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Net & The City – Bologna Cult: appuntamento online con la cultura bolognese

martedì, febbraio 28th, 2012

Bologna è una città che da sempre si distingue per il fermento culturale e per l’innovazione artistica che sa offrire. Città europea della cultura nel 2000, sappiamo bene  che vivere la “dotta” può significare grande arricchimento culturale per la popolazione e per l’intero paese.

Per essere costantemente informati sulla vita culturale bolognese, in maniera innovativa e “critica”, nasce Bologna Cult, spazio d’informazione online, attivo anche su Facebook.

Su Bologna Cult la cultura non è solo un appuntamento con i lettori e con i cittadini per segnalare ciò che accade in città, ma un luogo digitale aperto al dialogo, all’approfondimento, ai dettagli.

La redazione di Bologna Cult è costituita da persone che vivono quotidianamente Bologna e che hanno fatto dei propri interessi, delle proprie passioni e competenze, il punto di forza per dare vita a questo progetto, in cui loro stessi riconoscono «una linea comune e riconoscibile».

«Bologna Cult si rivolge ai bolognesi, ma non solo» spiega Giuseppe Marino, uno dei fondatori del progetto,

cerchiamo infatti di impostare ogni pezzo in modo che abbia qualcosa da dire anche oltre l’evento segnalato, proponendo informazioni e considerazioni che possano raccontare il protagonista e non solo annunciare la sua presenza a Bologna.

In questo senso, l’approccio di Bologna Cult nel “fare informazione” si distingue dagli spazi digitali attraverso i quali sono, sì, rintracciabili gli appuntamenti mondani bolognesi, ma su cui non è possibile condividere pareri, impressioni, punti di vista e interessi condivisi. Ciò diventa ancor più difficile quando si tratta di eventi che, molto spesso, sono presentati con una minore importanza rispetto al valore culturale che rappresentano.

«Bologna Cult non ha la pretesa, e neanche l’obiettivo, di offrire una guida esaustiva agli eventi bolognesi» continua Marino «l’idea, anzi, è quella di fare da filtro rispetto all’infinità di proposte portate dall’informazione sul web. Vogliamo dare spazio a iniziative nascenti che solitamente hanno minore eco, ma presentano molti motivi di interesse. A questo si aggiungono riflessioni sulla quotidianità cittadina e, naturalmente, parleremo della mostra o del concerto di primaria importanza, ma sempre con la necessità di portarci il nostro punto di vista».

Attraverso la condivisione di informazioni online e l’apertura al dialogo offerta dal web, la redazione di Bologna Cult vorrebbe coinvolgere i lettori per realizzare, in futuro, una “redazione aperta”.

Le idee che girano sono tante e la voglia è di intercettarle, mettendoci a disposizione per fornire attraverso Bologna Cult un’informazione sempre più diversificata, sempre curata e originale.

Per la città si tratta sicuramente di un modo innovativo per raccontare Bologna, riappropriandosi del giusto entusiasmo per condividere esperienze e cultura grazie alle sinergie che si creano in rete.

Net & the City: Hotspot 2011 – PA e rete in Emilia Romagna

mercoledì, febbraio 22nd, 2012

Da giorni ormai ci sentite parlare sul blog di Agenda Digitale, Europa 2020, Innovazione delle PA, Open Data e trasparenza.
Ecco un esempio concreto, tutto territoriale, che vuole aiutare i cittadini, fornendo informazioni in modo chiaro e sintetico, su quelli che sono i servizi online, maggiormente diffusi, in Emilia Romagna.

La Guida tascabile a 19 servizi on line della Pubblica Amministrazione (PA) in Emilia-Romagna, è uno strumento nato dalla consapevolezza che, in un contesto in continua evoluzione e mutamento, è necessario credere fermamente nelle nuove tecnologie e nella innovazione per crescere e migliorare.

