In partenza il 13 Ottobre a Bologna, nella splendida cornice di Cappella Farnese (al primo piano di Palazzo D’accursio) dalle 17.30 alle 19.30.

ISA Topic 2014“Potere, libertà e controllo nell’era di Internet: il ciclo di convegni e tavole rotonde sull’interazione fra potere politico, reti informatiche e partecipazione politica nella società dell’informazione.

Organizzato da Laura Sartori e Marco Prandini gli incontri vedranno avvicendarsi numerosi studiosi ed esperti di diverse discipline addentrarsi nei differenti aspetti delle tematiche che sono sempre di più tematiche legate al nostro quotidiano.

Fra i relatori abbiamo il piacere di notare la presenza di tante amiche e socie della nostra associazione.

Prima di lasciarvi al programma vi ricordiamo che la partecipazione agli incontri è gratuita fino ad esaurimento posti.
Speriamo di vedervi numerose!

Schermata 2014-10-06 alle 22.55.333/10/2014 DALLE 17:30 ALLE 19:30
Rappresentanza, delega e voto elettronico
Dove Cappella Farnese, Palazzo d’Accursio, Piazza Maggiore 6, Bologna
Ospiti
Fiorella De Cindio, professoressa di Informatica, Università di Milano
Anna Carola Freschi, ricercatrice in Sociologia Economica, Università di Bergamo
Filippo Tronconi, ricercatore in Scienza Politica, Università di Bologna

20/10/2014 DALLE 17:30 ALLE 19:30
Internet, comunicazione e istituzioni
Ospiti
Leda Guidi, responsabile Agenda Digitale, Comune di Bologna
Antonella Napolitano, giornalista e consulente della comunicazione
Antonella Pizzaleo, responsabile Agenda digitale, Regione Lazio

 

27 ottobre DALLE 17:30 ALLE 19:30
Sorveglianza e disobbedienza
Ospiti
Stefania Maurizi, giornalista d’inchiesta, L’espresso
Arturo Di Corinto, giornalista, La Repubblica
Umberto Rapetto, ex Ufficiale GdF, inventore, giornalista,

10 novembre DALLE 17:30 ALLE 19:30
Per una vita quotidiana Smart
Ospiti
Elisabetta Farella, direttrice dell’unità di – ricerca E3DA, FBK Trento
Guido Scorza, avvocato e giornalista
Michele Vianello, esperto in smart cities e scrittore

24 novembre DALLE 17:30 ALLE 19:30
Democrazia, partecipazione e Internet
Ospiti
Elena Pavan, ricercatrice, Università di Trento e NEXA Center, Torino
Fabio Chiusi, giornalista
Marco Trotta, sviluppatore informatico e giornalista

L’esperienza dell’evento green a cura di GGDBologna è ancora fresca e noto che l’attenzione per l’ambiente sta crescendo sempre più attorno a noi.  Un po’ per “deformazione professionale” e un po’ per curiosità, nello spazio che periodicamente mi è concesso, mi sono voluta porre questa domanda: le aziende del territorio sono consapevoli che oggigiorno, il problema principale dei datacenter è l’emissione di consumi smisurati, un’enorme produzione di calore da contenere e smaltire, con un impatto ambientale complessivo determinante?

La risposta è, purtroppo, no.

Avrete senz’altro sentito parlare delle “aziende energivore“: un’azienda viene classificata come tale, quando supera una certa soglia di consumi in base a quanto spende per l’energia elettrica per svolgere le proprie attività. Quasi nessuno si rende conto del fatto che il costo del consumo di corrente di un server durante il suo ciclo di vita è pari al triplo del costo stesso del server (inteso come server collocato in un’azienda strutturata e condizionato). Nell’immaginario collettivo si pensa ancora che si tratti solo di un problema di spazio… Pensate, perfino Facebook ha dei problemi!

Ma non sarà per sempre così, almeno in provincia di Bologna: è infatti iniziata la costruzione di una nuova server farm green 100%, cioè una struttura adibita ad attività produttiva di servizi in hosting, housing e outsourcing, che terrà conto dell’impatto ambientale e del consumo energetico che questa tipologia di servizi prevede. La nuova struttura, che sorgerà nella zona industriale di Castel San Pietro Terme (BO), sarà costruita interamente in legno e sarà progettata secondo i principi dell’edilizia ecologica, inoltre sarà dotata di impianti con pannelli fotovoltaici, di riscaldamento e raffrescamento mediante geotermia e pompe di calore: in sostanza provvederà autonomamente al riciclo organizzato, consentendo una definitiva riduzione del  consumo energetico.

