. Ma rigorosamente in Oltrarno. Si laurea in Scienze Politiche alla Cesare Alfieri e poi frequenta un Master in Marketing Territoriale all’Istituto Europeo di Design. Da sempre nel settore food, prima con l’organizzazione di eventi, poi occupandosi dell’ambito digital marketing & communication. Wor(l)d addicted, in bilico tra pigrizia e iperattività, equilibrio e adrenalina, social media passionate.

Grow the Planet: da quali bisogni nasce il progetto? A chi si rivolge?

Coltiva ortaggi, cambia il mondo” è il motto. Meglio ancora se lo fai insieme ad altri. E così è nato Grow The Planet, un progetto nato in H-FARM nell’estate del 2011 con l’obiettivo di diventare la community di riferimento dei geek dal pollice verde, in cui ogni appassionato può condividere idee e know-how su come far crescere gli ortaggi nel giardino o nel balcone della propria abitazione.  Il meccanismo è semplice: ogni utente può riprodurre sul social il proprio orto reale indicando le varietà che desidera coltivare. Sarà poi la piattaforma a fornire strumenti di apprendimento, gestione e interazione che accompagneranno gli utenti nel loro viaggio dalla semina alla raccolta. Grow The Planet rappresenta, quindi, un nuovo canale per diffondere pratiche di sensibilizzazione verso comportamenti ecocompatibili e per stimolare gli utenti ad assumere stili di vita rispettosi dell’ambiente. Si rivolge sia a esperti coltivatori che a principianti dotati di pollice verde, o comunque semplicemente a foodies, green lovers e amanti del vivere bene e sano.

Digitale e green, sembra un binomio vincente: quali professionalità femminili in questo campo potrebbe valorizzare?

Qualche tempo fa ci contattò la Sustainability Manager di una grossa azienda italiana di moda e personalmente era la prima volta che mi capitava. Quindi, è sempre più chiaro che nel futuro le aziende dovranno fare affidamento su profili professionali in grado di coniugare la responsabilità ambientale e le strategie aziendali.

So che a questo scopo è nata anche la prima Sustainabilty Management School in Svizzera, dove il prossimo anno partirà il corso di laurea e l’Mba in Sustainability Management. Insomma, la green economy sembra essere la locomotiva Pokies della crescita economica del 21° secolo secondo l’Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori.

Questo aspetto interessa svariati campi: la difesa del territorio, il turismo, l’architettura, la digital communication. E a questo proposito, il digitale comunica con grande efficacia i valori della sostenibilità: aperto è trasparente, è il luogo ideale dove promuovere pratiche eco-friendly. Le capacità femminili in rete risultano indispensabili per una visione della tecnologia applicata alla qualità di vita delle persone e delle relazioni, e in più sono utili per sviluppare dinamiche partecipative e condivisione di saperi: ecoblogger, green copywriter e green content manager sono solo alcuni dei profili più richiesti all’interno dell’ambito.

 Di che cosa ci parlerai il 18 maggio?

Dell’anima tutta femminile che caratterizza Grow The Planet. Chi l’ha detto che le tematiche dell’orto social interessano solo i maschietti?

GTP si basa sul concetto di vivere sano, sulla riscoperta dei valori tradizionali del cibo, sulla soddisfazione di portare a tavola prodotti genuini. Temi che stanno a cuore soprattutto alle donne, alle mamme, e a tutte coloro a cui interessa condurre uno stile di vita sano, naturale e bio. E Grow The Planet assiste i suoi contadini 2.0 dalla semina al piatto, dalla preparazione del terriccio all’esposizione dei “frutti” nel loro stand virtuale. Il meccanismo è semplice: ogni utente può riprodurre sul social il proprio orto reale indicando le varietà che si desidera coltivare. Può avere dei followers e a sua volta può seguire gli altri iscritti (come su Twitter): questi ultimi possono dare dei consigli e informazioni per esempio sui tempi di semina, di raccolta oppure sulle tecniche di irrigazione, potatura e qualsiasi cosa l’utente abbia bisogno di sapere.

Il programma dell’evento:

Ore 20.00 Accredito dei partecipanti
Ore 20.15 “I risultati delle relazioni intessute fra Web, Guerrilla Gardening e Terra di nettuno” a cura di Viola Cavalca, attivista e cofondatrice di Terra di Nettuno community di Guerrilla Gardening bolognese.
Ore 20.45 “L’anima femminile di Grow The Planet” a cura di Giada Collauto, marketing specialist @ Grow The Planet: la piattaforma che assiste i suoi contadini 2.0 dalla semina al piatto.
Ore 21.00 “Web e filiera corta: l’esperimento Filo Corto” a cura di Lucia Costa fondatrice di Filo Corto la piattaforma bolognese che favorisce la bio diversità e l’alimentazione a km zero.
Ore 21.30 “Orto Shot” shottini a moderata gradazione alcolica a base di ortaggi ed erbette aromatche” a cura di Gramigna Map  la mappa invasiva del verde urbano bolognese.
Ore 22.00 Saluti e baci 🙂