Perché? Ecco cosa dice il sito della Regione Emilia Romagna, nel presentare il progetto hotspot 2011

È consapevolezza diffusa che per uscire dalla crisi economica che stiamo vivendo è indispensabile puntare sull’innovazione considerata come elemento essenziale a garantire competitività e tenuta ai territori in uno scenario globale altamente competitivo. Nella nostra regione questo obiettivo è perseguito come azione di sistema fatto proprio dalla Community Network dell’Emilia-Romagna, l’articolato sistema di governance di cui fanno parte Comuni, Province e Regione Emilia-Romagna. In questo contesto il binomio informazione e conoscenza diffusa da un lato e capacità d’azione ed innovazione dall’altro è quanto mai necessario affinché complessivamente si possa continuare a crescere.

La Guida vuole fornire informazioni chiare e concise, facilmente comprensibili e descrivere in modo semplice quali sono i servizi disponibili e che tipo di caratteristiche li contraddistinguono.

L’approccio voluto tende a sottolineare i punti di forza di quella che è l’offerta, ma attraverso una forma di crowdsourcing vuole portare il cittadino/utente a segnalare tutti i possibili campi di miglioramento e raccogliere concreti suggerimenti per migliorare. La scelta stessa dei servizi è stata a sua volta guidata da imput dei cittadini, giunti a tutti i livelli, nella costruzione di quelle che sono le guidelines del Piano Telematico dell’Emilia Romagna 2011-2013.

Questi servizi fanno riferimento a diversi contesti della vita della cittadinanza e delle imprese, questo a sottolineare la complessità del progetto della PA che spazia alla amministrazione di trasporti, istruzione e cultura.

Per ogni singolo servizio sono state realizzate delle schede che consentono di approfondire gli argomenti attraverso interessi specifici, dimostrando l’evoluzione avuta nel corso degli anni, anche grazie alla fotografia che sintetizza in modo chiaro l’andamento della Società dell’Informazione in Emilia-Romagna.

Ad ogni servizio descritto è stato associato un caso studio molto attuale, o ritenuto particolarmente interessante o affine per il tipo di approcico utilizzato; ovvio che ci sarebbero tantissime altre esperienze altrettanto interessanti che per ragioni ovvie non si sono potute inserire.

Sempre scorrendo la pagina dedicata al progetto, ecco come si conclude la presentazione:

Ci auguriamo di esser riusciti a rendere un quadro chiaro ed esaustivo dell’offerta di servizi on line nella nostra regione che possa essere di aiuto a chi opera in questo ambito: le sfide che la Pubblica Amministrazione deve affrontare in questi anni sono molte ed impegnative e la capacità di cogliere ed assecondare i fenomeni e le opportunità che l’uso di Internet offre è necessario per mantenere innovativo il nostro sistema amministrativo, che è condizione essenziale per la competitività di tutto il sistema territoriale.

E noi Geek, come vorremmo i servizi offerti dalle PA online? Che cosa possiamo fare per sostenere questo progetto e percorso perchè porti a un reale ulteriore mutamento e crescita?
Sicuramente possiamo partecipare alla Agenda Digitale, portando un contributo anche e soprattutto territoriale, che racconti la nostra idea e ci veda portavoce di un futuro in cui, pagare un ticket o una bolletta tramite l’home banking, non sia vissuto come un elemento di innovazione per le nostre vite, ma un servizio che fa parte della nostra quotidianità, fatta di più tempo per fare tante altre altre cose invece di una fila ;)

E voi… di quali servizi vorreste poter usufruire online grazie alle nostre PA?

GGDBO11 – Arrivano le Speaker: Elena Donnari

sabato, febbraio 18th, 2012

Ancora poche ore e comincerà la GGD11. vi lasciamo con l’ultima parte delle interviste alle nostre speaker: Elena Donnari.

GGD – Elena, presentati

Piemontese di nascita, nomade per l’Europa, la Polonia come seconda casa. Una laurea in Scienze politiche e relazioni Internazionali (Roma Tre), un diploma in geografia economica alla LSE e un master in pubblica amministrazione europea al Collegio d’Europa. Sono membro del Transatlantic Network 2020, un’iniziativa del British Council per i giovani tra il 25 ed i 35 anni finalizzata a rafforzare i legami tra l’Europa e il Nord America attraverso la creazione di un “network d’azione” di giovani leader.