Render grafico del progetto

Abbiamo moltissimi esempi di offerte commerciali con il marchio “green” ma siamo veramente sicuri che si tratti di datacenter intrinsecamente a emissioni zero? Questa piccola azienda bolognese, ben lontana dai colossi come Eni, Yahoo e altri grossi nomi che stanno implementando progetti simili in Europa, sostiene che sia possibile “senza scambio di certificati verdi, senza piantumazioni di alberi in numero corrispondente a… e altre meccaniche simili” come dichiara il responsabile di progetto, Geom. Francesco Dalto.

Un progetto rivoluzionario sul territorio della provincia bolognese che ha ottenuto già il positivo riscontro dell’amministrazione locale.
Per quanto mi riguarda: non vedo l’ora di poterla vedere nella realtà.

Stay tuned!

Da tempo l’Italia ha guadagnato il triste primato di “patria del dowload illegale” … quando poi si parla di contenuti musicali le percentuali Italiane salgono purtroppo a picco nelle classifiche mondiali, per utilizzare un linguaggio affine al mondo della musica.

Dopo un passato (che forse ancora passato non è…) fatto di Napster, EMule, Peer2Peer, Torrent e affini, stiamo approdando all’era dell’On Demand che rispetta la legge, paga la SIAE e si autoproclama da qualche settimana antidoto alla pirateria musicale.

Da una ricerca pubblicata qualche giorno fa risulta, infatti, che come già accaduto in Svezia, anche in Olanda, la percentuale dei dowload illegati sia calata più del 25% e per l’azienda di Stoccolma pare che l’Italia sarà il prossimo paese a dare risultati davvero sorprendenti sul calo della pirateria, grazie all’arrivo della piattaforma, lo scorso 12 Febbraio.

I pareri sulla piattaforma e sulle policy che la governano sono indubbiamente discordanti, artisti quali Beatles, AC/DC, Led Zeppelin e in Italia, in parte, Lucio Battisti non sono ancora approdati cedendo i diritti, ed è recente la polemica avviata su Twitter da Tom Yorke, cantante dei Radiohead e parte della formazione Atom For Peace, che sosterrebbe che gli artisti emergenti sono penalizzati dalla piattaforma e sottopagati. Spotify dalla sua si difende dicendo che stanno crescendo gli abbonamenti e che con essi anche le retribuzioni saranno più consone. Difficile decidere quale sia la realtà senza entrare nel dettaglio degli accordi tra discografiche e gli artisti e la piattaforma, ma di certo per ora come ha scritto LaStampa.it il rischio è di cadere nel passatismo con dichiarazioni come :

Se il pubblico avesse ascoltato Spotify e non acquistato dischi nel 1973, dubito che Dark Side of the Moon dei Pink Floyd sarebbe stato registrato, sarebbe stato troppo caro; risultando “rosiconi” come si dice qui a Bologna come fu per Lars Ulrich dei Metallica contro Napster nel 2000 o Paul McGuinness (manager degli U2) contro Google nel 2008.

 

Ora senza entrare nel merito di queste definizioni, che stanno spesso strette alla realtà digitale in continuo mutamento e divenire, e senza riaprire la ferita mai davvero rimarginata del rapporto tra la musica e la rete, proverò ad analizzare i pro e i contro di questa piattaforma – Spotify – così discussa negli ultimi mesi, mettendola a confronto con quanto già fruibile online (YouTube, GrooveShark e affini), in modo schematico.

 

Per chi non sapesse esattamente di cosa stiamo parlando, da Wikipedia

Spotify è un servizio musicale che offre lo streaming case discografiche ed etichette indipendenti […] La musica può essere visualizzata per artista, album, etichetta, genere o playlist così come grazie a ricerche dirette. Sui dispositivi desktop un collegamento permette all’ascoltatore di acquistare materiale selezionato presso venditori di terze parti.

Un periodo di prova gratuito di sei mesi viene attivato al momento dell’accesso con un account Facebook, durante il quale l’utente può ascoltare una quantità illimitata di musica grazie alla pubblicità visiva e simil-radiofonica. Dopo questo periodo, Spotify ha un limite di ascolto di dieci ore al mese.L’abbonamento “Unlimited” rimuove la pubblicità e i limiti di tempo, mentre l’abbonamento “Premium” introduce ulteriori funzioni come lo streaming con maggiore bitrate (fino a 320 kbps), l’accesso offline alla musica e le applicazioni mobile

PRO

  • Qualità dell’audio tra le migliori, superiore a tutti gli altri servizi di ascolto in streaming
  • Scelta tra quasi 20 MLN di titoli
  • Ha il motore di ricerca interno più affidabile in circolazione attualmente, mantiene un elenco delle ultime ricerche effettuate
  • Non è necessario “matchare” o caricare i brani online per ascoltarli in streaming: sono già in pronto ascolto. Nella versione premium è possibile fruire dei contenuti anche Offline
  • Ha un client sincronizzabile anche con Itunes, ed è integrato con i Social Network e ti permette di creare playlist collaborative con i tuoi amici,.
  • Le applicazioni hanno un numero irrisorio di Bug dichiarati e riscontrati e sono ben disegnate per la user experience sia per IOS che per Android.
  • Puoi consultare le classifiche mondiali del mondo musicale
  • Il sistema radio ti permette di scegliere decade di riferimento e genere, e riproduce un flusso continuo di musica random