 

Viola Cavalca è una delle fondatrici di Terra di Nettuno,
movimento di Guerrilla Gardening fiorito
(passatemi il gioco di parole) a Bologna.
Parteciperà a #GGDBologna13.
Le abbiamo fatto alcune domande per conoscerla meglio,
in attesa del 18 maggio di cui vi ricordiamo, in breve,

il programma:

 

 

Ore 20.00 Accredito dei partecipanti
Ore 20.15I risultati delle relazioni intessute fra Web, Guerrilla Gardening e Terra di nettuno” a cura di Viola Cavalca, attivista e cofondatrice di Terra di Nettuno community di Guerrilla Gardening bolognese.
Ore 20.45L’anima femminile di Grow The Planet” a cura di Giada Collauto, marketing specialist @ Grow The Planet: la piattaforma che assiste i suoi contadini 2.0 dalla semina al piatto.
Ore 21.00Web e filiera corta: l’esperimento Filo Corto” a cura di Lucia Costa fondatrice di Filo Corto la piattaforma bolognese che favorisce la bio diversità e l’alimentazione a km zero.
Ore 21.30Orto Shot” shottini a moderata gradazione alcolica a base di ortaggi ed erbette aromatche” a cura di Gramigna Map  la mappa invasiva del verde urbano bolognese.
Ore 22.00 Saluti e baci 🙂

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Viola – Presentati

Attivista del gruppo Terra di Nettuno, movimento di Guerriglia Gardening  che agisce sul territorio di Bologna, libera e professionista nel campo della consulenza ambientale. Credo nel fare e nell’azione che porta a cambiamento,  credo nel potere delle reti tra persone. Non sopporto la fila in posta.

Terra di Nettuno: cos’è il guerrilla gardening?

Annosa Buy Viagra questione…. in relazione al recente  raduno nazionale del movimento, svolto il 4 e 5 maggio a Bologna, ci siamo molto interrogati sulla definizione  del guerrilla gardening. La risposta? Al momento non c’è. Sono possibili soluzioni non univoche  e approcci differenti. A dispetto di ciò, il nostro gruppo è coeso nel pensare che l’anima della guerrilla sia l’appropriazione di spazi verdi non gestiti, senza alcun tipo di  permesso. Il fine? Quello di  riqualificare e amare il suolo, contestare l’abuso del cemento e risvegliare le coscienze.

In che modo il web è utile alla realizzazione del vostro progetto?

Il primo intento nel creare il gruppo terra di Nettuno non è stato quello di comunicare verso l’esterno attraverso l’utilizzo degli strumenti web,  tuttavia l’utilizzo dei social network  ed una attenzione al confronto, ha reso possibile una crescita esponenziale delle reti di rapporti tra i movimenti #gruppi #cittadini, che avvertono la necessità di avere del suolo fertile accanto ai piedi.  Ma non solo, il web rappresenta anche  uno  strumento di supporto con finalità interne,  come  l’aggregazione dei diversi attivisti  e la gestione delle questioni organizzative.

Di cosa ci parlerai il 18 maggio?

Come dicevo prima, le reti sono essenziali, in specie in un tessuto frammentato. Parlerò di alcune considerazioni circa i risultati delle reti costituite tramite il web  e delle alleanze intessute nell’arco dei primi anni di attività del gruppo, tra gli stessi attivisti di Terra di Nettuno e tra Terra di Nettuno e altre realtà nazionali.

Grazie mille Viola, ci vediamo il 18! 

Eccoci arrivate all’intervista di Leda Guidi, responsabile dei “Servizi di comunicazione con i cittadini” del Comune di Bologna e Project Manager della rete civica Iperbole.
Abbiamo conosciuto Leda ad uno dei nostri eventi e da quel giorno non ci siamo mai lasciate!
Leda è una delle persone che ci incoraggia e ci sostiene sempre. Lei potrà parlarci approfonditamente di e-democracy nel contesto bolognese.

Ecco a voi la sua intervista:
GGD| Ciao Leda Presentati
Mi chiamo Leda Guidi, sono responsabile dei Servizi di Comunicazione del Comune di Bologna, ma il mio cuore professionale batte dal 1994, l’anno della mia scoperta di Internet, soprattutto per Iperbole, la rete civica della città, servizio di cui mi occupo intensamente da allora.
I temi della telematica civica, dell’e-democracy, della cittadinanza e dei diritti digitali e dell’innovazione nella comunicazione/informazione e nelle politiche supportata da media vecchi e nuovi sono una passione “non tecnologica” che ho coltivato prendendo parte a reti nazionali e internazionali, con molte donne protagoniste/nodi-snodi di network formali e informali.