Attualmente collaboro come esperto di assistenza tecnica e monitoraggio dei fondi della Comunità Europea presso una società di consulenza globale e svolgo attività di comunicazione e sensibilizzazione per la partecipazione nella progettazione comunitaria e, in particolare, nelle attività di ricerca e innovazione per clienti pubblici e privati. Da ottobre 2011 ho avuto l’opportunità di portare il mio contributo come “Online Animator” per l’Italia all’iniziativa “Digital Agenda for Europe Going Local” della Commissione Europea, che ha lo scopo di coinvolgere tutti gli stakeholders nella realizzazione degli obiettivi dell’Agenda Digitale e stimolare l’impegno a livello nazionale, regionale e locale.

GGD-Ti interessi di di e-Democracy e politica 2.0, come si approccia una donna a questi temi?

Lascio alla discussione aperta di oggi pomeriggio un approfondimento e uno scambio su un’eventuale approccio femminile ai temi dell’e-democracy e della politica 2.0! Ad ogni modo, il mio interesse è da cittadina attiva. Credo nei principi della democrazia partecipativa, fatta di open data e trasparenza, da realizzarsi nella pratica di ogni giorno; nella comunicazione a doppio senso  in cui le amministrazioni riescono a imparare a dialogare con i cittadini, a saper chiedere e ad ascoltare, e i cittadini, meglio se organizzati, non si limitano alla denuncia, ma instaurano forme di collaborazione (anche creative!) per un concreto miglioramento dei servizi e, in generale, della vita delle nostre società.

Nel mio piccolo, ho cercato di trasmettere parte della mia “visione” dell’e-democracy curando la comunicazione e in particolare le video-interviste con alcune personalità – uomini e donne – di particolare rilievo in questo ambito per il contest della Regione Emilia-Romagna “Ideamocracy in team con Michele D’Alena e Guglielmo Apolloni sotto la saggia guida di David Osimo.

GGD- Di cosa parlerai il 18 Febbraio?!

In previsione della prossima Assemblea dell’Agenda Digitale Europea (giugno 2012), vi parlerò brevemente del contributo delle donne alla prima Assemblea dello scorso anno, di come le problematiche specificatamente femminili siano rappresentate nell’ambito dei sette pilastri dell’Agenda Digitale e della proposta per un Piano d’Azione di genere sull’Agenda Digitale Europea nata dall’attivismo del Centro Europeo Donne e Tecnologie (ECWT) e poi sostenuta dalla Commissaria europea Neelie Kroes.

GGD-Cosa ne pensi di movimenti come quello di Girl Geek Dinners Bologna?

Su twitter mi definisco una “social butterfly” e per coerenza non posso che incoraggiare qualsiasi opportunità di socializzazione, scambio e networking (online e offline, più o meno formale) che faciliti la creazione di solide reti collaborative, ancor più se con una visione del rapporto tra donne e tecnologia come strumento per sostenere e valorizzare la creatività e la capacità innovativa del talento femminile.

Ho frequentato brevemente le GGD di Bruxelles e proprio durante uno dei tanti incontri conviviali è nato un   progetto dal grande potenziale: “Greenlight for Girls”, per incoraggiare le bambine di qualsiasi età allo studio della matematica, delle scienze, dell’ingegneria e delle materie tecnologiche, che spero presto di riuscire a portare in Italia. Da quando sono tornata a Roma a fine 2010, ho cercato di partecipare alle attività GGDRoma, anch’esse molto attive nella capitale e non solo. Long live the GGD!

Vi ricordiamo che l’appuntamento con la GGD11 è oggi alle ore 15.00 allo Urban Center della Sala Borsa e che alla fine del camp ci sarà la Tweet pizza organizzata dalle nostre amiche Paola e Francesca. Iscrivetevi qui: #twitpizzaBO

GGDBO11 – Arrivano le Speaker: Leda Guidi

venerdì, febbraio 17th, 2012

Eccoci arrivate all’intervista di Leda Guidi, responsabile dei “Servizi di comunicazione con i cittadini” del Comune di Bologna e Project Manager della rete civica Iperbole.
Abbiamo conosciuto Leda ad uno dei nostri eventi e da quel giorno non ci siamo mai lasciate!
Leda è una delle persone che ci incoraggia e ci sostiene sempre. Lei potrà parlarci approfonditamente di e-democracy nel contesto bolognese.