CONTRO O PRESUNTI TALI 🙂

  • iTunes Match costa 25 euro all’anno, mentre Spotify Premium 10 euro al mese
  • Le app sono collegate solo all’abbonamento Premium
  • Per avere il BitRate più alto e quindi una migliore qualità, non solo dobbiamo avere l’abbonamento Premium, ma utilizzeremo più MB di traffico, e questo è un elemento da non sottovalutre per chi ha piani a consumo per Internet e non una Flat.
  • Pochi gli artisti italiani presenti (…)
  • Manca la possibilità di acquisto diretto che ha portato tanta fortuna ad iTunes fino ad ora

…Ora io non credo di essere ancora pronta ad abbandonare iTunes, o ad investire 10 Euro ogni mese per avere un ascolto che passa attraverso una piattaforma… sarà ma con la musica sono possessiva e se non posso avere il booklet da sfogliare e una custodia da riporre, almeno voglio un file tutto per me da coccolare 😉

A voi l’ardua sentenza! Cosa ne pensate?

Nell’articolo Net & the City di oggi vogliamo segnalarvi un evento che si terrà stasera a Vignola, a partire dalle ore 20.30: Startup4all.

Si legge sul sito:

“StartUp4All è dedicato a chiunque sia interessato al mondo delle start-up ed è un momento di incontro e scambio di idee in occasione del lancio dell’incubatore del Tecnopolo di Modena all’interno dell’Unione Terre di Castelli.

Fondazione Democenter con il Comune di Vignola hanno deciso di coinvolgere chiunque sia interessato al progetto attraverso due eventi dedicati a presentare start-up, esperienze di laboratori, Fab Lab, e imprenditori di successo per condividere esperienze e per fare networking.”

All’evento di stasera parteciperanno:

  • Fabrizio Capobianco, fondatore e amministratore di Funambol, un progetto completamente opensource che permette la sincronizzazione dati tra diversi dispositivi mobile.
  • Francesco Baschieri, amministratore delegato di Spreaker, il servizio che permette a ciascun utente di creare la propria radio online, di cui avete già letto sul nostro blog e in un altro articolo della rubrica Net & the City.
  • Fabio Lalli fondatore della community Indigeni Digitali e ideatore, insieme a Lorenzo Sfienti, di Followgram, la piattaforma che utilizza le API di Instagram per creare dei profili visibili sul web, linkabili e condivisibili.

Nonostante ritenga che gli incontri di questo tipo siano molto importanti in un contesto, come quello nazionale, in cui le startup incontrano non poche difficoltà per “restare a galla” e diventare realtà importanti anche a livello internazionale, è impossibile non notare la mancanza di interventi di startupper donna. Ci sarebbe piaciuto davvero molto ascoltare un punto di vista femmnile su questo argomento.

Peccato.

Vi ricordiamo che l’evento è stasera è alla Biblioteca Auris in via San Francesco, 165 a Vignola.

Per partecipare basta registrarsi su Eventbrite. Maggiori informazioni e un form per i contatti, potete trovarli sul sito ufficiale.

Sabato 10 marzo doppio appuntamento con i Barcamp che rientrano all’interno del progetto “No Digital DIvide”:

Sala Cenerini, presso Quartiere Saragozza, via Pietralata 60.

– Dalle h. 10 alle 13:

Barcamp “Comunicazione 2.0 cos’è e come ha cambiato il modo di comunicare”.

Speaker:

  • Silvia Storelli | Il video Blog
  • Paola Frateschi | Twitter for Dummies
  • Francesca Sanzo | Blogger nel 2005, blogger nel 2012 cosa è cambiato?

– Dalle h. 15 alle 19:

come da programma, il Barcamp “Networking e territorio”

Speaker:

  • Giovanni Arata ed Elisa Mazzini | Fare racconto turistico insieme: l’esperienza di Turismo Emilia Romagna.
  • Francesca Sturaro e Daniele Torozzi | Iperbole e territorio
  • Michele D’Alena | TAGBolab
  • Roberto Cobianchi e Francesca Fabbri di Mimuls|  Forsquare e territorio
  • Giusy Aloe e Serena Conti | Gramigna

Per iscrivervi ai Barcamp vi rimandiamo a questo link

NB. La partecipazione ai barcamp è gratuita

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