Ho investito energie intellettuali e relazionali (un piacere!) su questo felice incontro con internet, il web e le sue evoluzioni, e ho canalizzato le competenze acquisite, come esperta, anche in pubblicazioni, docenze, conferenze e pratiche di scambio e trasferimento di esperienze fra pubbliche amministrazioni, università, centri di ricerca e organismi non profit per far crescere la mia cultura digitale assieme e grazie a quella di colleghe/i, magari all’altro capo del mondo.


GGD| Ti interessi di di e-Democracy e/o politica 2.0, come si approccia una donna a questi temi?
Ci sono delle differenze nelle modalità con cui le donne si avvicinano ai temi della partecipazione on line, dei percorsi decisionali e del co-design dei servizi rispetto alle modalità maschili; sarebbero necessarie analisi documentate e scientifiche per trattare adeguatamente, e con rigore metodologico, diversità comportamentali; io posso, da osservatrice (ma anche coinvolta) di lungo corso, inferire alcuni tratti che si evidenziano in modo quasi icastico in situazioni “partecipative” in senso lato, e comunque di frequentazione della rete, dentro la rete e nel lavoro per la rete.  Direi che le donne privilegiano le relazioni e la loro tessitura in funzione di un obiettivo, hanno un approccio più pratico e orientato agli usi nella loro infinita gamma di “possibili”.
La tecnologia – o meglio la rete e l’insieme di tecnologie che la popolano – non è quasi mai un fine, un gadget, un feticcio, uno strumento più o meno sconosciuto da svelare, ma piuttosto un luogo di esperienza, di dispiegamento della personalità/identità, di incontri e di scambi, di costruzione di interazioni con persone: un luogo di costruzione di senso, insomma. Dai primi newsgroups dove dibattevano quasi solo uomini, passando attraverso i forum e le bacheche, alla progettazione partecipata supportata da semplici piattaforme on line, fino ai social network e al web conversazionale ho visto le donne approppriarsi sempre di più della dimensione digitale, anche per fare politica, per influenzare scelte, per cambiare decisioni, per smontare pregiudizi, stereotipi e marginalità..molta strada fatta, molta da fare, con un occhio sempre vigile a non essere “usate” dai media, anche da quelli reticolari, ma usarli in modo critico e produttivo per sé e per gli altri. Al centro c’è sempre la persona, sensore intelligente ma soprattutto sociale.

GGD| Di cosa parlerai il 18 Febbraio?
Vorrei parlare di quanto stiamo facendo a Bologna con il percorso partecipativo dedicato all’Agenda Digitale per la città, iniziato a gennaio, e di come questo percorso dialoghi con principi e obiettivi dell’Agenda Digitale europea e con il recente impegno preso in questo senso anche a livello nazionale. Inoltre vorrei condividere con voi e con il pubblico il progetto “Iperbole 2020”.

Iperbole 2020 vorremmo diventasse un organismo sociale, “sensibile”, intelligente e comunitario, e che facesse del crowdsourcing, dei beni comuni digitali e dei contenuti generati dagli utenti un perno delle politiche e delle azioni dell’Amministrazione. Si tratta di essere non solo abili e ubique/mobili utilizzatrici – presenti sui social, con tablet e smparphone –  ma anche produttrici consapevoli e contributrici paritarie del  “dar forma” – anche femminile – al divenire della dimensione digitale.

GGD|Cosa ne pensi di movimenti come quello di Girl Geek Dinners Bologna?
Credo, sono sicura, che movimenti come il vostro – ma anche diversi come approccio culturale e pratico al tema dell’incontro fra donne e tecnologie, in fondo la pluralità e il confronto sono l’essenza della rete! – siano essenziali per la dinamicità e la propositività di un tessuto sociale orientato all’innovazione come quello bolognese.

L’amministrazione pubblica ha bisogno di interlocutrici che ne stimolino l’azione, ne monitorino l’efficacia e – d’altra parte – siano capaci di immaginare e realizzare iniziative come quella di oggi, o il NO DIGITAL DIVIDE al Quartiere Saragozza, un esempio concreto, quest’ultimo, di come “l’alfabetizzazione tecnologica” possa incontrare il territorio e fertilizzarlo.  Io appartengo ad una generazione con una storia (e una percezione) del mondo digitale diversa dalla vostra “ragazze appassionate di tecnologia” ma mi piace l’entusiasmo, la spontaneità e la naturalezza con cui dialogate con donne che con timidezza e curiosità si avvicinano alla rete e ne vogliono sperimentare la conoscenza.

Grazie Leda per la dose di aoutostima,
Siamo sicure che doamni avremo tante cose di cui discutere.

Avete già pensato a cosa chiedere a Leda Guidi?

A Domani
GGD Team

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