Ecco a voi la sua intervista:
GGD| Ciao Leda Presentati
Mi chiamo Leda Guidi, sono responsabile dei Servizi di Comunicazione del Comune di Bologna, ma il mio cuore professionale batte dal 1994, l’anno della mia scoperta di Internet, soprattutto per Iperbole, la rete civica della città, servizio di cui mi occupo intensamente da allora.
I temi della telematica civica, dell’e-democracy, della cittadinanza e dei diritti digitali e dell’innovazione nella comunicazione/informazione e nelle politiche supportata da media vecchi e nuovi sono una passione “non tecnologica” che ho coltivato prendendo parte a reti nazionali e internazionali, con molte donne protagoniste/nodi-snodi di network formali e informali.

Ho investito energie intellettuali e relazionali (un piacere!) su questo felice incontro con internet, il web e le sue evoluzioni, e ho canalizzato le competenze acquisite, come esperta, anche in pubblicazioni, docenze, conferenze e pratiche di scambio e trasferimento di esperienze fra pubbliche amministrazioni, università, centri di ricerca e organismi non profit per far crescere la mia cultura digitale assieme e grazie a quella di colleghe/i, magari all’altro capo del mondo.


GGD| Ti interessi di di e-Democracy e/o politica 2.0, come si approccia una donna a questi temi?
Ci sono delle differenze nelle modalità con cui le donne si avvicinano ai temi della partecipazione on line, dei percorsi decisionali e del co-design dei servizi rispetto alle modalità maschili; sarebbero necessarie analisi documentate e scientifiche per trattare adeguatamente, e con rigore metodologico, diversità comportamentali; io posso, da osservatrice (ma anche coinvolta) di lungo corso, inferire alcuni tratti che si evidenziano in modo quasi icastico in situazioni “partecipative” in senso lato, e comunque di frequentazione della rete, dentro la rete e nel lavoro per la rete.  Direi che le donne privilegiano le relazioni e la loro tessitura in funzione di un obiettivo, hanno un approccio più pratico e orientato agli usi nella loro infinita gamma di “possibili”.
La tecnologia – o meglio la rete e l’insieme di tecnologie che la popolano – non è quasi mai un fine, un gadget, un feticcio, uno strumento più o meno sconosciuto da svelare, ma piuttosto un luogo di esperienza, di dispiegamento della personalità/identità, di incontri e di scambi, di costruzione di interazioni con persone: un luogo di costruzione di senso, insomma. Dai primi newsgroups dove dibattevano quasi solo uomini, passando attraverso i forum e le bacheche, alla progettazione partecipata supportata da semplici piattaforme on line, fino ai social network e al web conversazionale ho visto le donne approppriarsi sempre di più della dimensione digitale, anche per fare politica, per influenzare scelte, per cambiare decisioni, per smontare pregiudizi, stereotipi e marginalità..molta strada fatta, molta da fare, con un occhio sempre vigile a non essere “usate” dai media, anche da quelli reticolari, ma usarli in modo critico e produttivo per sé e per gli altri. Al centro c’è sempre la persona, sensore intelligente ma soprattutto sociale.

GGD| Di cosa parlerai il 18 Febbraio?
Vorrei parlare di quanto stiamo facendo a Bologna con il percorso partecipativo dedicato all’Agenda Digitale per la città, iniziato a gennaio, e di come questo percorso dialoghi con principi e obiettivi dell’Agenda Digitale europea e con il recente impegno preso in questo senso anche a livello nazionale. Inoltre vorrei condividere con voi e con il pubblico il progetto “Iperbole 2020”.

Iperbole 2020 vorremmo diventasse un organismo sociale, “sensibile”, intelligente e comunitario, e che facesse del crowdsourcing, dei beni comuni digitali e dei contenuti generati dagli utenti un perno delle politiche e delle azioni dell’Amministrazione. Si tratta di essere non solo abili e ubique/mobili utilizzatrici – presenti sui social, con tablet e smparphone –  ma anche produttrici consapevoli e contributrici paritarie del  “dar forma” – anche femminile – al divenire della dimensione digitale.

GGD|Cosa ne pensi di movimenti come quello di Girl Geek Dinners Bologna?
Credo, sono sicura, che movimenti come il vostro – ma anche diversi come approccio culturale e pratico al tema dell’incontro fra donne e tecnologie, in fondo la pluralità e il confronto sono l’essenza della rete! – siano essenziali per la dinamicità e la propositività di un tessuto sociale orientato all’innovazione come quello bolognese.

L’amministrazione pubblica ha bisogno di interlocutrici che ne stimolino l’azione, ne monitorino l’efficacia e – d’altra parte – siano capaci di immaginare e realizzare iniziative come quella di oggi, o il NO DIGITAL DIVIDE al Quartiere Saragozza, un esempio concreto, quest’ultimo, di come “l’alfabetizzazione tecnologica” possa incontrare il territorio e fertilizzarlo.  Io appartengo ad una generazione con una storia (e una percezione) del mondo digitale diversa dalla vostra “ragazze appassionate di tecnologia” ma mi piace l’entusiasmo, la spontaneità e la naturalezza con cui dialogate con donne che con timidezza e curiosità si avvicinano alla rete e ne vogliono sperimentare la conoscenza.

Grazie Leda per la dose di aoutostima,
Siamo sicure che doamni avremo tante cose di cui discutere.

Avete già pensato a cosa chiedere a Leda Guidi?

A Domani
GGD Team

Women in Digital: ma il web non è cosa per uomini?

giovedì, gennaio 19th, 2012

Domani, 20 gennaio 2012, appuntamento al MAMbo – Museo d’arte Moderna di Bologna, per Women in Digital, un evento dedicato alla scoperta del rapporto tra donne e tecnologia digitale.

L’evento è stato organizzato da O-one e dalla unit Dr.O-one, che in base alla quotidiana esperienza lavorativa dello staff, confrontata alla professionalità di donne che lavorano nell’ambito dei media digitali, ha voluto approfondire il tema secondo cui le donne, in ambito lavorativo ma non solo, si avvicinano e utilizzano le tecnologie digitali, oggi sempre più diffuse e presenti nella vita quotidiana.

L’evento sarà strutturato in due momenti. Al mattino verranno presentate alcune case history da donne che, grazie alla comunicazione digitale, hanno saputo produrre innovazione e connessione.

Durante il pomeriggio ci sarà una tavola rotonda, moderata da Cecilia Pedroni e Linda Serra (che conosciamo bene:), per dare spazio a considerazioni, commenti ed esperienze sulla possibilità, grazie alle tecnologie digitali, di investire in un futuro differente.

Il programma completo di Women in Digital potete trovarlo qui.

L’evento è gratuito e aperto al pubblico. Per partecipare è necessario iscriversi a questo indirizzo http://womenindigital.eventbrite.com/.

Come staff GGDBologna appoggiamo la causa (naturalmente) e ci saremo. Se passerete al MAMbo avremo modo di approfondire un tema così importante e riflettere insieme sulle possibilità di investire in un futuro digitale.

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  • About GGD

    Non per pigrizia ma per coerenza (!), prendiamo in prestito le parole delle GGD Milano, che hanno spiegato ben prima di noi in cosa consistono gli incontri Girl Geek Dinners.

    Le Girl Geek Dinners (o GGD) nascono da un’idea di Sarah Blow.

    Le GGD sono cene o incontri destinate a donne appassionate di tecnologia, Internet e nuovi media. Sono delle opportunità speciali per incontrare e socializzare con donne interessanti durante una cena. Vengono organizzate in tutto il mondo e sono eventi unici e assolutamente divertenti.

    [segue]

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